>m^i ■iiis^ijr -j^ « *.• ^^'< v'^^ A ATTI DEllE ADUNANZE DElL'I.R.ISTimOVElTO DI SCIENZE, LETTERE ED ARTI. /?, /'^/), A.^.. ATTI DELLE ADIJN4NZE DEL1,'I.R.ISTITIIT0VENET0 DI SCIENZE, LETTERE ED ARTI. DAL KOVEMBRE 1845 all'ottobre 1846. VENEZIA, PRESSO LA SEGRETERIA DELL' ISTITUTO NEL PALAZZO DUCALE 1846. Co' TIPI Dl"plKTRO ?iARATOVir.ll. ATTI DELLE mum DBLL' I. H. ISTITUTO \E1T0 1)1 SCIENZE, LETTERE ED ARTI. ADUNANZA DEL GIORRO 50 NOVEMBRE i845. Si apre questa prima adunanza dell anno acca- demico con leggere il dispaccio a novembre dell'Ec- celso I. R. Governo col quale e partecipata la nomina clie S. M. I. R. A. si e degnala di fare con venera- lissima Sovrana Risoluzione 4 ottobre p. del membro eflettivo prof, abate L. Menin a Vice Presidente del- r Istituto. II Cav. Sanlini nel lasciare le funzioni di Presi- denlc dirige all' Istiluto alcune affettuose parole, e fa voti per la sua maggiore prosperita. S. E. il Conle Citladella Vigodarzere , uoli' altt» di assuraere la Presidenza, tiene uu breve discorso — ('> — ^iillo .si'o[)u f sill |)iii iililo iudirizzamento dei Corpi stii-nlilici. II Sot;retario Icpi;o Tallo verbalo della prccedente .i(liiiian/.a del giorno <> agosto, oh e approvato. Si uoniiiiziaoo i soguoiiti doni falli all'I. U. Islituto. 1. Uiiir I. 11. Istiliilo Lonibardo. Gioniale ilelT I. R. htitulo. Tomi IV c V. Clomalc di//' I. R. Jxtitufo e Biblioteca Italiana: Fa- scicolo 55 e fascicoli 5i-55. Alli(lcllailistrihi(zione del jyremii d'lndustria ?^eH845. ^lilano I8i5. 2. Dalla Societa Medico-Chirurgica di Bologna. Me//iorie della Societa medico'chirurgica. Vol. 4, fasc. 2, r..lo?nal8i5. Rnllcttino delle srienzc viediche. Fascicoli di gennaio, iolibraio, raarzo, aprilc, maggio e giugno dSiS. '6. Dal membro effeltivo nob. G. Minotto. Riri.tia trrnoloijica. Eslrattadal Giornale Euganeo. Giu- gno 1845. Considerazloiii sulT nso economico del cornbiistlbl- li. D.igli Aiinali cJciio Scioiize del Regno L. Veneto i845. |. Dallo stossu e da! sig. Giuseppe Antonelli editore. Conlinuazinnc del D/::i072flm tecnologico, dalla distri- liiizioiic 11. Sr .ilia 109. fi. Dal ineinbro effettivo [)ror. (i. Meneghini. La traduzione dal latino della sua Memoria: Into/no Passe cvrebro-spinah, fatta dal sig. A. G. dc-Meis. Wapo- li 1845, di pag. 270, in 8. 6. Dal membro effettifo dott. G. Bianchetli. Derjli uomini di lettere. Lihri quattro. Seconda edizio- nc. Milano 4845. 7. Dal membro eflfetlivo prof. T. A. Calullo. Lettere sopra varii argotrienti interessanti la Geologin e la Palcontolofjia. (Eslralte dai Niiovi Annali delle Scien/e nalurali di Bologna. Fascic. di Giugno 1845 ). }^. Dal membro effettivo nob. Gherardo Freschi. I numeri 18 al 54 del Giornale intitolato: L' Ainico del Contadino. 9. Dal socio corrispondente cons. Quadri diVenezia. Descrizione topografica di Venezia. Fascicoli 9 e 10. TO. Dal socio corrispondente dottor Filippo de Filip- pi di Milano. Cenvi sni pesci d" acqiia dolcc della jAitnhardiu. E- stratli dalle Notizie naturali e civili della Lonibardia. Vol. I. Snnto d'alcJtne osservazioni sulla embriogenia dei pe- sci. Milano 1845, di pag. 24 e 2 tavolc. 1 1. Dal sig. Antonio Galvani Chimico-farniacisla in Venezia. ho studio rivolto sopra il sncco spretnvto dalla radiee della Valeriana. Memoria. Venezia 1845, di pag. 40, in 8. — 8 — 1 1. Dal sig. Aniunio Soltc, ingcgnere diverse ncl uiedesiuiosilo, mentre assuinciido line corpi della medesliiia iialui'Dj ipiella oonlraddi/ioiie spaiisce, i)eiK:lie quesli pure sieno impeuetrabili. Ma- lamcnte al dir del Conli si qualifica 1' impenetrabilila roiuc propi iela essenziale del corpo, c poi la si vuole cavare dalla dala dcdin'zionc. Quaulo alia couumicazloiie di mi)to per Urlo, se il corpo nello scoutrarsi con altro miita di movinieulOj cioeinsegnato dall'esperienza, che ci aniraaestra anche del come, ne lo si pno dedurre dai principii posli. Tanto c vero ijuesto, rlic nclla Icgge assiinla si lluiila lo slalo di quiete o di nioto unilonne rettilineo, fine a clic infeivii'oe causa eslerna, suH'cflello della quale nulla si dice. E qui il prof. Conli ricorda i pensamenli dei fi- losoli, le doltrine di I Fume e di Kant nel presentc argonicnto o le considerazioni del Galuppi, raoslrando essere grave cii-ore di voler procedere razionalmente, quando tocca consul tare 1' esperienza senza la quale nienle puo sapersi. Ap[)licand<) la parola urlo, conic il Fusiuieri la — II — ilefinisce, al corpo in ([uich; clic ('■ sconlralo da quello in moU), iic \it'nc clu' al pritiio in qiiiele si atlribuisce ragiono snlTicicnte di continuazione di irK)lu, che e condizione opposta a quclla di ([ui(Me. Nola in aj^giiiiita il pnd. Cuiili che voleudo tul- to tirarc all' urlo, sembierebbe che tale fenomeno fosse de' pill deterrainati, de'piii conoscruti nelle va- rie circoslanze, ciocche non e vcro. Calcolansi movi- raenli de'corpi a distanza con somma esaltezza, le qucslioni di urlo sono iml)arazzatej per la piii [)arte insolulc. Domanda poi il Conli da che foute ha traltala sua definizione di corpo, il dott, Fusinieri? Sea priori, av- verte che rcsterebbe a dire come si trovi I'applicabi- lila a cio che realnicnte e uel niondo. La qual verifi- cazione della coirispondenza della idea innata, che seco portasse 1 anima anteriorrnenle all' esperienza, deve pur Tarsi coi sensi, ed il prof. Conli insiste su questo perche si riconosca che fidealismo deve adat- tarsi a trovare nei sensi la sua giustiGcazione. Ma il dottor Fusinieri prese la definizione dal- I'esperienza, e quindi il Conti uiostra che non poteva escludere lazione a distanza. Vencndo ad un esanie induttivo delle proposi- zioni del dollor Fusinieri il prof Conli mostra prima che e necessario stabilire ipotesi, avvegnache e un (alio che la meule crede ad un Icccame, ad una rela- — i1 — . ziono tra 1 f«'iu)iiit>ni, c clio ijuosto lopainc non lo lej:;- irr ilircltaiiu'iitc ncl nioiidu. Distingue lo Icggi fenomcniche o di corrispon- ilcii/a tra i fenomeni, senza che si consideri le cause ilondo procedono j e le leggi delle cause, quando una grada/.ionc tli fcnonieni e prcsa a rappicscntare la varia intcnsila delle cause, che gia semprc riinan- gono occulle, Avverle ancora che spiegarc e predire soltosta alio mcdesinic condizioni, che non vi ha differenza se not! nel tempo, cire passato per la spiegazione, fuluro per la predizione. Quindi e che spiegare suppone una leggc di gradazione ne' fenomeni, ed il fenomeno che si spiega non ha da essere esplicito nella determi- nazione della legge, allrimenti larebbesi circolo vi- zioso. E qui riaudando i fenomeni che appartengono al movimcnto de'corpi, alia lore composizione, mostra che r analogia suggerisce I'azione a distanza, il sistema alomislico, che questo non contrasta ai risultali degli csperimenti del medesimo dottor Fusinieri. Per ultimo schierando i fenomeni del calore, no- tando che le nostre conoscenze sulla nalura si fanno per sintesi, aggiungendo proprieta a proprieta , mo- stra ragionevole raltribuirli ad una causa particolarc che diciamo calorico, e da lasciarsi le proposte del dollor Fusinieri che li vorrebbe altribuirc alia mate- — 15 — ria oidinaria atteniiala, Qi;l (lualc slalo essa dovrebbe assuiiu're jnnpriela opposlu allc consnete. 11 iiu'inbro effettivo sigiior Giullo Sandri Icg^e il semienlo sciitto. Ricerche sopra un greco monosillabo, Del signer G. Sandri. i. ^clPinlendere e spicgare gli scritti, massiine antichi, puo talvolta accaderc die per inavvertenza, prevenzione od allro motivo, una persona autorevole pigli prima in qualchc passo lo scaml)io e tutti gli altri poi v' aderiscano senza verun sospelto di crrore, e senza darsi quinci la cura disti- tuir nuoYo esame. E cio sembrarai sia succeduto riguardo a nn greco monosillabo nato a' tempi vetusli, il (juale mi pro- pongo di venire quest'oggi brevenionte interpretando, per- suaso die quand' anche si fortunate io non fossi da imber- ciare nel segno, mi verrebbe condonato il tentalivo ; c non Sara ad alcuno discaro di trasportare un po'meco il pensicro alia dotta nazione, la quale fu madre primiera di quel sape- re die lanlo cliiari rende e pregiali i moderni. 2. II monosillabo, ond' io intendo parlare, si e (luello formato dalla seconda e dalla seltima leltera del greco alfa- beto, ch' io non saprei ora bene di qual guisa proferire, perche anche la sua pronuncia eiitra in (piesta ricerca. Ci si dii esso come imitazione di certo suono, e sta qui appun- to a vedere di (jual suono sia imitazione. 5. I Dizionarii che Io riportano dicono vox oihim ba- __. ^^ _. /anfiu/f/, i/////(i//o ror/.t ori/fJ//, //a/atf/.f lu'ntm-. non pcn'j tli Idtlo It' pocorc, 110 sooondo inlli ; nia solliinlo S/iida Itstr, t»l imitalio vocis oi i/n/i, tipud Atlicos^ ut apud Crallnuin in Dio // ij. *!- J /r.ra //(//■(), coiiic scrivc lo Scnpola. Siccho ci si porirr come un'allica spccialita, c siill';ippojj;gio e dietro la (ostiinonianza di Siiida. •i. V. a capiro conic <|iiosta per un' attica spccialila ci si porga, d'uopo c raiiiiiiontaro qualiucnlo la Grccia avcssc u'ia mia parola formata per onomalopcja, a dinotarc la voce ilollo pecorc, scritla con la scconda, la prima e la nona di sue Icttcrc (.^a;). E poiclie at, suona c, del pari die a/ in franccsc r in inglesi', e la scconda gfrcca lettera suona /j op- pnr r, conciossiache sieno qneste molto aflini, c tanto die sovcnle I' una si trasniuta ncll' allra, e in Guascogna c in Ispagna il A usasi prolerire per v; ne viene, die (|uesta parola comuno a tut In la Grccia, dcstinata a significare per iniitaziono la voce dolle pecorc, suoni /^ee o ree, dando al /5 nil valoro inczzano tra il h cd il /', quale otticnsi avvicinan- do appcna tra loro Ic lahbra nel pronunciarlo. 0. Git) posto, c vencndo al niedesimo Suida, ci dice nel SUO Dizionario: ^17, to ftifArjxtxoy tti; tw vTrpo^arwv fwvrj;, /"z/;/z- tatito dcHa voce dellcpccorf. , cd aggiugne w/j. (ion \-you;cv A-Tixot, fffi j4uici non dicono ^jat, ossia non usano I' allra parola mcnzionata dianzi, coUa quale si csprime la voce delle pecorc; ma si bene il monosillabo ad cssi parlicolare: cita in prova di sua asserzione il passo di Cratino in cui qucsto ninnosillabo si ritrova. 0. Se noi soflTeruiianio un po' la nostra considora/,ionc, ^eggiamo die Suid.i col riportare I' altico monosillabo con- trapponendolo a qucllo degli Ateniesi non proprio, cd alte- siandoci die (piesli non dicono cio die 1' altro nionosillabo csprime, cbiar.iincnle ci niostra die se il coniune suonavu — 15 — Ini:, r ;iltro noii ;i\('a pimto uii till siioiid ll) . . . Ma Siiiil.i chc nolii csscrvj (lilfcrciiza tra i due monosillahi, cd asseri' sec gli Atcniesi non dire cin die f^Ii allri diccano, '.r/;. f,-v. Xv^dMci-^ ATTtitot, non ci addila poi (Hial suoiio I'altico niono- sillabo avcssc. 7. Fgli supponca ccrtaincntc die la pronuncia di tal nionosillabo fosse gia conosciiita, vale a dir fosse quclla chc si iisava eonmnoniCDtc a' siioi tempi, la cpialc no! possiamo apprenderc da una parola, chc ncl suo Dizionaiio vicn po- co dopo. E questa il nome di una citla del Norico, in latino Vlrmiinni, eh' ej:^Ii scrive I5r,joijvtGv, collo due prime Icltero idcnticlie all' attico nionosillabo, ch' c?li (piinci appalesa pronunciare per vi : c a meglio confermarcelo da eziandio 1' ctimologia, ossia I' origine di questo nomc dalle due vr)ci latine vlr 7^«?/,v, acccnnandoci come ad un immane cingliiale dando i Norici innlilmente la caccia , alia fine esso videsi comparirc sugli omeri di un tplc, die solo avealo atterra- loj per lo chc tutti presi da meraviglia, esclamarono /7V unvs, jSripoiivous un uomo solo ! . . Onde poscia il nome a quella citta in momoi'ia di sifl'atto avvcnimcntn. 8. Chc al tempo di Suida la sottiina leltcra irroca si pronunciasse peri, si puo dcdur anelie dal celebcn-imo Eusta/io, cbe fioriva non molto dopo, il cpiale in parecclii luoglii de'suoi Comenti ad Omcro trova consonan/.a perl'et- la in parole scritte con questa e parole scrillc con iota, co- me escmpigrazia sarebbe il nominativn del nome indicaiitc Giunonc Ihn , con due r; , e il vocativo di (juello indicante (1) Chc I' attico nionosillabo ^t\ non suonasse come I'allro /3at, ci si ap- palesn eziandio da cib, clie due parole d' identico valore, idenlica (|iiantii.'i o idcntico siiono, non avrcl)l)ero ne anclie suflicientc ra^ioiic di rinvoniisi iiella iiiedcsima lingua : ondc sc vi fosse piia siato I' un nionosillabo di tal ialla, ntui sarebbesi 1' allio invcnl-ilu. — iG ~ Iriilc, I--;, con iliio ; (I). |)i clir si vodc. che rainnionlando pur cs,\i V ;icccnnato monosilhibo , conio imilazionc dclla voce pCCOrina, /jT, cvo/ia y'wvT, ; 7:jo(3aTO'j ovo/xaroTTOtrji^sv, 7/OMr (Irlld nice dclh jncora falto per oiiovfatopca (2) , (jiian- to al suono suo, al siio valorc, si accorda anch'csso con Suida. D. Ap[)aiTndo per fanto dalla contrapposizione che fa Siiida tra i due inoiiosillabi, ofTcrtici quale imilazionc del helar dellc pecore , die gli Atlici non dicevano siccomc gli altri , onde conscguita die sc gli allri dicevano her, gli At- tici non dicevano cosl ; c dalla giiisa di scrivere il nomc Virnnhtm, e dalla etiniologia die ne porge, apparendo in- Icnder egli clic gli Altici dicessero /•/, nattiralissima ed ov- via lorna I' inchiesta , perclie gli Attici a ritrarre la voce dellc pecore iisasscro di (jiiel peculiare lor nionosillabo, e non dell' altro, onde valeasi il riniancnte dclla Grecia. -10. Al che si potrcbbe rispondere, o die le pecore del- I' Allica avcssero un suono di voce dilferente dall' altre ; o die variando la voce degli aniinali. e della pecora massima- mente, secondo il sesso e I'cti^, Cratino appuntato n'avessc una spccialc, e non la piu coinunemente senlita. 11. Ma che le pecore dell' Attica avessero una voce diversa dall'altrc, troppo non par vcrisimile: e poi nell'At- tica non saransi perpetuate le stesse pecore ; ma, come av- vicn d' ordinario , o quelle dell' Attica saranno passale in altro paese, o quelle d' altro paese si saranno ivi condotte. Sicche non puo dirsi con niolta ragionc , aver Cratino usa- to di tal nionosillabo, perche le pecore dcU' Attica avcssero un:i voce diversa da cpiclla dell' altre. (i) Kustar.iii lli.id. lib. I. p,ig, jjy, e srg. 240. (a) Id. lib. V, pag. 12J9. — 47 — i2. Che poi la voce degli animali possa variarc per I'el.^, e pel sesso, egli e un fatto, a verificar il quale baslan gli orccchi : ed e per cio, io mi penso, e piu ancora per non esscre tanto precisa da polersi esattamcnte ritrarre coll' u- niana scrittura, ch'ella suolsi esprimcre, non solo dalle dif- fercuti nazioiii, ma exiasidio nclla stessa, divcrsamente. Cosi per quclla dellc pecorc, alia (juale vogliamo qui liinitarci, i Latin! dissero or belare ed or balare .• be/arc disse Varrone, clie per cio ebhe anche a chiamar /jc/a la pecora, e bee con due c il suono suo , cho noi Italian! scriviamo be' con un solo: e Virgilio ha balatm, balam, e Ovidio baht ; I'esera- pio de'quali segucsi dallo spagnuolo balar. I Frig! diccano V-^ , chiaraando cosi auclie le pecore ; e conlormemcnte a qucslo ! Greci le dissero pur f*!?"^*^ in dorico [i-A-x ; doude (za\>.o; il loro vello. In inglese belare e to bleat (pronuncia- to blit), e in tedesco bldken, coll' / dopo del ^ (I). io. Resterebbe per tanto , che Cratino avesse appun- tato la voce degli agnellini , che al bii piu che al bee si as- somiglia ; e quinci non adoperasse ne il bee piii proprio delle pecore dl mezza eta , ne il ba , o i^^ de' i)iu provetti montoni. 1 i. Se non che io ben m'accorgo, che nissuno de'miei uditori pienamente si appaga di questo partito. E di vero ne men io me ne Irovo guar! soddisfatlo. Chiaro quinci non vedesi , perche il solo Cratino usasse tal voce , ne perche (i) La lettera / ossia "X, Irovasi anche in greco nelle parole pkrr/ji o /SXr/- ya, f^Kr,yjna. helato e /5X>jy.aopat bdare, usale specialmeule per le pecore ; nieiUre per le capre si usa piultosto /akj/.tj o fir/xar^xo;, ftryxa'o o fAT,xa^(o, seiiza la detla letters, clie nianca pure in firjxaoa; capre o sia belanii, altri- buito eziandio agli agiielli, e si trova in fti)tXri altro nome della capra. Que St' aniniale fu chiamato anche j3iriXir) ; e ta ,3if;xa lu detlo a indicar cipre « pecoix ; Lenche il uoiue piii coniunc delta capra sia ac;-a'.Yo; — -18 - avcsso tpit sta ad csscrc un' altica propiieta ; non vedesi pcrclic 'j;\\ Aleiiiosi avcssero in cio a dilTcreiiziarsi dagli al- iri, conif il Dizionario di Siiid.i ci altcsta, c gli altri Dizio- iiari die lo ripetdiio siilla lestimonianza di lui. 11 pcrcin"; Miol'*! esaininarc il passo inedesimo di Cratino , se mai da esso polossimo rilrar cpialchc luine. I,'). II passo deH'antico greco poeta riferloci non sola- inentc dal Dizionario di Suida, ma da altrl cziandio che da CSSO lo lolsero, e (jUCSlO : oVj'XtSrto; (ocnsp jTpo//3aTOV|'3T) /3->) 'Xe- ■jwv ^a^t^s'.. iNel ([uale c da notare die VaiSco; importa stolido, icimunito ; e irpo^aTov significa armenio in gcnerale, come il \sX\x\o pecus, da jt^o'^aivui prccedo, perchc suolc al pascolo prciodiM-e lentamente clii lo para e cuslodisce : e in senso piu ristretto indica pccora. A dinotar (iiiesla sola i Greci lianno il nonie o;;, dondc il latino oris, die la pecora sola- mentc pme dinota. in. Ma prima di entrar maggiormeute nella interpre- tazioiic del passo, non sarii disacconcio il richiamare alia niente alcun chc delTautor suo Cratino. Fu questi un ccle- bre coniico Ateniese, che vissc circa il principio della guerra del Pdoponneso, e dices! aver il [irimo introdotto nelle Te- ste di Bacco la salirica rappresentazione. Vuoisi arrivasse fine air anno cenlesimo, benche deditissimo alia crapula, e massimamonlc all'ebrczza, come accenna anche Orazio co- minciando I'epistola 1!) del lib. i.° ove dice: » Prisco si credis, 3Ioecenas docte, Cralino, » iNulia placere din, nee vivere curmiuu pussunt » Quae scribuntur aquae poloribus ». E il medesimo Orazio no parla pure in sul principiar deUa Satira 4. a del I." libro, scrivcndo: — \0 — » Eiipolis, aluue Cralinus, Aristophnnesque poelae, » Atqiic alii, quorum comoedia prUca viroruin est, » Siquis erat dijynus describi, quod inalus aut fur, » Oi'od moecluis foret, aut sicarius, aul aliocjui » Fumosus, multa cum lihertale iiutabant ». Do' quali tre pocti si benemeriti dclla commedia qui nien- zionali da Orazio, si fa piu vccchio Cralino ; dopo si mctte Eupoli, che dili^cntemente imito lo stile di hii ; c segue po- scia Aristofane, che si dice medio tra cssi, cioe veementc co- me Cratino, ma meno acerboj e fornito dell'urhanitc^ e gen- tilczza di Eupoli (I). 17, Ramraentalo in succinto chi si fosse Cralino, fac- ciamoci senza piu a considerar il suo passo gia mcntovato di sopra ( n. 15 ), che suona alia lettcra iu latino, stolidns autem ut pecits, oppure ut ovis, ^n ^-n dicens vadit ; e in italiano, lo schnnnito come hriilo ovver come pecora, i^n /Sr? dircndo, cammirta. Qui., se mal non mi appongo, ap|)arisce intcrftrctazione ben diversa da quella che si voile dare fin era ; vale a dire lo stupido come bruto, ovvcrcome pecora, caramina pronunciando quel suono inJicato dal greco mo- nnsillabo, onde qui si discute : cotalche il C077ie bruto o co- me pecora si riferisce a stupido, e non punto a dicendo. Cosi almeno porta la stessa giacitura delle parole ; e quan- do la giacitura delle parole ofTre un senso chiaro, sembra sia dcsso da preferire a quello che nasccsse da qualunque siasi trasporto di esse, ove pcro altra cosa non vi si opponga. iS. Osserviamo dun(iue se qui v'abbia veruna opposi- zione. E egli convenevole, c egli naturale il dire scimunito come un bruto, stolido come pecora ? Egli e convenevolis- simo. Lucio Junio fu cognominato Bruto, per aver contraf- (i) Lod. Desprei iiell" Orazio ad ustim Delpli. Sat. 4) 'ilj- I - 20 — falto \o sciimmito a sluggirc la cniJelta lU Tarquinio. E la pccora, di prcfercnza anchc agli altri aniniali, si moslia stii- pitlitsima; per cni »> pure la piii facile ad avvclcnarsi, nias- simaiiicntc allorcln' va in miovo pascolo, di Icggeri scani- biando I'crba salubrc colla raortifera. E per cio stesso fu quostd aninialo prcso univcrsalmente per la piii appropriata imagine della stolidezza : » Suit laieris crebro virliis lalet aurea pannis. » Cum slolidas uuruin pecudes el purpura velel » srrissc Mnrcto : c s' nsa da noi pecomggitie, pecoronc, in luojo di xchtmnilngginc, scipito o senza rjiudizio. II dire adnnipie stolido o stupido come pecora, a dinotare il grado cstremo dell'insensatozza, (piello in cui si opera maccliinal- mcnte senza clie la riflossion v'abbia parte, e in cui sconsi- derati suoni si puo andar ripetendo, e dire la cosa piii na- luralc, pill generalmentc scntita per cbi la natura consi- dera da vicino. 19. E poiche a natnrale interprctazione noi vogliamo appigliarci, restaci a vedcre una cosa al proposito nostro imporlanlissima, cioe qucllo cbe snol dire lo scimunito nicn- tre so ne va camminando, ch'e appunto cio che il poeta ci voile qui dinotare. Suppongasi per tanto, cbe il monosillabo soprammcntovato sia per noi una cifra, il cui significato di- penda c dcbbasi dare dall'attento osservatore della natura. Chi dar volesse tale significato osservcrebbe, non v'ba dub- bio, accuratissimamentc cio che lo scimunito, il balordo va dicendo mentrc cammina: e vcdrebbe ccrto, che non va punlo dicendo bee bee come la pecora. Si bene ei fa sentire un colal suono indislinto tra V «, I'e e V i coirimpressione dellc labbra ond'csso ha principle. Sc duiKiue Cralino, si — 21 — abil maestro in rnpprcscntare le umane abitudini, si esatto e (leciso plltore della natiira, voile indicare il dir dello stu- pido allorche muove 1 passi, non disse cortamente bee bee, poiche non e (iiicsto die usi dire lo stupido ; altrimenti a- vrebbc ritratto (|uel che non c. 20. E a credere che Cratino, non la voce della pecora, ma quella dello stupido qui volcsse indicare, persuade e- ziaodio la propensione grandissima che aveano i Greci e mas- sinie i comici, a dipingere la natura ne'suoi pin dislinti par- ticolari, anclie in cio che risguarda I'udito, creando parole imitative per ogni suono speciale, che accadcva loro di e- sprimcre, tanto per le cose inanimate, quanto per gli ani- mali, e sopraltutto per 1' uorao : del che moltissimi esempii si potrebbero metier innanzi, se non si temesse di andar troppo in lungo. Faro per altro osservare, come gl'Italiani, che alle parole imitative non sono tanto portati, sembra non di meno che rigiiardo al suono sconsiderato che usa mandare lo stupido, s'accordassero con Cratino nella for- raazione del nome babbio, babbeo ; donde gli accrescitivi babbionc, bahbaccio, babbaccione, con cui lo stupido stesso dinotano ; poiche alia formazione di questo nome babbio o babbeo, pare non altro aver dato raotivo, che la ripetizione dell'oscura sillaba che I'insensato va talor pronunciando : nella guisa stessa che i Greci da /3a? /3ap, voce discordante in cui soleano spcsso cader in Atene i forestierl allorche principiavano a parlar greco, fecero il vocabolo /Sap^apos (barbarus), onde ogni straniero poi significavano (I). 2d. Ma avendo noi prima veduto quali difllcolta s'in- contrerebbero a volere che Tattico raonosillabo rappresen- (i) Altri (lire che ^op ^ao fosse il suono clie ai Greci senibrava udiie da quelli di cui nun intendeano la lingua : retimologia pero non varia punto. 22 tassc I.I voco (lolle pecore, e iipprcsso voiluto nvnido per lo t'untiMiio, come la c^lacitiira stessa ilelle parole nel passo ili Cratino olFia un cliiaro senso convonicniissiino p(!r oi,'ni ri- ifiianlo, come in vece qiiello c!)e risiilta dalia ioro trasposi- zione dinoti cosa non vera ; sarcbbe a credere die Cratino con ipicl siio monosillabo intendesse non s^ia il suono di vo- ce dcila i)eeora, per cui nolammo esservi altra parola (n. 4), ma Iiensi qucllo die nianda lo stupido mentre cammina; ed avessc preso lo scambio Suida, il quale trovando presso il nomc della pecora il monosillabo detto, avente articolazione consimile a quella del snono di quest' aniniale, senz' altra considerazione riputo esprimerc la voce di esso; e con Sui- da I'avessero preso tutti i Dizionarii cbc attinser da lui, e il dottissimo Eustazio, c I'autore del grande Etimologico, chiunque egli sia (i); e quincinon imilalio vocis oviimi apiid Alticns fosse a dire, ma imitatio vocis stolidi mnhulanlis. 22. Tanto almeno parmi raccolgasi da questo ragiona- mcnto; col quale pero, ben kingi dal presumere di decidere il punto, io intesi soltanto, esprimendo rispettosamente il niio avviso, di richiamare sur esso I'attenzione di altri di me pill valenti, alTinche ne portino quel giudizio che alia Sana critica torna piu confacente. (0 II gramle Etimolngico ( Ma2;inim Etjmolojjicum) e in tuffo conforme a Suid.1, scriven(lo:/3Tj,To fit/xij-ixov to rjj Twv 7rpo/3aTwv i^pivrjg. Ou/c /Sat /.aysTat aTT£XM;-KpaTcvo; Atovuc-aXsJavSpw-O'S'n'Xi&io; eoCTTtap 7rpo/3a- Tov /jT) /3t/ Asywv ^a5:^37. Non m' e nolo se Tautore di questo libro fosse in- nanzi di Suida : ma ((ualunquc sia il prime die prese il /3r] di Cratino per la voce dclla pecora e fu dagii altri seguito, 1' argomeato riniane lo stesso. — 23 — L' Istitulo si liduce in adunanza segreta per trat- tare di aflari interni, II signor Hannert, litografo, chiede die sia esaminato dall' Istituto uu rrietodo di sua invenzione, per riparare e riotegrare i disegni guasli o consunti delle pietre litografiche. ( Commissarii i signori proi. Conti, prof. Menegliini e nob. Minotto ). Si determina che le adiinanze ordinarie del nuovo anno accademico, oltre I'odierna e quella di dimani prime dicembre, abbiano a tenersi nei giorni sullo indicati. 28 e 29 Dicembre. 25 e 2G Gcnnaio 1846. 22 e 25 Febbraio. 22 e 25 I\larzo. i8 e 20 Aprile. 29 e 30 Maggio ( adunanza solenne ). 21 e 22 Giugno. i9 e 20 Luglio. 9 e 10 Agoslo. ADU-V.V?iZ\ DEL GIORNO I DICEMBRE 1 8 4o. II Segretario legge I'alto veibale della precedenle adunauza del giorno 7 agoslo, ch e approvato. Si anniinziaDO i seguenti doni falti all'I. K. Istitulo : I. Dal prof. Guglielmo di Rapp di Tubinga. Anaioinische Vnterstichungen iiber die Edentaten. Tu- binga 1843, in 4. di pag. 80 con 9 tavolc. 1. Dal dottor Pietro Beroaldi di Vicenza. Delia mi(jliare, Considerazioni patologico-pratiche, Vi- cenza 1814, in 8. di pag. 88. Diziovario della Lrrjislaziotic Austrlaca inlorno la Sa- tilla pithhlica cnnlinenialt t la piihhlica Beneficenza ec. Padova 1845. Tomi 2 in 4. r. 4 — so- il iiu'iiiluii oIleliiM) prof. Zanledesclii leggc una >iia moiiioiia >iilla 'Icr/nurroinut. L Aulore ricurda ila [)ilma cho non e nuova I (•piiiione clic vi sia elcrogcueita ne raggi calorifici. (ilianlichi riguardavauo come specie diflerenli di calo- rico, (jiicllij ilic oniana dal sole, dalla conibuslione, dairaci[ual)ollcnte ec. — Pietro Provost riguardava il ralorico come composto di due specie di parlicolle le une piu grosse, le allre piu sottili; e De la Roche ncl 1 8 I 3 crcde ill aver Irovalo una prova evidente di una giaduale trasformazione cui fosse soggelta I'irradiazio- ne del caiorioo oscuro prima di coovertirsi in irradia- zioue luujinosa. Melloni ancorche ora abbia distinto il calorico dal- la luce, ed ora abbia sostenuto che non sieno clie duo a/ioni dello stesso principio, ossia due nianifcsfazioni delle ondulazioni eteree, tuttavia e rimasto fermo iiell'aminellerc che il calorico raggiante sia composto di elemenii divers! analoghi ai raggi colorali della luce^ atizi consideraudo la visil)ilita come una qualila acci- ilenlale delle radiazioui elementari, gli aggiunti bian- co e ro/oralo egli applico indisfintamenle agli elemenii oscuri (» hmiiuosi delle radiazioni, e li risguardo pres- soche sinoninn di una scrie inlera o di una sola spe- cie di raggi. Ed in questo significalo vuole ora sia in- lesa la nuova noiueuclaliua die propose iutoruo alia scieoza delle irradiazioui caloriliche. TI prof. Zantedeschi riferisre in comj)en(lio q\i<-- sla noinenclaliira c la sua applicazioue a casi partico- lari secondo il Melloni; poscia espone gli argomenli sui qiiali qiiesto cclebre fisico ha fondato la sua ipo- tcsi sulla eleiogcneila di un calorico coloralo in rela- zione alia serie iutera delle ondulazioni eteree, visibili oiUnvisibili,che cosllluiscono gli efflussi raggianli del sole e delle sorgeali terrestrij ed in Gne esamina se quosli argomeoli o prove possano dirsi dedotte con rigorosa logica. T delli argomenii, secondo il prof. Zantedesclii, si riducono ai seguenli : I. Le irradiazioni lucldc sceverate da qualunque irradiazione eterogenea posseggono un calor pioprio che segue esattainente le loro vicissitudini, per niodo die le diverse llisi di un dalo raggio luminoso perfet- tamente isolato possano dedursi indistintamente dai rapporti liicidi o calorifici. ■JL. Le Ibrzc calorificlie indicate dal tennomolti- plicalore sono esatlauiente proporzionali alle difleren- ze di lemperatura delle due facce della pila, e per conseguenza ai gradi indicati dal termomelro nella porzione di scala di 5° a 6" renlig. 3. II calorico oscuro soggiace a quelle medesi- me leggi di propagazione, ridessione e polarizzazione cbe reggono le afl'ezioni generoli della luccj e i diversi suoi elenieuti sitno piu o meno iarili ad esser dilTusi, 2.S - Irasmossi od assorbili da ccrle SDStanzc, c dol.ali di tiitii i roquisili chc appartengono ai raggi luiul- liosi. La proposizione del Melloni, olie le irradiazroni luniiiiose posseggaiio un calor proprio il quale scgua esaHaiiicntc le loro vicissiludini, per modo die le di- verse fasi di nil rai^tjio liiminoso perfeltanientc isolrflo possano dedursi iiidisliutauicute dai rapporti lucidi o calurlfKM, rilioiie il prof. Zanfedeschi sia slata piulto- slo an'oriiiata chc dimostrata. II Molloni slesso acccn- na e si riporta in quel lavoro ad alcuni suoi scriiti e ad un luiovo slriinu'iilo clic non furono ancora f'alti di pubblica raj^ione. Dubita pcro il prof. Zanfedeschi ch"ou;li possa riuscir mai a diuiostrare il principio d identila, ossia che un'onda di una data aiiipiezza, o la stessa molecola, sia ad un tempo cagione necessa- ria dei fenomeni luminosi e calorifici. L'altra via chc riniarrebbe al Melloiil per coniprovare il principio d'i- denlila sarebbe quella della assoluta reciprocita , o della perfetta correlazione, nia qucsta assoluta recipro- cita sarebbe, come a detio del prof. Zanfedeschi, smen- tifa dair esperien/.a. Di piii il Mclloni non avrebbc nemnicno diinosfrafo I'asscrita proporzlonalita tra lo forze calorifiche indicate dal fermomolfiplicalorc, c le diflerenze di temperafura IVa le due facce della pila, pt;r cui un tonnonioltiplicalore si possa riteneie cqui- valeote ad un pcrleflo loruionielro. A questo propo- — 29 — silo il prof. Zantedeschi espone parecchie considerazio- ni sueproprie e di allri fisici, e prende ad esaminare eziandio la ipolesi proposla da Commissarii deH'Ac- cademia delle scienze di Parigi die haiiiio fallo rap- pork) inlorno alle scoperfe del Melloni. La predetla proporzionalila non reggerebbe nemmeno fra i piu ri- strelli limiti di temperatura assegnali dal IMelloni ne' suoi recenti lavori, come il prof. Zantedeschi ebbe ad assicurarsi anche con espeiinienli da se istiluiti. 11 Melloni avca dichiaralo nel i835 che la luce ed il calorico raggiante devono la loro origine inime- diatanieute a due cause distinte, ed avea concepilo la possibilila di separare conipltlamente la luce dal ca- lorico, annunziando aver cio oltenuto con un mezzo semplicissimo, quello cioe di far passare le irradiazio- ni delle sorgenli luminose allraverso un sisteroa di corpi diafani che assorbano lulti i raggi caloriflci, e che non estinguano che ima parte dei raggi luminosi. II prof. Zantedeschi prende ad esaminare i varii espe- rimenti fatli a questo fine, e le modificazioni che il Melloni apporto success! vamenle alle prime sue ipo- tesi. Egli non crcde che abbia trallo dai fenomeni osser- vati consegnenze assolutamenfe esalte, e si appoggia qui pure all'aulorita di altri fisici, e ad alcuni suoi espcrimenli. Analizzate e discusse le basi, su cui il Melloni ha fundalo la sua teoria , il prof Zantedeschi termina - 30 — roir ossrnaro clit; i Iciiomcni tlella vnria trasniissihi- litu (lei ralorioo allravorso 1 corpi si polrobboro spicgare col conrepiro rhc dipoudano dalle varie so- slanze trasportalo dai raggi di caloricx), sla dalle di- vprso sorg(Miti. sia dai diviMsi inozzi li-apassali, come viene Irasportala la materia nollt; <»rrtMih eleltrichc, e come fu trovato anclu' pe' raggi di caloriro del fer- ro arroviMitalo. Imperocclir sarobbe possil)ilc clic le ([iialila dt'lU" malerie trasporlate (^oiicorressero a rcn- di're pill o mono assorbibili, pin o mono Irasmissibili gli stessi raggi, secondo le varie soslanzc in ciii on- Irano j e di piu sarebbe possibile che le materie Iras- porlate conrorressero a niodificare le correnli eleltri- che occitale in una pila dai raggi calorifici che vi giungono^e per consegiienza die iulluiscano piu o rneno anche alio sviluppo della forza iriagnotica che la deviare 1' ago del galvanometro. In colal gnisa si spie- gherebhc, dice il prof. Zantcdcschi, pcrche il calorioo che ha attravorsato il velro passi piu facihnenfe per una lamina di quarzo*, e quello che ha altraversato I'acido citrico passi piu facilmeule altraverso rallume-, e vicevcrsa pcrche il calorico che ha attraversato al- cunc specie di vetri neri, od aicune qualila di mica, abbia perduto quasi inticrameute la propriela di at- li-aversare T allume. — 51 — 11 mtjubro cflcttivo duUor Fusinieri si riserva . r>. Dij| socio corrispondcnlc dollor L. P. Fario e dal dollore A. IJcrivcnnli. Meinoriule (hJla Mcdicina ronlrmpnranra. Fasciculi (li liijjiio, a^^osto c setten)brc 1845. Venczia. (). Dal signor profess. E. Wartmann, di Losanna. Drux/'rwr Mcmoire sur /' Indnclinn. ( Estratta dagli J rehires He P Elertricite. N. 19). 7. Dal sigDor dotl. Achille Desiderio di Venezia. U Arsenko e la febbre hilenniltente. ( Nota CStratta dal Giornale per sorvire ai pro},'rcssi dellc Patologia c d il- ia Terapeutica, 1845). 8. Dal signer Vincenzo Devit di Rovigo. Dill' illnslrc donzetla hsicrntta Monti Rodiginn. Pa- dova 1 845, di pag. 52, in 8. {). Dal signor dotl. Jacopo Faccn, di Lamon presso Fell re. Istrnzionr popohtre ml I a rjenexi e sulla- e7ira del I a polmonea bov'ma die domitia .sui monii delle Alpi Ktzie. San Vito 1845, di pag. 80, in 8. I o. Dal signor dotlor Gio. BatLista Caslellaai. Dei non concetti. Dissertazione. Venezia 1845, di pag. 40. in 8. - 55 — II sic;, dolt. G. Giusliniatii di Patlova pre- senla una nieinoria nvanoiiCviWii Sul niuwo melodo pel ^overno de hachi da seta proposto dal sig. /^incenzo Giordani. II s\^. Giuseppe Krieger cli Tirnaii ryjjila- no del (jreiiio in pensione niauda all' Jslilulo la sua uperetla pubblicata nel i843 sotto iltilolo; Das Na- turp;rund^esetz ecc, ossia, La natnrale lef^ge fonda- inentale d(4la anita e delV armonia quale principio f^encra/e de sistemi .scienfl/ici; ed alciine aggiunte manoscritt(> alia niedesinia per averne giudizio. II inembro effettivo cav. Sanlini legge una breve nolizia inturno alia riappariziono della cometa perio- dica di liiela nella rivoluzione che si compiera nel me so di febbraio i 8 /| 6 . t'autore ricorda che in una niemoria letta il 20 febb. 1842 e gia pubblicata dall'Islilulo ( 3Iemorie delllstituto, Vol. 1.), aveva esposto i risultanienli de'suoi calcoli intoruo a quesla interessante coniefa. In quel lavoro egli avea inlrapreso di calrolare le al- tora/ioni che dovevano subire i suoi olenienli eliifli- ri dal passaggio al perielio nel 1839 Tino al suu ri' lorno nel i8/|6, in coutinuazione delle ricerche iu- torno alia slessa conieta inserite nei JNuovi Saggi del- rAccadeniia di Padova, collo quali era stafa deteruiinata Tepoca del suo ritorno al perielio nel i 8.'^(). Ma allora — 30 — nonsi ebbe la vontiiradi pofor verificare i risullati tlcl- ]a teorica aj>poj;giali a liinglii e noiosi calcoli, nei quali e agevole sniarrire la via per culpa di qual- clie inoccanlco errore, giacrli'* in quel siio ritorao al periclio trovaodosi seiiq)re la cometa in gran vi- cioanza alia coiigiunziono col sole, cd iinnicrsa ni^l- la viva luce crepiiscolarCj uon lu possibile di rinve- nirla. Laonde fii solo con moUa trepidazione e dif- fidenza, che il cav. Sanlini s' indusse a pubblicare le sue nuove riccrche pel ritorno al perielio nel i?>46, ben comprendendo quanto facile sarebbe state lo an- dare iiiconiro ad un (also annunzio, assegnando le po- sizioni nella sl'eia celeste di un minulissiuio corpo che passundo in tredici anni perdue voile in gran viciuanza a Giove subiva ne'proprii niovinienti forli aUerazioui, e tali da non potersi determinate se non col laborioso nietodo delle quadrature. Fu perlanto con grande sua soddisfazione , die al principio del cadente mese , egli ricevelte nello stesso giorno due lettere, 1 una da Roma del padre de Yico , 1' altra da Berlino del cav. Encke direttore di quellOsservalorio Reale, i quali gli annunziavano con genfilissime csprossioni il ritorno dclla comcia di Biela, e gliene parlecipavano le posizioni coincidenli colla sua elTemeride eulro li- mili cosi augusli, che non si avrebbe osato sperare una maggiorc coincidenza. Sebbcnc la leonca New- — 37 — tuiiianu sin slala ampiamente messa alia piova coi rno- vinicnti di liilli i pianeli, e colle due comete perlodiche di Halley e di Encke, pure riesce senipre cosa sod- disfaceijte il moltlpli'care i confronli, dai qiiali soltanlo si pno sperare la soliizione di molfc ^rdsi qiieslicjui iulorno al sislema del moudo, e fra le quali ultima non e quella sollevala dal chiarissimo astronomo il sig. cav. Encke iutoroo alia resistenza dell' etere. Abbandonando per ora qualunque iuvestigazione su questi gravi argomenti, il cav. Sanlini si limita a- desso ad auimnziare le prime osservazioni. che sino al giorno presente sono conosciute intorno alia riappari- ziooe della comela di Biela. 1." 11 sig, prof. F. de Vico con sua leltera del 4 di- cembrc gli mando da Koma le sue osservazioni origi- nali fatfe col mezzo di un celebre rifraltore di Cau- choix di lo piedi, il quale supera quanlo finora e slate costruito in quella dimensione per chiarezza di luce e per I'urza d'ingrandimenlo. II padre de Yico as- serisce, che nel CoUegio romano, dopo la mela di no- vembre, cominciarono con queslo strumento a vedere qualrhecosa vicino al luogo assegnato dalle eflenieridi, ma che temevano d" ingannarsi ; e che tanta era la de- bolezza di quella leggera nubecola da non potcre que- gli (istronomi riuscire ad assegnarue la posizione ; hnalmenle uei giorni :i6, 28, 29 noveaibre, e i di- ccnibro cresciuta in luce la rairronfarono colle slelle vici- — 38 — ne, e qtieste furono le prime osservazioni regolari die hanno poliito lare. Le slelle di confronto delle sere i>G novenibre o I dicetnbre non esistoiio in ncssun catalogo, e si at- lende che il p. Viro le possa delenniiiare con osser- vazioni direlfe. IXel ;:;i()rno 28 fn ccml'ionlala a due slelle del calalogo della Stjciela AslroiKJinica di Loiidi-a, e da queste il cav. Sanliiii ne dednsse la posizione rapporlo all etpiatore j quella del giorno 2() e ad' ditafa come una stella di Ressel della zona np- decima*, ma la posizione che ne risnlferehhe per la coniela non combina Iroppo esaltamcnte con la precedente. Quindi lu slimalo convenieote di abban- donarla. 2.° II sig. cav. Encke con sua leltera del 3o no- vembre da Berlino annnnzia, che dopo inutili ricer- che falte nel corso del novembre col gran cannoc- chiale di Fraunhofer di 1 4 piedi inonlato paral!;il- ticamente, e guidato da iin roleggio nel senso del nio- to diurno, riusci alfabilissimo siio aggiunto sig. Galle di vederia nel giorno 28 novembre, come una legge- rissima macchia, di ciii prese la posizione ponendola ad occhio nel centre del cannocchiale. Ne ripele le osser- vazioni nel giorno 2Q e ne delcrmiiio alio slesso mo- do la posizione con 9 confronti mollo bene Ira loro coincidenti. In questa sera jwi ne venne determinata la posizione dallo stesso cav. Encke, e dal sig. d'Ar- — oO — rest vaula;:;gi().sanjonle couosciiilo in freschissima cla j)(M- la scopiJilu (li due iiuuve cuinelc. II sig. Encke ebbe anco la bonta di confronfarc le osservazioni di Berlioo colle effenieridi calcolate dal sip. Hind colla scoria dogli elemenli del cav. San- lini, ed asscgno Ic piccolissiine diflcrenze rilerite in fine della nofizia. 3." II cav. Saiitini cerco la couiela per la prima volla ni;IIa sera del gioriio 2 5 novembre col rilValtu- re di 6 piedi ; la sospeflo in una leggerissima mac- cliia, clic parevagli di vcderc nella posizione data dall'eflemeride , nia rimase incerfo. In scguilo, parte per occupazioDi di alfro genere, parte pel cliiarore dclla lima ed in fine poi pel callivo tempo, non po- te pill cercaria die nella sera del i>5 diceuibre. Sebbe- ne ancora mollo debole, era luttavia visibile alia mac- china parallatlica dell Osservatorio di Padova, il cui rannoccliiale non ha che due piedi e mezzo di dislan- za locale. II cav. Santini ha unito le osservazioni fatte iiei giorni 25, 26, 27 dicembre, col confronlo a due Stella ben conosciute del catalogo della Societa Aslro- nomica, ed inserile anco nelle sue zone pubbhcate nei Saggi dell Accademia di Padova, e da quesfe ne desunse le posizioni medie per ridurre le ossei'vazio- ni della cometa. Ecco le osservazioni originali qui sopra accen- nale. — 40 — . ()s.\rr\'uuoni full'' in lionui. T iin'ilio . ,, (".aliol. Dill. Decl.oss. Dfcl.calc. 28 No* 7''17'2t"1 SSG'SOSO' 336-43'8" t7-22" +3"42'56 t3°3949" t3 7" 9 9 59 4 336 49 20*336 44 11 +5 14 t3 37 54 t3 39 5 -1 11 2. Owsen'azioni di Her lino. T. 1\I. GM'55'' a. Le osservazioni fatte iu Padova, confronlate col- le stesse efTemeridi, hanno dato i segucnli risullati. T. M. A. R. = o Corr. delle Decl. c c Corr. delle ill I'ail. osscrvata 3 O ^1 efTemeridi osserv 3 c; eflfemeridi 2.") G^b75V 23*»r3G"53 3 t2G"G3 •tOo40'28"2 3 -2'30'9 2G 6 36 23 23 940 57 3 t2G92 jO 3G 30 2 3 -2 20 7 27 G 39 1G 231148 77 3 t2G83 to 32 11 2 3 -2 47 4 Media correzlone in AR. = -|-26"79= -\-6'M"8 in arco in decl. = —2 33 Da cio si comprende, che I'errore in A, R. e ri- raasto pressoche coslanle, mentre quello in declina- zlone avrebbe nel corso di un niese variato di segno. Prima peio di inlraprondcre la corrczione degli ele- ment i, e foiza attenderc ulleriori osservazioni, dalle qiiali agevolnieule si potra dedurre, se sia ammis- sibiie una si rapida. variazione nclle correzioni delia declinazione. II nicmbro cfTettivo prof. Turazza legge poscia lino sciillo inlitolalo: A^MOva detcrminazione dcllc co- /. 6 — 42 - s/(ifiti rfl(Ui\>'' (ilia resist cm-d ili allritn twl innA- nwiito dill arqiin pc Imii^lii ttdn cli rondotta c jtci^li ah'ci. iXeir ocrasioiu" cli (lover stendcre uu libio ili pralica idromelria ytcv la sua scuola, e di dovcr in es- so trallarr per eslcso (I(M due problenii del movi- luento dell acqua pe' lunglii tubi di condotta e per £;li alvci. il prof. 'J iirazza ha \()liito csaniinare fuio a ijiial piinlo le coslauli linoia assiinle da^li sciiltoii d idroinclria per la soluzione di tali problenii, e da cssi inipiegate nelle relative rorniole, fossero csattc e corrispondcnti alle espericnze. Da qiiesle ricerclie e- gli la condollo a fare alcune variazioni alle Ibrmule coniunemenle usate, e ne espone nel suo lavoro i mo- ti\i e il procedimento. Quesle lorinule coUe nuove (Hjslauti, aj)plicale alle sperieiize di tal genere delle (piali va ricca la scienza, rappresenlaoo con assai niag- giore esaltezza i latli osseivati, come risulta dalle la- belle e dai calcoli clie il prol. J'lirazza pone alia line del suo lavoro. II niembro cffeltivo prol. Meneghini leggc po- scia la segiienle memoria Sulle Diatomee. — >i.\ Sulla animctlila delle Duitomee^ e fie^'isinne orf:^anou;rafi(a doi f^r^nen di IHulonice slabilUi dal hiilzini;. Del prof. G. Mcncgliln / Suf/a animalitii delle Diatomre. Lc Diatomce sono esseri microscopici provvediiti di no guscio silicco. merce il quale, conscrv;iii(lo inimutabili le loro forme, facilincnte si prostano alia osservaziouc e facil- nicnte si distingiiono dagli altri niinuti organism! si del re- gno animale che del vegctale. I primi osservatori le riguar- darono incontcstabilmenlc come animal!. E animali le di- cliiaro solenncniontc I" Ehrenberg. Gli algologhi invece le ebbero quasi tutti e le hanno anche attualmcnte per pian- te, cd in questa opinione convengono ((nelli che piii re- ceiilementc traltaronn della elemcntarc slruUiira dcgli es- seri orgauici, e delle did'erenze che fin dalla prima loro ori- gine costantcmcntc appalesano gli animali e le piantc. A so- stegno della loro aniniaiita hanno cortamentc grandc valore le important! osservazioni dell' Ehrenberg, ma esse non so- no suflicienti, in (pianto che dagli stossi argomcnli I'illiistre anlore c stato condotto a com|)rendcre nclla modesima clas- se dcgli infusorii poligastrici anche le Dtxmi(llce,c\\(i ora di comune conscnso si riconoscono per vcre alghe. Se non che Ira le due opfiostc opinion! altra nc sorgo at- luolmcnte, chorinnova sotto altro nomc le teorichedei fitozoi o zoofiti degli anlichi, dei ncmazoari di Gaillon, del regno psi- — 4'^ — codiario e delle arlrodicc di Bory-Sainl-Vincent, dclla mate- ria vcrde di Priestley, dclla mctainorfosi di Agardli, c sli ct- tameiitc si colloga alia Icorica dclla i^eiierazionc spontanea, cd aH'altra dclla niancanza di liniitispcciologici, per la (pialc si considerano le specie ed i generi, si auimali chc vegelali, come fornio Iransitoric dcllo stesso tipo organico. II Kiitzing non ainniottc diircrcnza esscnziale fra gli aniniali cd i vcgc- tali, c soslienc clie uno stesso cssere, ncllc varie epochc del suo sviluppo, possa pigliare 1' una o 1' altra natiira. Ed ecco in pochc parole la sua tcorica : ogni esscre organico e co- stiluito di clcmcnli vegctativi e di elemenli aniniali, c sccon- docho questi o cpicUi divcogono prcvalcnti, 1' cssere risulta aninialc o vegctalcj nci primi stadii dcllo svolgimento anchc dcgli esseri supcriori, c permancntcmcntc in quclli di ran- go inferiore, i due dementi si bilanciano. In questo ul- timo caso si trovano per sua opinionc le Dialomcc, le tpiali pcrcio non si possono riferire assolutamcnte, ne a qucsta, ne a quella scrie, ma costituiscono I'anello, chc insieme congiunge in un solo regno tutti gli esseri organici. Lun- ghe qucslioni insorscro fra i soslenitori e gli avversarii di cosi f'atta dottrina, chc a viccnda si aceusarono di errori logici, di sofismi, di paradossi. L' analisi di qucsta polemica risuUcrchbe lunga e di po- 00 frutto, mentre invecc i principii di una Sana logica pos- sono servirci di guida ad una rigorosa critica doi fatti. Ed in vcro le scienze naturali a buon diritto si vantano di usarc del linguaggio per quel chc vale, schivandone 1' ontologico abuso. Animalc e pianta non sono gia dcnominazioni di cosa alcuna particolarmcntc csistcnte, come non lo sono quelle tanlo comunemente usate di specie, di generc, di ordinc, di classe, di regno. Pel naluralisla non csistono die gl'iudividui, come pel fisico non esistono clic i corpi. Specie — 4;; - e I'espressiono sintelicii, complcssiva, astrnlla di liiUi gli indlvidui simili fra !oro siflTaltamcnte, che tuttl si possano riguardarc original! dagli stessi parent!. Ceniirc e una astra- zionc ancora piu vasta die cnniprende lutte le specie fra loro soniigiianti per alcuni imporlanlissimi carattcri, e cosi via diccndo (Ino a quelle denominazioni di aniinalc c di pianta, esprcssioni di idee esistenti solo nclla mente del- I'uoMio, c percio appunto subordinate alle impressioni ^\^ ricevute e a (|uellc che si potessero ulterionncnte riceve- re. Quelle idee sono (juindi piu o nieno incomplete nei sio- goli osservatori, ma incomplete in lutti, perche nessuno osscr- v6 mai tutti quanti sono gli animali e tutte quante sono le piantc. Egli e percio che non di rado c' imhattiamo in or- ganismi di ambigua natura c che sembrano a prima giunta spcttarc con cgualc diritto al regno aniniale ed al vegetale. Ma anche rispello a (piesta ultima divisione degli esseri or- ganic! dobi)iamo proccdere con cpielle norme stesse, che troviamo necessario di ammettere riguardo alle prime di- vision! delle specie e dei generi. Quando il naturalista trova una specie, che sembra spettare a due generi divers!, e forma per cosi dire il passaggio dall' uno all'altro, secondo 1' importanza ed il valore dc' carattcri si detormina, o a niodificare la definizione dei due generi, o a proporne uno (J! nuovo, o a fondcrli in uno solo. Peccherebbe invece d! onlologia (jualora asserisse trovarsi inclusi e condiinati ! due generi nella specie ambigua. II gcncre non esiste che nella nostra mcntc, non nclla specie ; in qucsta non possono tro- varsi che alcune o tutte le caratterislichc del gcncre, cioe quelle note, che in tutle le altre specie sorelle, a malgrado dcllc altre loro diversita, pur sussisiono costanti. Cosi il Kiitzing, diccndo che nclle Diatomce si trovano combinali e fra loro c(iuilibrati ! due clement! organic! animalc e ve- — 4C — gotalo, i:;r;iluitimient(' suppono ncllo idco (jiiclln comhina- zlonc die in rcallfi lia lunijo solo Ir.i lo inalcric clivcrso, cil applioa (piindi il concolto all' cspressionc, invcrc che qiie- sta a (]U('llo. F, lo diinostra rcscmpio del (pialc otrli si serve instituendo IVa il revrno ortraiiico c rinorLranico (nicllo stesso confrotito c doduccndouc analoa:a coiisccruen/a ; il j^raduato passagj^io dalT iiiio all'allro e, ipiasi, la loro congiim/.ione nierce lo stesso ancllo interinedio dcllo Diatomee. II fosfato calciio. t'i;li dice, chc cosliUiiscc tanta parte delle ossa dcgii ai\iin.di, la silicc dclle Diatonicc e tutti gli altri element! niincrali, die si riscontrano uniti ai tossuti orcranici si dcgli aniinali die dclle piante, rapprcsentano la conihinazione del regno iiiorganico coll' organico. Sccondo die r lino 1' allro prevale, trionfa la vita o la mortc. I/c- sprcssioiic niincrale e in (jucsto caso innalzata a contrasse- gnare non un' astrazione del nostro intellctto, ma (|ualchc cosa di ignoto, di virtuale, di mctafisico. Collo stesso diritto chc denomino mincralc il losfato calcarc o la silice, posso ogualmcntc dcnoniinarc minerale il carhonc c I' idrogeno, o la triplicc combinazione dcU'O. II. c C, o la quadni[)lice di 0. II. C. e A,, poiclic anclic rpicste sostanze, al pari delle prime, non manifestano di per se sole (juclle propriety gc- nerali die comprendiamo nell' espressione astratta di vita. Ne (lohl)iamo qui lasciarci illudcre dall' ahiiso die fanno I chimici ddla {)arola organico applicata a (pialunqne clc- mento materiale dcgli csseri vivi. E una comoda ma perico- losa manicra di esprimersi. Gli stcssi dementi remoti costi- Iniscono i corpi hrutti ed i vivi: e hensi vcro die alcune lo- rn comhinazioni si trovann noi secondi die mancano nci primi, e alcune non si possono ncppurc artilicialmcntc pro- durre; ma non e insilo a qucste sole cio die dcnoniiniamo vita, e la stcssa cliimica combinazione puo csscrc viva o — 47 — moit;i, scnz;i die ne coiiosciamo la cajjionc. Ed c uoicamcn- le per paragoiiarla ad altii Calti conosciuti, non per ispie- £»arla, die suppoiiiamo lisicileino la caj^ionc prossima nella (Jisposizionc reciprooa c nci inovimcnli ddlc molecole. Fin- lantoche una sostanza qualuiKiuo la parte integranle dei tcssiili dl un esscrc vivo, cssa non apparticnc punlo al re- gno mincrale, nia bonsi a (|ueircsserc, c (piindi al regno organico. Soltanlo allor{[uando, indipendentcincnte da (lucUe nianifestazioni die costilniscono la vita, cssa ol)bedisca nel- !' interno ddl' cssorc vivo, come ohbcdircbbc i'uori di (|uel- lo, allc leggi llsichc 6 chimlchc, come e dei calcoli negli a- niinali, dei cristalli nell' interno dellc cellule vcgctali, delle incrostazioni interne od esterne , die , provcngano dal mezzo in cui vivono o da veicoli in essi introdotti, impri- giouatio, solTocano ed uccidono gli animali e le piante o i loro tessuti, ailoia soltanto diro niinerale quella sostanza cvenlualmente associata all' essere organico. INel guscio del- le Diatomee, al paii die nclla conchiglia dcgli acefali, nella chiocciola dei gasteropodi, nell' epidermide dei crostacei, nelle cssa dei verlebrali, quella cosi delta sostanza inorga- nica e, alnieno in parte, nelle niedesimc condizioni che I'al- buniina, la fibrina o (juella (|ualiin(pie conibinazione di pro- tcina che coslituisce il rimanentc del tessuto. iNclle Diato- nice al pari die ne' niollusclii il solido guscio si adatta allc dinicnsioni succcssivaniente crescent! dell' animale, come crescono le ossa ne' vertebrali di pari passo che gli allri tessuti. K poiche (picsto accrcscinienlo nulla lia di comune colla cristallizzazione o la successiva deposizione dei niine- rali, c pur forza conccdere che (judia nianifestazione c ne- cessarianieiUc coinpresa nel concetto della vita. Pailando duntiuc delle Diatoniee il Kiitzing dovcva attc- nersi .il latto die in esse la silice prevale agli allri dementi _ 48 — inalei'iali, c poicvu unicainenlc inslituirc uti confronto fra (luesta proporzioiie e niiclla che altrovc si riscoQlra, IVa Ic coinl/mazioni matcriali proprie agli esscri orj,'auici c (piollc invccc clic sono coimini auche ai mincrali. Avrt-hbe forse po- tato ricavarc da qiieslo confronto, die (jnanlo piii prcval- "ono le seconile siille prime, tanto mono manilosta c la vita. l\Ia (pii lion si Iratta di sapcre so cssa sia piii o mcno facile a riconoscersi : una serpe assiderala c un' aipiila clic spazia nc' cicli sono cerlainentc fra lore diverse nella cnergia e quindi nella manifcstazionc della vita, ma si 1' una clie I'al- tra sono egualinente diverse dalla pictra. Ovc ccssa la vita ha lno"o la niorle, c le due idee rapprcscntale dalle esprcs- sioni vita e niorte, perche oppostc fra loro, non ammeltono transizionc. L'altra opinione del Iviilzing, che (|uantun(iue estranca »\ soggetto da noi trattato, pure crcdiamo dover combattere, c qnclla clic gli suggeri la teorica dellc due vitalita fra lo- ro combinale in equilibrio o in disequilibrio. Lo stesso cs- sere, egli dice, puo passare dalla natura animale alia vege- tale, da (jucsta a quella, e successivamentc ritornare alia prima. L' opinione non e nuova perdu"; gii sostenuta, prin- cipalmcnte da Agardb, daGaillon e da Bory Saint-Vincent, ma i falli che lo inducono a professarla sono cosi prcdsi ed e- sattamente descrilti, die non ammettono la facile accusa d'incsatta osservazione, colla quale i piu si contentarono fi- Dora di rispondere agli argomenti ch' erano stall tratti da fatti consimili. Egli vide esseri microscopici, perfottamente corrispondenli alle descrizioni e alle figure date dell'Ehren- bcrg, fornili di parlicolaritaorganiche, ed offerenti fenomeni vitali daU'Ebrenbergedagli altri gencralmcnteriguardati co- me caratteri di animalita, prendere, merceil successive c na- turale loro svolgimenlo, forme, organizzazionc c vita, quali - AO — generalnicnte si convcngono alle piante. E da (luestc piantc vide £»cnerarsi dei corpi riproduttori (|iiali sarcbhcro i semi ncllc piantc su[)cMiori o Ic spore nccrrinreriori, iigiialinenlc dotal! (11 caratlcri
  • n t; ilic tin noinc, col (|ii;ili' coiii- prendiaDin una classe di fenomeni, dc' (|ii;di ci c ignota la causa. l/\sprossiono astralta o qnindi divcnuta dcnoini- iiaziono di'lla causa stcssa, cd i; per scinpiicc convcnzionc, che diciamo la seiisihilita causa dci fcnomcni di sensa/ionc. J^a scnsazioiu! sola csistc roalnicntc, pcrchi' t\ un inutamcnlo ill noi avveiuito. I/'analoi^ia la j:;iu(licaro, dietro a ccrti in- dizii, che mutaincnli consiinili avvengano in tutti gli altri animali, c quindi sia una propricl;"! comune ad essi tutti c|ucl- la cho si dcnoinina sensibilita. Quest! indizii li vodiamo in mniti casi divcnir cosi fuggcvoli, die a huon dirilto possia- 1110 altribuirc la loro apparentc mancanza all' iniperfczione dei iiostri niozzi di osservazione. In (jiianto alia niobilita. giacche, essa si nianifesta ohbict- tivamcntp, c (]ucsta sua nianifcstazione osenipre direttamcnte od indircltanicnte sollccilaln dalle cause csteriori, la distinzio- nc dolla niobilita vegclalc dalla animale non e statasuggerita alia nostra inentc dall'azione stessa, nia piuttosto dalla qualita degli esscri per altri argonicnti gia riguardati come piantc od animali. E volendo trovare nel fenonicno stesso elcnicnli di (lisiinzione, si ricercarono nella conncssione causale Ira gli stiinili csteriori cd il inoto determinato, conieanchcncgli stniiiienti pc' nti iion ispic^ahili colic sole Icc^'-'i ticlhi lisica c dclla cliiniica. " Sc la natura " esclama IMIiimboldt ;> ci » avcsso (lolato di luicroscopicn polcr visivo, o sc gl' inlr- n giimcnli (Idle pianl(^ (ossim'o traspareiili, il iri,'rio vef^elale >> sarebbe ben lungi dall' ofTrirci (iiicll'aspelto di immobiii- n la e di qiiictc, sotto a! (|ualc csso si presorita ai nnslri »> sensi 3\ E In stcsso c a diisi del niezzi : die i nuiscoli dc- gli animali siipi'iioii ben presto sconipariscono (jualora ci lacciaino ad esaininarc gli animali piu seinplici o pin piccoli, ne ccrlanicnle possiamo ne^arc I'animalita a iri c()in|ilicato. 0;,'ni c'sserc ortranico, cnllo dall' osscrvazioiic al primo istanl(? in ciii ci coinpaiisco, si presciita (pinic una scmplice colliila. Oirni (|iial volta abltianio sntt' nccliio una celliila, essa o c il priniordio di un ni;»anismo ullcriore, o e talc chc vivc da jicr se sola c permanontcmontc riniane in (juel- le condi/ioni, o e parte clcmentaro di un tessiilo or^anico, da! quale fu separata. Tulto cio clic e anteriore alia coni- parsa della celliila considerata nella sua i»eneralita, piio nel- lo slato attiiaie della scienza ritrnardarsi conic ancnra in- ccrlo o nnn pienamcntc diniostrato; e (]uin(li e dalla cellula gia bella e forinata die prendianio le mosse, perche questa e senipre idenlica in qiiaiilo ai principali siioi caratteri.Parcte solida, tutta conlinua, trasparcnte e senza indizto alcuno di parlicolare struttnra, cioe di disposizione non oniogenea di niolccole. Sostanza contcnuta liipiida, solida o gazosa, divcrsa ari tempo nuove e gravissime diflicoUa. La cstensione, la prevalonza di un diametro sull' allro, la varieta di (ormc che puo assumerc, sono condizioni conuini. La scomparsa c il riassorbimento del nucleo avviene pure in lulte le cellule ad una qualchc epoca della loro esistcnza. Ma nelle cellule dello piante superior! scomparisce anche ben proslo la membianella interna od otricello primordiale. Vionc con cio a logliersi una didicolta alia distinzionc. Se non che nelle piante inferior! e jirccisamente nelle alirhe es- 50 rimane permancnte. L' ingrossamcnto della parete che — 56 nclle cellule nninvili si olTcltiia oinnp;enc:inu>nte, Im Iiioq;o invece nclle pimilc |ier dcposizionc sulb interna siia fiiccia ili stiati siiccossivi conliniii o variainonle conlomiali in a- ni'lli, in lettiiccia spirale, o in altra forma intermedia, di so- staiiza pur lernaria c poco divcrsa d.illa prima ( C/' 11.^* 0.'"). CM) si verifica ail cpoc.i molto avanzata e allora soltanlo die le cellule fanno parte di un lessuto complicalo. La loro parctc poi oltreclie ingrossarsi, successivamcnic si impre- Erna di sostanzc diverse, come di lii^niiia ( (].'- II."'' O** ). di carhonalo calcare, di silice e per fino di sostanza (piaterna- ria azotata, come avviene costantcmentc nclla porzionc del- la parcte superiorc delle cellule epidermiche die costiluiscc la cosi delta cuticola; e nella grossa parctc ccllulare delle conl'erve marine. Cosi 1' alliingarsi che fanno le cellule ani- mali, e i loro nuclei, e |ier fino i nucleoli in fibre dislinte, non ha die un lontano ecpiivalentc nolle cellule lihrosc delle piante, nel tcssuto ipolallino dei lichcni, noi cosi dclli fili pollinici delle care c dei musclii, c in alcune modificazioni delle cellule amilidce del Kiitzing. Ma quostc fibre tanto di- slinte negli animali superiori, c in moiti anclie degl' in- ferior!, come a modo d' escmpio le spuqnc, sfugsfono in- ticrainente alia osservazionc, ovc si tratli di csseri micro- scopici. til negli animali che nclle pianle nuove cellule si orga- nizzano in grembo alle procsistcnti. Ma nei vegelall la for- inazione delle cellule sembra cssere semprc endogcna, negli animali invece cssu ha luogo ancbc, e forse prcvalcntcmenlc, nel li(piido estra-ccllularc. La moltiplicazione delle cellule vegetali si verifica in Ire modi diversi. -1.") Pill nuclei compariscono nuotanli insieme a granclli di altra nalura. Intorno a ciascuno di essi si consolida una ininula vcscichetta, che successivamcnic s' ingrandiscc, pre- — 57 — me Ic compaqne, cd insieme ad esse termina per riempirc la cclhila matricale, chc rammollita e torDatn liquiila, vien poi riassorl)it;i c spare. 2.") L'iiitcrna sostanza dclla ccllula si separa in due o in (pialtro porzioni, che lino dalla origine vedonsi clrco- scrilte da distinta mcmbranclla primitiva e fornite del ri- spetlivo micico, nienlre e nucleo e nieml)rana primitiva del- la ccllula inatricale sono sconiparsi.E solo conscguentemente lino due diarraiiimi ne scoinpartiscono la cavila, e forraano sdoppiandosi Ic parcli dellc niiove cellule. 5.") iNel tcrzo nioilo di nioltiplicazione cellulare e la p;i- rete stessa della ccllula matricale, die, introfleltendosi con piega annulare, strozza la mcmhranella primitiva, che in tal caso e persistonte, e la recide, per cosi dire, in due por- zioni, quando, giungemlo al ccntro, compie il diafranima. iNegli animali non furono osservati finora, con precisio- ne, die i due primi modi di forniazione cndogena delle cel- lule. Se ora dalT csame comparative della ccllula vegetale col- r animale, considerate nella loro gcneralita, noi disccndia- nio alia speciale degli organismi piii semplici, Ira i vegetali, cscludendone pur (pielli che potrebhero riguardarsi come di aml>i2;ua natura, nc Iroviamo prcsso che innumcrcvoli, die ci presentano con tutta chiarezza, e nello stato lore primilivo, e anche nel pernianeiite, la condizione piu sem- plice dclla ccllula e i suoi succcssivi niiitamenti. Fra gli animali invece, abbiamo beiisi, come stato pri- niordiale e transitorio, le uova, e quelle specialmcDte degli animali inloriori che opportunanu-nte si prestano al con- Cronto, ma, re;/annii, di cui si conoscono sei specie dislinte, tntte /'. s — 58 — enlo/()0, liille organi/./.atc (Hiali soniplici cxillulo, nia in |) iri Irmpo tlolale ili conlrallilila cil cspansil)ilil;i, l)cne sullicicnli a [lono liiori di (liil)l)io la loro natiira aiiiinalc. Se inveci! prcndiaino a considcraro grinfusorii piii scmplici, le vio- tiadi, i librinni, i pnn/iecii, bcii presto ci accori;iamo che la loro scmplicitA 6 soltanto apparcntc, c ri£;iiardo ad ossi non j^ossiamo pii'i tenor conto dcllo prnpriota insite alia sem- plico celliila, nia dobhiamo invcce far calcolo di (iiiclle, clie spcltano a tcssuti, i cui clcnicnti organic! sftiggono alia no- stra vista. I reaurcnti chimici pi» non lianno che un' azione complcssiva sull' insicmo del corpo, per la quale lo rilevia- 1110 prevalenleni<'nte costituito di sostanza nitrogenata. E cpii mi iriova insistere su quelle particolariti di codesti in- fusorii, cIk; nientre da iin lalo acccnnano ad una orirani/- zazione molto piu coniplicata di quelle clie per lo addielro si soleva ad essi altribiiire, possono dall' altro facilmentc scanihiarsi colle condizinni coinuni dolla cellula elemcntare. Descrisse I'Elirenberg e figuro, in moiti dcgl' infusorii cosi detti poligastrici, bocca ed ano, piii stomachi vcscicolarl, plandidc secernent! rappresentant! il sesso masehile, c ovaia insienie con quelle, ollre clie in nioltissiuii uno o piu occhi. L' esistenza di codesti organ! in alcune specie senibra un falto posto ora niai fuori di controversia e scevro di ogni duhbiezza. Ma non sono iigualmente cert! i critcrii, merce i quali gli organi stess! si suppongono esistere^ per analo- gia, negli altri csseri niicroscopici. (]osi ogli e certo che nei Closieril, cd in generalc in tuttc le Desf/iidicc, I'Ehrenberg prese solenni abbagli. Credcttc stomaco il nucico, die no! clostori! come nei zignenii e sospeso dapjjrincipio nei mezzo dclla cellula^ ed h ben s^randi-, diafano, incoloroj ma perche sistcmaticamen- te essere dovcano infusoiii poligastrici, denoniino promi- — 50 — scuamcnle stomach! c glandule spcrmalichc i i»rani d' ami- do cd i gonidii nci difTurcnti loio stadit di sviluppo. La clorofilla e tutto il rimancnte del contt-nuto riguardo arbi- Irariamcntc per ia[)presenlantc delle ovaia. La iiigcstionc di sostanza colorata una sola volta riu- scita in un closterio, c uiiicamcnte in una delle vcscicliettc the stanno presso alle due estrcmita, altro non dimostra se nnn che possono in realla csservi le pretese aperture ter- ininali in certe specie e a certe epoche della lore esistenza. E sappiamo che anche nelle cellule ve^etali si lonnano, ad epoche dclerniinale, in determinate reeioni della parele, circoscritte e rcgolari aperture, per Ic quali il oontenuto si versa all' esterno. La semplicc presenza di un' apertura e r acccsso per essa rcso libero a sostanze soliJe esteriori non sara dun<|ue carattere assoluto di animalita ; anch'esso al pari deti^li altri non ha valore se nnn in (juanto si accor- da colic generali condizioni dell'essere. Scopcrta la presen- za degli occhi negl' inCusorii, si dichiararono senz'altro oc- elli tutti i punti rossi eil opachi, non solo dci veri aniiua- leJti infusorii, ma di tutti gli esseri microscopici, e la pre- seuza de;^'li occhi si addusse a prova incontestabile della loro animalita. Le osscrvazioni del Kiitzing, superiormente citate, sulla nietamorl'osi della Microglena monadina in Uhthrix zonata, e del Vrijplomonas Vnlvisculns, in Suj' geodonium stellare, dimostrano chiaramente, che oltre al- 1' apparenza dei movimenti, possono i vegetal! clementari presentarc perfmo alcua che di soniigliante al cosi detto occhio degl' infusorii e che altro probabilmcnte non e che il nucico cellulaie. Finalmente anche il dimezzamento, o, come lo chia- mnno, lo sdoppiamento, puo aver luogo in un cssere dola- lo di complicata organizzazione in modo apparontemente — no _ simile ;i (inello cmiI muilc si cirellii;! in mi;i siMuplicc C("llnl;i. Non solo lU'^r infiini inl'usorii anno iicllo iDonmli e iiei vibrioiii. ina l»on .mclie iici polipi, voili.inio compariif pri- ma un' area diafana c coiiseiriioiitiMiU'iili; una linea di «ic- niarcazionc la ove piu tanii si cirotlna una vera divisioue. Premossc (jiicstc generali considcrazioni, prcndiani ) in csamc le dialomce, valoiiiloci dcf^li spociali e piu volte ci- tati lavoii dell'Ehrenherg e del Kiiizin^', come anche dcllc sparse osservazioni di allri autori, cd aggiiingendo\i il iVulto dellc nostrc riccrciic. Ogni dialomea e formata di gascio silicco e di una so- slanza niolle in csso contcnuta. Quel giiscio e secondo il hiitzing costituito di pnra silicc o forsc, in alciin easo, di silice combinata ad alhimina. II JNageli invecc dice la silice deposta all'csterno dcUa mcnibrana organica eh' cgli erode di Datura vcgetale. Una meinbrana organica in talti dove esistere, perchc la silice non avrebbe potuto solidificar- si senza o cristallizzare o deporsi su qualche cosa di prcesistente. Non si pno peraltro amnicttcre col INiigeli ch' essa siasi dopositata all'csterno, perclie in ben niolti gcncri e principalmenle nclle acnanlidi il giiscio silicoo e ricoperto da una niembranella sottilissima ed estensibile essa pure contcncnle silice, come lo diniostra la sua persistcnza al- r azionc del fuoco e dcgli acidi. I'aragonando dun(|ue (juel guscio alle altrc I'ormazioni organiche si animali che vege- tali, nclle (juali si bn del pari o silice od altro cosi dctlo ele- mento mineralc, devesi ragioucNolnienlc supporlo formato di tcssuto organico conipcnetrato dalla silice. Questa com- |ienctrazioiic pu6 avvcnire lanio ncUa parole di una som- plice ccllula, come lo vediamo nolle cellule opidermicbe di moltc piante;quai)to nell'interno di minute cellule, come pu- re vediamo e in piautc cd in animuli svariatissimi. II fuoco o — fil — I' acido, dislrujrqendo in (jiicsli casi la sostanza organica c hisciando inliiUa la siiice, noii altera la forma apparonte dcir orjiano, perolie ne resla, per cosi dire, pcrinant'iitc lo scliclclio. Ksteniaini'iite al f^iiscio osscrxo 11 i\iitzirif; uno stralc- rcllo tir e},'li dcnomina ccmcnlo, il (piale si tcndc visibilc sia col discccaiiiento , sia colla calcinazione, c produce o (in soinpiicc opacamoiito , o liiico , putili e niaccliie , ora irrc^'olari ed ora rei,'oIarmente dispostc. Kgli lo sup- pone un silicalo di ferro e forse di aliumina. In.lipeii- denlcincnle dai inatcri.di cliimici clic puo coiUonete, ijucl- 1' esterno iniet^'uineiito a mc seinhra tanto piii impoi- tante in (pianto clie lo vcdo costaiile .inchc scnza ricor- rere ai mozzi imlicati dal kiilzing, non solamcnle nelle specie da esso so;,Mialato, ma in molte allre, e, potrci quasi asscrire, esistere in tulle, in (luanto clie mi sembra corri- spondcrvi (piolla momluanclla delle acnanlidi superior- mente accennala, e die per osservazione dellostessokiitzing si nianifesta ogni (|ual volla coniiiiciano u scpararsi i due nuo\i indi\idui, ne'cpiali ogni diatoinea si risolve nella mol- liplicazione per isdoppiamento. A quosla specie di mantello appartengono bene spesso lineole e punti che si credereb- bero speltare al sottoj)()sto guscio. 11 guscio stcsso e formato di almeno (juattro valve o pezzi , unit! insieme a forma di tetragono. II modo della congiunzione e aflatto ignolo. Anche la prescnza di una specie di articolazione , cbe ne consenta movi- menli di allontanamento e rawicinamento, ossia di apri- niento c cbiudimento, quali sono nelie valve d' una con- cliiglia, dcscrilli dal Corda in una specie di Surircl/a, e conlraddetta dagli altri osservatori, Comunque sia o spon- tanea dopo la morle, o provocata dagli esterni mezzi, qucila OL' — tlivisionc si clli'lliia oil t* roijolnro. Or;i so siippnni.nmo una cellula organic;! (iiialun(|iic, la ciii [larctc sia componctrata ili silico. In cni loiina sia It'tragona, possiaino liicilmnitc concepirc die lo siiiirolc faccc I" una dall' allra nieccanica- incntc si staccliino. Troviann) per altio nuincrosi fall! per un' analocjia l)on ilivorsa, (piolla cioi- ilei soliili icssiiti ani- niali, sia die apparlenijano all' inlcrnu scliclctro o all' ester- no inilumenlo. Lo (|uallro valve sono dclla mcilcsima luuirliczza, nia in larghe/.za eccode. nolle varie s|)ocic e nei vaiii goncii, or I' uno or I'altro paio di facce oppostc. A fissaic un linguag- gio costantc si convonne ili cliianiarc valve o lacce prinia- rie, (juolle nel cui inozzn apparisce la linca di divisionc al- 1' atlo dello sdoppianienlo, il (piale percio si forma nornial- nienlc ad esse e parallelo alio altre due faccc, dclte late- rali. J^ulle facce priniarie vcdonsi frocnienteniente linoe longitudinal!, die terminano alio due estromita in piccole aperture. Dalla loro supcrficic interna sporgono nclla cavi- ta de' rilic\i lineari varianicnto conformati, ma seniprc lon- gitudinal! che diconsi vittr. Le facce lalerali hanno molte volte un' apcrtura roton- da piii mono ampia nel mezzo, e da qucsla si distondc verso ambe le estremita una fcssura, la quale o va a pcr- dersi gradatamonle, o si allarga in rogolari aperture termi- nal], l^uando cio accade ognuna dl quelle facce e divisa in due valve distinte.E su (jueste facce lateral! die si presontano quelle strio, quelle lincole, quelle costc trasversali non mono ainniiraliili per leg'.;iadria di aspotto, die per costante rcgola- vita di numero, direzionco proporzioni. Quando piu indi\idwi sono insicme unit! a forniare un cssere coniposto, (pial sa- rebbe, a modo d' escmpio, un polipaio, e scm|)re per (jue- ste faccc lalerali che V un 1' altro si toccano, e poicbc an- _ cri — j.\ inancano sposso tulli gli altri caratteri, puossi da qucsto principalissimo deJiirrc la denoniinazione loro di lateral!. Ollri' lo vilte snniiominatc si lianno, in alcuni gene- li ( liidda/pliid, t'/iMa(oxplie7i!(i, Ter/js/niic), altre solide produzioni nell' interna cavilu, che variamcnte la scompar- tiscoiio. Utu'SiC csscnziali particoiarita del gnscio seinhrano po- tersi rigiiardarc quali indizii di una stnittura com|)licata e ben diversa (piimli ,'Ii non si csprime per altro in moJo alcuao sulla loru natiira. Scnza poter nulla addiirre in conferma od in opposi- zionc alio opinion! dell' Elircnhcrg , pur ci semhra di aver raccolto dall' osscrvazione fatli sudicienti per av- versarc (piellc del Kiitzin;;. E primicramenle oltre alle tre sostanze o corpi di divcrsa natura da (picirautore descritti, la sostanza goniniica, le gocciolinc oicose ed i pretesi sloniachi deli'Elirenberg, vediamo in tulle le specie esaini- nale vivc, cd in mnlte anclie alio stato di inorle, una sostan- za incolora, distesa per lo piu in forma di meinbrana, e die sembra csscre in conlinuita col rimanente del cnnlenuto. H Corda pure la vide c (Iguro nella SnrirclIaFeyius, e I'Ehren- bcrg ed ii kiitzing stesso ne fanno frequentc nienzionc nol- le dcscrizioni. Nulla oso asserire sulla natura o funzioni di quesla nienibranella, ma dico soltanto eh* essa difTerisce, e per il suo as[)etlo e per le sue forme e per la maniera di com- portarsi coi chimici reagenli, dalla membranella o otricello primilivo dclle cellule vegctali, al (piale potrcbbe parago- narsi. In (juanto alia cosi delta soslanza gonimica, non c pun- to dimostrata la sua idcnlita coU'endocroino dellc al'^die. Ha colore; diverso, e divoi\samenle si colora coi varii reagenli chimici. La somiglianza con (piello in alcuni casi , come nelle Melosirc, ()er riguardo alia conlorm.izione ed ai suc- cessivi mutamenti, non e die apparente. iNoll'endocromo dclle alglie, la sostanza nionogonimica comincia dal presen- tare un'apparenza gi-anulare, poi divione distintamenle gra- nellosa, e si camltia in poligonimica, come tanto diligonte- mentc descrisse il Kiitzing. Nella sostanza colorata iiivoic ddlo Dialoujce non avvengono mai ipiei cangianienti. Nolen- — GO — do insisleio nol conlronlo non la si polrebbc par;»{»onare die alia sostanza crilloji^oniinica (lollo briossidi, del callilain- nii , dclle u'lillilbsie o dello iiolisifonic. Kssa si divide in parti chc siibiscono siicccssivaiiionlc ullcriorc divisiouc. Eri- pnanlo a (iiu'sli cangiamcnti si noti, cbe sono da dislingucrsi osscDZialinentc (|uclli chc avvcn^'ono durante la vita da iiuelli chc si cITeltuano dopo la morte, c la niaggior parte di cssi avvicnc appunto ni^lla sccoiida coiuli/.ionc. E durante la vita, ollre i cangianicnli chc si rilcvano cnnfrontando i differenli individui della medcsin«a specie, moritano parlico- lare mcnzionc (pieHi chc si efToltuano solto alia direlta os- servazionc. 1 lobi dcscrilti dal Kiitzing vcdonsi gonfiare c sporgere in alciini punti c successivamcntc contraersL Si nppongono poi alia idcntita di ipiclla sostanza col- rendocromo gli csperinicnti slcssi del kiitzing, clic ognuno il (]nalo voglia ripclcrll, Irovera esattissimi, e la dimostrano riccbissima in nilrogeno e soniniinislrante alia decomposi- zionc i^nca copiosa ammoniaca, cbe non si piio d'altrondc ripctorc, se non dalla sostanza piu abbondante, cbe con «]iiclla dccomposizionc si fa sparirc. No credo aver valorc contrario I'argomcnto dolla soluI)ilita del siio principio co- lorante ncll'alcool, giacche non e propricta csclusiva dclla clorofilla, nc dclle sostanze di origine vegetale. Aggiungo per nltiino cbe (piand'ancbe si potesse dimostrare la [)resen- za di una qualcbe porzioncella di clorofilla nelTinteiDO dcl- le Oiiitonu'C, oil") punlo non contrastcrebbc alia loro nalura animalc, riinanendo scnipre libera la supposizione, cb' esse la avesscro ingcrita per loro niitriincnto. Riguardo allc goccie olcose, convcngo pienamcrite col Kiilzing averne esse precisamente 1' aspelto, pcrcbe Ic nne nclic altr'- si londono, prescnlano granile poterc refrallivo, e si possoiio arliliziabncnle spremore, per cosi dire, all' c- — G7 — slcrno. E scnza cntrare nell' iinalisi di (juci casi in cui so- staiize oleose rcalmentc si riscontrano nellc cellule vegetali, accordo die la loro presenr.a possa csscre promisciia al due rcgni. Invito poi (|ualuiii|ue abituato all' uso del niicrosco- pio e all' osservazione degl' infusorii a tcslHlcare, se la pre- senra di goccioline di apparenza oleosa non sia fatlo costan- lissinio, non solo nei minimi animalcUi, ma i)errino in (jua- lunque frammenio di sostanza animale. II cosi detlo sarcode dci micrografisli francesi c appunto in forma di goccioline oleose. Osscrvo inoUre, die il numero ed il volume di (luel- le goccie grandementc si aumcnta dopo la morte, e che du< rante la vita esse si trovano collocate su di una linea lon- gitudinale, la quale corrc dall' una all'altra cstremita. Ed insistendo coU'osservazionc si rileva in esse un qualche mo- vimento e succcssiva mutazione : quasi si dircbbc che mi- nute goccioline andassero a fondersi nelle maggiori e da queste altre se ne parlissero. Finalmente riguardo ai pretcsi stomachi deU'Eliren- berg nulla mi venne I'alto di rilevare finora. Solamente av- vcrto die appunto nella rcgione media delle navicule in corrisponJcnza all' ampio loro vedcsi ilurantc la vita tesa Irasvcrsalmente una produzione membranosa, quale supe- riormcnte iiulicai, e che scomparisce colla morte, lasciaudo invece ampia area diafana di figura circolare, e circondata da oncn(Jo a con- froDlo gli ari;oniciiti die seml)rano indicaic la iiatura ve- gelalc (lellp Diatninee, con quelli die inilitano invecc [ter la loro animalila, ci Irovianio nccessariamento conilotti a qiiesta seconda opinione. Giiulicaiido Ic piintc si dovrohbe ammcllcre die 02;ni friistolo, o<5ni navicula valesse come cellula. Si dovrobbe siip|)orre (|uesta cellnla, a parete coin- penctrata di silice, svilnppata enlro ad altra colhilj di di- vcrsa nalura, per lutti i casi almeno ove si ha dislinto pediin- colo tubo .'nvolgentc. In (piella parole silicea si tlovrebbe riconosccre una conipiicazione die iion ha certamenle ugua- le nd riniancnte del regno vegetale. Resterehbe ancora a di- niostrare die 1' interna sostanza eminentemente nilrogenala corrispondessp alia sosfanza gonimica, c die le goccie oleosc potessero soslilnire I'amido. La nioltiplica/.ionc sarebbe un semplicesdoppiamcnto cdlulare, nia reslerebbe a dimoslra- I'c die accada, come nolle altrc cellule vegetal!, o per for- mazione di dne distinti otricelli priinitivi o (>cr introflessio- ne ddia parete stessa. Finalmente rimarreitbcro tuttora inosplicati e i movimenti esterni, e gl' interni mntamcnti, e false si dovrebbcro dimostrare le osservazioni dcll'Ehren- bcrg inlorno agli organi esteriori dei movimonti stessi. Riconosccndone invece la nalura animale, molto reslerebbe tultora ad indagaio e dolla organica slruUiira e delle vi- tal! fiinzioni, ma per cpiol tanto chc no conosciamo non avicmnio die una sola obbiezione a siiperare, qiiolla dolla coinposizione probabilmento ternaiia non azotala dolla so- stanza gelatinosa cslerna dei pcdnncoli e dei tnbi iiuol- vcnli. Ma come la prcsenza del nilrogono non e caraltoro positivo di aniinalila, cosi non e la sua mancanza prova di vegetalila. E porcho la obbiezione avesse rcalnionto un tpialchc peso convcrrebbe dimostrare chc quclla sost;iii- r. 10 — 74 - za fosse isomera aH'amido. Sc non die, (|iian(Io (bsscro conrennati da miovo c piii circostan/.iate osscrvazioni ttilli gli argomenii die dimoslrano la Datura aiiimale ilcllo Dialonice, (luclla parlicnlaritA, anziclic mcritar il nnmc di obbio/.ionc, sarobbe piuUoslo a rignardarsi come importanlc scoperta : si avrebhc cioe anchc n«!l regno aniinalc una so- stanza lernaria simile a quella che lorma la base del Icssuto vcgetale. Concludo perlanto doversi le Diatomce nello stato atlua- Ic della scienza annoverare fra gli aniniali, nia in pari tem- po molto restarci tuttora da fare per poterne rivelarerinti- ma organizza/.ione c i fenomeni vitali. K nella tristezza di quesio pensiero ci conforta la sentenza dell' immortale autorc del Cosmos.- essere apcrto il campo a grand! seo- pcrte, la dove non si conoscono ancora che scarsi fatli c sicgati. 10 II. Rev/'sione ort/finof/ra/irn dti (jcntri di ])iato?/iee siftbiliti dal Kiitzing. A . Epitiiemia. " Loricn in srctiove travsversali trajif- pezoidea; striae transvermlcs ralidae {^interdttvi granula- tae V. Tiionili formes ). n La caralteristica fic;iira Irapezoidale dclla sezione tras- vcrsale risulla da cio chc le due faccc principal! soiio fra !oro parallcle, Ic lalerali invece pin o mono convergono. La faccia superiore e convcssa, rinferiore concava, ma con curva il piu delle voile niolto nieno pronunciata, per cui il lore parallelismo non c punto esatto. Chc anzi ab- biamo in alcuna specie la fuccia infcriore piana c la superio- re forlemente curvata c continua allc lalerali, per cui !a se- zione, anzichc Irapezoidale, risulla seniicircolare. Ollre a cio la faccia superiore invece di cssere lulla conlinua puo prescnlare delle coste prominenti iongiludiiiali. Cosi alme- no e nella mia F.pithemia cosiata che si trova in Dalmazia parasita sulle Bidulfie. ( ¥,. major e latere srmirlliplica, apicibns acutis noji pro/fiineutihus, e facie elliptico-eloii- isi()n(' iiicoinplota con ailcsioiic l;ilor;ilc dc^U iti Benche unico carattere per distingucre (luesto gencre dal prcccdentc sia fe tenuita delle strie trasversali sulle facce lateral!, pure la distinzione semhra giuslilicala dalla circostanza che le Ijinozie non si risconlrano "iamniai — 77 — adnale c paiiisilo come lo sono costantcniente le Epilciiiie. Sono tulle di accjua dolce, per la magfjior parte csuliclic c molte fosslli. Frcfpicntcmentc, (piaiido sono \iste di fian- co, [)rosciUano sul dorso piii gohhe o promini'n/c, il (die diinostra che le promincnze stosse sono collocale tras- vcrsalmcntc. Trcntasci specie ne sono annovcrale nell' opera del Kiilzin-^. Scnihra doversi riferirc alia Kunofia formica, megllo che alia E/Ji'lhrmia gibba , la Eunolia n. C. ( lav. 2. (ig. 27 a., I).) di Bailey, la (piale lia le strie Irasversali pronuncialissime, c (luesto dubliio, (luandaltro non fosse, rcnde alquanlo incerto il carattere distintivo dei due generi. 5. HiMAMiDiUM. '< Lorica iti .sect tone Iransirrsali 5' rectangula-y striae transversalcs trnnissi7>iav, dcnsissi' >"> niae ,- individiia in fasciam traiisversaliter et arete » coiijuncta. » Si potrel>bero dcfinire gl' Iniantidii per Eunozie a divi- sione inconiplcta, per cui ne risultano asscciazioni o po- lipai a forma di fcltuccia, al pari che ncgli Odontidii e nelle Fragilarie, rimanendovi per altro sussistenle il ca- rattere dell' intera faniiglia, la diversita cioe deile due facce primarie. E perclie (pielle associazioni non sono sempre ninncrosc, come nelle tre specie prese a tipo (//. Sohi- rolil, U. Veneris, H. yz/j/flfwewrff), riesce giusta I'osserva- zione del kiitzing, non ossere ancora hen fondato (jiieslo gencre, osservazione che acquista ancora niaggior valoie per il fatto superiormente avvertito dell' associazione lalerale anchc nelle Epitemic ( V.pithnnia coxtata nob. ). Questo ravvicinamenlo slesso poi ci pone in avvertenza supra nn' altra circostanza, il parallclismo cioe delle facce laterali negl' Iinaulidii, le (piali invecc uelle Epitemie suno essen- — 7S — ziuluicntc C()in(M"gLMiti. Dcllo Jicci specie conosciiite (lualli'o sole sono eiiropec ; tiiUo ;iliit;ino le acciuf dolci. Dei Ire c^encri fin (jui aiiiKnciMli loriiiu il Kiilzinj; la famiglia rectuiifjula , in cnrpitsciila flttheUiforniia rcl fascia s >■> spimlrs ante coujuncla. S/riar trmisversalcft validar, •V pcrriac. " Paragona il Kiitzing i Meridioni alle Gonronemce cni rcalnicnte soinigliano per la forma ciincata die presentano i singoli IViistuli veduti di fronte. Ma Ic Gonfonoinee han- no apcrlura niediana e stric trasvcrsali intcrrollc, per cui spettano ad altro ordine. Nell' ordine dellc astomatiche cita I' aiilore slesso come afUni a (picsto gencre gli Odontidii, ma pill ancnia mi senjbrano avvicinarvisi le Sinedre dal- le quail 1 Meridioni parimenli difTeriscono pii'i chc per la forma cuneata, la ipialc iion e costantc, per la figiira ovata ottusa ad una estremita ed acuta all' allra dellc facce la- teral!. Riesce poi importantissima I'osservazione dellc vittc ( nel M. Zinclicni), la cui presenza e incostante. Qucsto falto dimostra, a mio credere, non essere basata su carat- leri veramente natural! quella disiiiizionc priniaria die il kiitzing stabilisce fra le Diatoinec viltalc e Ic semplicemen- le striate, per la quale tante natural! afTlnitA vcngono palesemente trasandate c lanli ravvicinamenti sforzali come — 70 -^ in apprcsso vcilremo. \clla scarsczza dellc cognizioni die altualmcntc posscdiaiiio sulla vera orgauizzazionc di (juesli esseri e iinj)()ssil)ile lo slabilirnc una natiiralc classilicazione. Per allontanarscne i! mono possibilc hisogncrehbe consi- dcrare tuUi i carattcri coniplcssivamcntc come si fa per tulli gli allri esseri si animali die vcgetali. Ed ogni di- stinzione appoggiala ad un union caratterc, ollrcche esserc scmpre puramenlc sislcmatica, perde poi anclie tullo il pregio della facilita per la classificazione, tostoche present! dellc cccezioni, come in questo case. La sostanza interna, dice il Kiitzing, lii[)pezza dapprima unifornieniente 1' interna parole del guscio, poi si divide in particelle, die terminano per concentrarsi in distinte sfericine. Questi cangianicnti io credo non avvengano clie dopo la morte. II Bailey riu- sci ad eslrarne coll' alcool una sostanza resinosa verdastra. Due sole specie ne sonn ben determinate e vivono nolle acque dolci di tulta Europa, altre due sono dubbiose. 5. EuMERlDiON. " Itidividiui ciinviformia, prismalko- " trapezoidea?, in flabvlliim vel fasciam convoJuiam coa- " lila, dviniim stipitata. Striae /ransirrm/cs perviac vu- » lidac. » Poichc il Kiitzing non vide die esemplari diseccati del Meridion ro7istrictu?fi del Ralfs, di cui fece i]!iesto gene- re, ci senibra di poter asserire chc dalla esatfa descrizione di quell' autore, riportata per intero dall' llassal, non si rileva indizio alcuno di (piel piede gclinoso a guisa di cu- scino, sul quale il Kiitzing dice essere collocati a ventaglio i (lustuli come nolle Sinedre. Forse avrA dato motivo a qucsta falsa interprctazione la figura e la descrizione die da il Ralfs dell' csemplaro diseccato posto a confronto del vivente. Eccone Io ()iltoridie parole : " Js, hoivenr, ilnij — 80 — " art- not arrangvil on a planv as in Mkridio^ circulvrk " hut stand nrar/[i erect, so/zici'ilial lihr ihr starts of » a till) which is hroadcr ahnrc than hc/ow, irhcfi tlirif " arc (Irij ami fall down thrij nccrssarihj separate, and }■< (japs are produced in the circular outline. In the dried » xpccimrns I find some of the frustules arranged in a 3> circle, which, however, e.vhihils the gaps alreadij tioti- » ced whilst others seem to be jasciculaled. >•> llimane a- (lun(mo soltaiUo la sezione trapezoidalc per I' inclinazione dclle facce latorali, c la loro costri/.ione presso all' apice qnali caralleri die come liaimo iiiiluMtato valore di speci- llci, cosi lion ci sciiibrano sufliciciiti a fonJai-c iin ge- nere. Lo sovercliia ripartizione del generi, oUrcche masclie- ra le vcre afTiuitu degli essori e ne coin[)lica senza frullo lo studio, ha poi anclie il daiino clic innalzando di «n gra- do 11 valore convcnzionalnirnte aUrihiiito ai caratteri, ob- bliga a formare, per cosi dir, di ognl genere una distinta fa- miglia. Tale e II caso di qnclla proposta dal Kiitzing per 1 due iillinii generl col nome di Motidice, niontre non diffe- riscono in realta dalla preccdentc dclle Eunoziee e dalla snsscgucnte dalle Fragilariec clie jicr nna leggera niodifi- cazione di forma; e modificazione coiisimilc non sombra nepptn-siifliciente a distingiicre 1 due genori Meridional Eumeridion. In gcncrale 1 caratteri dcsunti dalla forma del singoll individui iiieritano certamcnte la preforenza a confrnnto di (piclli somministrati dall' associazionc di piu individui in (eltuccic polipariformi, ma fino a tanto die non si conoscano le corrclazioni fra le modilicazioni dell' cstcr- na forma e 1' inlcrna organizzazione, scmbra aluieno pre- matura la ripailizionc dellc famiglic ajipoggiata a (picl solo Ciiraltere. — Sf - C). Dem'ICUI.V. '« hiiiiritfua lihrrii sin;/uliiii ohhtnyti I. lliicaria, "' sccundiirio hdttsvirsini xlriftld rrl ro.slald , striae jxr- » viae validae. » Caraltere inoiTologico di queslo genere c la [)revalenza dclle faccc prin)aric snile secondaric c la cofiliDiiita delle sli-ic attraverso(HK'stciiliiine. Avremo cainpo (li ritoniaic su qiiesll particolari IrallaiiJo delle Surirelie. Per ora ci hasta avvertirc che moiilre le cincnie prime s()ccie, dal Kiitzing descritte, e figuralc nella tavola 17. della sua o|)era, inoslra- no la pill grande afllinita non solo fra lore, ma benanclie col genere siissoguenle, le allre due invcco. \D. conxtricta, D. u7i(//(/a/a) altro non inostrano se non (pianto valga I' artifizio del sislema a rawicinar fra lore essori disparatis- simi cd allontanarii poi da (pielli coi cpiali hanno vera al- flriita. i\on solo ir» (pieste due specie mau(;a la prevalenza delle facce pilmarie sulle secondarie, ma invoce di strie trasversali vi sono coste rilevate, e in una ili esse (/;. nn- (hdala) noil mancano neppure le vilte, come non mancano nella Surirella solea, alia quale tanto somiglia, e che pur null'ostante e anch' cssa compresa nella grande di\isione delle Diatomce non viltale. II nonie di una sezione ipi jlun- <|ue, e il carattere da cui cpiello e tratto, possono mancare di costanza, quando la sezione stessa sia fondata sul com- plesso di allri caralleii e ipiindi sui veri dati delle affinita. Ma quando quel carattere e isolato, perdt; anche (juel so- lo valore sislemalico che poteva avere, losto che m.mea di costanza. Devesi riferire a (jueslo gcnert; piuUosto che al susseguente la specie descritta dal iNiigeli (Zeitschr. 1. W issensch. Bot. I. IJ. I. II. p. SU, tab. I. ilg. 5, 0, 7, ) col nome
  • Ir.isvcrsiili cssii h.i ^nn- ih'. somigliiuizii cot^li Oilouli'.lii. I'roponiiinui nor cssa il noine (li Dm lieu I II j\ (/)/<■/ a. 7. OooATinuni . u Individua (/uadranffula , a latere M .ifcnndnrin Innisrersim sfn'titn, lanrrolnin, in faxridin j» hicovvexatti arcle covjiitiria . " Gli OJonlidii altro iion snno clit^ scric llliformi di Deii- ticiilc. ^Icntrc (Va ^\\ Finanlidii si annoverano prornisciia- mente specie ad individui concatenali c specie nd individui solamenlc pjeininali (//. yircux), i\y\\ invecc dietro a tpiel solo caraltcre soiio distinli i iliie goneii. E (|uello stesso caraltcre della lonna cuneata dei frustuli, per cui si distin- f?uc il irenei-e Mrridion das^li Imantidii, si riscontra pure noi^li Odontidii, ma incostante ed ine^olare. 16 non voglio da cio iiidiirre die opportune non sieno quelle distinzioni gencriclio, porcli'*, nclla scarsezza delle coc^nizioni che al>- biamo inlorno all' intiaia organizzazione di (juesli esseii, niaiicherebbe di sulTiciente appoggio cnsi (|uella opinione come ia contraria, ma mi sembra cbiaramontc dcrivarne die solto all'aspello organologico (pici caratlcri sono di poco valorc. Anche il numern delle strie trasversali varia nella stcssa specie, forse secondo I' etiV Sei specie abitano le ae- quo dolci principalmente alpine, una sola (0. sijn'((c//?u) il mare, una si trova I'ossile (0'.' Glrinx) ed una c incerta {FrdfjiUiria ymmlia Elirou.) , cui ()Ui'C come specie incer- la e da aggiungoie la Sijn'n.r rtnnu/a/i/ del Corda, la (jua- le, se la figura (Aim. Carlsb. 1855 tab. IV fig. 45, AG) o esalta, ha il singolare caraltcre della coiilinuita delle Strie Irasversali anche sullc faccc primarie. S. KrV(;ilm5IV. .. hi'liii(Jiiii liiinnid larvissif/m Mj/fi- - sr> - J? iiiilricr li)rt/i(tt(( in fitiicins vil nrhis irl r/fnui, hi- » cotiirxd^ iirrle covjuncld ". I sincroli imlividm cUc cosiil(ii<;rono Ic ;i!:r'^r('i»;i/ioni fililbnni dcllc Fr;igilaiie sorio cosi sonti'^liiinti .illc iV;ivicu- le die spcsso riinanc il diibbio se una (|ualcl)c specie rile- rir si (icl)ba alio Frasrilai-ic o al s^ciiere 1)iri(ltsmis, iicl (jiiale i fili sono forinali tli iiavicalc, col loro esscn/Jale carattere dell' aperlura mediuna nelle faccc lateral!. Sussi- sle di fatli ■> Anclie in (iiicslo geiicre. al pari die nel prece- dente e con (jtialche regoiarit.i maggiore, si ha Irequen- temente la forma cuneata dei frusluli, emula a qndla dei Meridian. E poi sommamente iinportante solto I' aspetto organografico il falto jn-escntatoci dalle FragM.iiie della va- riabile larghezza dei fill, corrispon lente a lunghezza va- riabile degl' in lividui die li costiliiiscono, variazione proha- bilmente collegata coU'i-ta. E, nclla sc.irsezza delle nozio- ni positive sullo sviluppo successive di (juesti esseri nel- la quale siamn, c da tener conto di queslo fatlo. 1/ inter- na sostanza olTre grande variela di dislribuzione , come inostro il Kiilzing riluccndo alia F. peciinn/is tutie le specie die I'Ehrcnberg aveva fonduto sui caratteri da — Si _ (|iicll;i tlosimti. Lf (lUiiltro %\hh''\o con sicurczza rircrifc ;« •inesto gcni-ro sono :il)it;inti iicir.iciiii;! dolco. S. (l)is).rinAini()\rMv troni're nou nncora l)en ilcfinilo, ri- giiarcl;il() (lagli oiitoii conu* iiUiM-nu'lio Cim Io Frai^ilario od i l)/i/foMa.cd:\] (\ua\c il Kiitziiic^ oUreIc specie Aifiinlhiane (G. •slrlalithi. (^.. J/frf/r//.i//}ii'^'j^'\i\uqc,nv\\[i sii;i opera siilleHacil- laric, le tre S[)ecie marine ili Fra2[il;iria aiitioverate dall'IFar- vpy (/■'. (//i//own/'/r\C,rc\.. /•'. nnrvn Cann , F. Varniicharl'n Grev.), benclie rip;iiarilo a (jiicsl' ultima I'Marvev slesso si op- pnn!::;a a (picl ravviciiiamcnto. Trovo molto piii sotldisfacentc r allro, pure iudicalo dall' Flarvcy, colle Strialellc, poiclic, ossendo in (piesto i^enerc evident! le vilte, esso sembrercl)- be appartencrc alia famiglia dellc Strialellee. Nella ficolociia ijermanica 11 Kiit/.inL' stesso, unite le due specie [slriatii- ia. J/n-f/rnsii) dell' Acjafdii in una sola corrispondeiile al- Vyirthr()des7nus stridtnNis dell' EhrenberiJ^, e cimbiato il nome (} ram 7)1011 cm a in Grnmmalonrma, riferisce que- slo pfonere alle Desinidiee. Riquardo alia Vraffilurin diutn- ■moidea del Gre\ ille, favoritami dal ch. Harvey, io trovo giu- stissima quesia determinazionc. Essa c una vera Desmi- diea perclie manca di guscio silicco. Ed e ad avverlirsi che quantutKjiic simuli [)crfeltamente nella forma le Fragila- ric, mancano in essa i canalctli longiludinali e i i'orcUini terminali dellc facce primaric , c 1' interna soslanza e si- mile a quclla dellc allre Desmidiec. Ma percio cbe spcl- la alia Co7if>'n'a xtnalula E. B. Ia figura di Sowerby rap- prcsenta cciiamente una Diatoraea. II ch. Wallrotb mi favori con tpicl nome nn esemplarc come raccolto dal Jiircrcns , ed e una Crammatnphora. Alio stesso generc spelta pure il Diainma sinainJum f'avoritomi dal Lenor- -- S5 - inantl. IMenlre la Vratjiluria strlalula f.ivorilami ilallo stcsso aniore spctla rcalmciHc al gencrc VragUuria c cor- rispniide perfcllauKMitc alia /•'. rinxcnis del Kalfs. Kiinan- frono iliini|iie intorno a (jiiesto lienerc non |)oclic duh- Mezze, Ic quali non si possono logliere die col confroiilo dcj^li cscm|)lari ori;^ii>nli. 9. DtATOMA. « Individua {Unearla), f/nadranr/iila, sijni- n rnelrice formala,primu7n 'm fhsnas conjunrta, di-mmn n sohcta et prr Isllini7nn grlinewn plus tninnsve di- j) stinclurii angnlis coyicalenata ». Le specie a Irusluli striali cd esattamente linear! ( D. V7ihj(ire, D. /ficxodon, D. icmie ) sono sifTattameiite so- miglianli agli Odontidii, e quelle a friisiiili perfcltamente li- sci {D. pccllnnlc, D. vitnuvi, D. hiialinin/i) alle Fragilaric, die non rimane allro caraltere a distinguerle se non la connessione angolarc in calene flessiiose; catattcre die ri- coinparisce in allri generi ( Tabel/ariu, Grammatophom, Hhabdonema) di lontane sezioni. Avremo quindi allra oc- casionc di liiornare siill' aigoniento. Facciauio solamen- fc avveiliie fin d' ora die a quella condizione va senipre associala I' altra del pediincolo, nierce il quale le catene sono alDsse a^'li o^cretti sominersi. Forse piii ancora eviden- leniente die negli Odontidii e nelle Fragilarie, accade fre- (pienlenicnte di trovaie nei Diatoma la forma cuneala dei rnisdili, ed e sorprendentc 1' incostanza dellc forme die il Kiitzing con iinpareggiabile diligenza seppe raccogliere, descrivere e fignrare, riferendole a ben definite specie. Tie S|)ecie { D. itiesohpfuni , D. e/nn;/alum, D. Elirenhergii) giandemeiile si allonlanano dalle altrc pcrche rislictte nel mezzo dellc facce principali, c due di esse ( D. elonrpiiiun, I). F.lircubrnjii) inollre pcicln"' ingrossalo-capilate alle estre- — H(\ — mit.i ilellc faccc Kilorali. ( In propositi) ilol I), h/i/r ////<■ /■///'/, il Kiilzing cil;i a sinonimo il inio Glorniir/f/a Henffhri, pcr- cl)0 ncir osomplarc ila me spclitoi^li ooii vide die il Dialn- )na, il (piale e parasilo siil CwloconevKi, di cui non si euro, e mi fcce quindi apparirc talc da corifondcre un Diatoma con una Idrurea ). IVella scclla arbitraria die si fa di alcimi carallcri della (brma estcriore per separarc {^eneri, fainiglie cd ordini, non puo a mono di recar snrprosa il trovar unite ncllo stesso ?enere s()eeie die presentano cosi grandi diircrenzc. II caratlcrc della cnncatena/.ione flcssuosa anche indipendentcmentc dalla condi/Jone ori^anografica, die, co- me vcdremo, e »li poco conto, ricomparendo in altri gruppi, dcve averc anclic sistemalicamente valor molto minore che (piclli desunti dalle condizioni della forma, ch' e supponi- bile dovcr avcre una dirctla atlinenza coll' interna organiz- zazionc. lo per me credo che sarehbe piii natuiale la collo- cazione delle specie levigate ( /). pectinale, Ij. vitrtiwi, D. hyalinnjyi ) nel genere Frayilaria, delle striate a facce la- terali elitlico-lanceolate ( D. vulgarc, D. 7/iesodon, D. fe- niie, D. 7}iesolei)tutn) nel genere Odonlldium, rinmnendo cosi disiinle genericamente Ic sole due specie che hanno le facce lateiali ad estremitA capitate (A), donfjatum, D.Ehrrn- bergii). I due proposti ravvicinamenli si giustificherehhero a viccnda. perche, sc gli Odontidii hanno figura meno allun- gata (lei Diatoma, \ Diaioma la hanno nieno allungata delle Fragilarie. Se non che io voglio ben avvertilo non cssere mio divisamento proporre mutamenti nella nomenclatuia e nella sistoma/ione delle Dialomee. Intendo solo instituire Tesaine organografico dei gruppi e dei generi proposti. Ed organograficamente vi avranno forse ben piu impoitanti dilTerenze che cpielle della fornia fra i Diatoma e le Fragi- Inrir, le quali hanno costantemcnlc due aperture a ciascuna — 87 — (Idle eslrcmita ilellc f.iccc principal!, die scmhrano inaiica- re ai primi. Finalmcnle non (lossiamo lasciarc I' argomento (lei Dittlof/ia senza a\ vertire la somiglianza di disposizione che prcsenta il Dialo/na Icnut var. dimotum colla tanlo sin- golare liacitlaria. Lc nove specie di Diiitonm propostc dal Kiilzing sono proniisciic alle ac(pie doici cd al mare. II caratlerc pel (jiiale i quattro ultimi gencri ( Denlicu- la, (idonudium, Frayilaria, Diatoma ) vengorio insiemc comprosi in una I'ainiglia col nome di Fragilarice, e la con- formita dclle due faccc primarie, no mi saprei per (jual nep- purminimo carnltere ne rimanga escluso il generc Mtrldion. II Kiit/.ing cita pure rafllnil;^ cogli Imantidii fra le Eunoziee, coi Diadesmi fra le Naviculcc e coi varii generi delle Stria- felleee Tabellariee fra le vitiate. La correlazione a noi scm- l)ra |)inttostodi analogia che di affinita, cssendo I'associazio- iie pidiparilormc di moiti individui condizionc che si associa a prcssochc tutte le forme, e per essa anche le Melosire dir si dovrcl)l)ero allini alle Fragilarie. Riguardo all'interna so- stanza il Kiitzing la dice originariamente uniforme cntro al guscio di tutte le PVagilariee, poi divisa in minute particelle rrammislc a gocciolinc oleose, o contratta In una massa sfe- rica. 10. CyclotELL\. " hid'ividua siugularia vvl hinntim " conjiinclay discifonnia, orhicuhtr'm ; latiis pri)nariu7ii » distinctutn, annuluni formans ; lattra secundaria phi' •>■> na. (Lnrir.a bivolris, vnfvis planis orhicnlaribus, annulo " inlersllliali co?/j /metis ). Comincia con queslo genere una scrie di forme che hanno un tipo aflatto dilTcrcnte dalle prcccdenti. In (pielle difatli le due faccc primarie sono scmprc distinte, mcntrc ill (|uestc si londono in una superficie circolare continua; in - ss (|ucllo lo Intcrali h;miu) seinpro nno ilci (li;unelii prcvak'n- le sull' altro sicche riescono piii o incno alliini^ale, inoii- Irc ill (Hiesle sono piano c circdiaii on vero convcss(» o concave ma sempre a se;;i;niciilo di slV'ra. Nolla scrie precc- dente al)biamo bensi fra gli Oilonlidii, le Fragilarie ed i Dialof/ia tale convossita dclle laccc principal! clie si avvici- na alia rotondil;^, n\\\ Ic eslremila riniani;ono sonipi-e dislin- le. E PL-lie facce laterali Ic stiie o ullce pio iuzioni (jijalim- qne conono trasvorsalmcnte scir/a inlerni/.ionc. (^tii invece ahbianio una ovidentissinia dis|)osi7.iono i-adiata. Qiicsla nio- dcsinta disposizione si prescnla in un' allra l'amit,'lia (Cosci- nodiscee) di altro ^rnp[)o c avieinn (piindi canipo a fame nuovaniente parola. iNel ^eiierc C'ljcloic/la Iroviamo riiinitc delle specie che hanno in vcro grande somiglianza ncll' e- slcrna forma; ma quelle d' acipia dolcc {C. opvrculata, C. MincfjUiniaua) soiio libcrc d'altacco ed immerse in ima so- stanza gelntinosa; le marine invece (C scoiica, C. ligustica, C Maxima) sono parasite. Clic sc inollrc osserviamo le strie o i piinti radiati nolle prime, mancanti nolle secoudo, Iroveremo in cio argomento a sospettare chc anclie ncll' in- terna organizzazione, a noi |)ienamcnle ignota, di questl esseri v' abhiano notcvoli difCcrcnzc. Sono prcziose (piinili le osservazioni del Nageli sii quella ch' eali chiama Gailto- vclla nov. sp. (Zeilschr. fiir Wissenscb. Bot. I. B. I. U. p. 31), tab. I, fig. 1, 2, 3, tab. II, fig. 27, 28), e che certamente va rilorila a tpicsto genere. Fra le specie Kiitzingiane non polrcbbe essere riferila cbe alia C. scotica, cni ella mia C. we- losiroiJes, dal Kiitzing chiamata C. ?Ienrfjhiniava, osservo die lo sdoppiamcnto avvicne costantemenle ncgli individui di minore diamclro, i (|uali pcrcio conscguono un' altezza proporzionalmcnte dl assolutamenlc maggiore, cioe lar- gliczza maggiore dellandio interstiziale. Le sorgenli ter- niali Euganee ci somministrano una nuova specie di questo gcnere : Cijclolclla coucoitrica : C. maryinc in luteribus necnu' Jnriis coiicenlrice. definilo, radialhn strialo. II diamclro va- ria da 0,008"' a 0,02'", cd il margine striate occupa meta circa del raggio. Annovcrando anclie le due specie dubbiose [C. m/'/iu- lula, V. lUmhi). die il Kiitzing a ragione sospoU.i potor / . 12 — !)0 — ossore li Mniinciiti ili iMolosirii, al)biuin() coiii in (jiiesto gc- norc iioso specie. 1 I. Pymdic.iilv. ■>■' ludii'nlua sinyularla lel hhutlint >■> ronj'unc/a. IHnra vrl scsxllia , lulus prhnarium obsolc' » tum {iiulhn/i), lultra mcnndariu vonvixa. (Ijorica bi- " ralvi.i, viilri.'i couirx/s aminlo itili rxlil/dli (leslitulis). y, Koc;i vcramcnlc sorpresa die incntrc I'Agardli, il Kiil- ziiig, r I'.hrcnhcrg cd il Br(''l)isson doscrisscro c figuraroiio I.I Vijuilnlla () Fruslulia oprrculald (|U;il lipo di ijucsto gc- ncre c porrettaineiite corrispondcntc al suaccennatocarallc- re gpnerico, il Kiitzing stcsso, scnza punto avvertirc lo sba- glio ilcgii uliri ed il suo proprio, foriui ora di quclla incdc- siina specie il tipo del gencrc prcccdente, couscrvandone il noine gia prima proposto, nia cambiandone il scnso, ed in pari lcni[)0 ril'erisca oiche tanto incerta nc e ancora la nalura. La P. adriallai e un essere altrt't- liinto singolare e del (piale nulla sappiamo di positivo sotto air a'. li" iinica specie yP. J Indivldna conratr7tiit xlipitata : /tilt/x /jn??iar/f/M nullum, lah-ra xcrundariu n ronre.ra ; stiprs mifralis. [Lonra binihis aiitiuln inlcr- :■> sill i fill drxliliitii). " [.e Podnsirc alti'o non sonn cho I'issiilicult? concafonatc, (jucsta coiicatcna7.ir)nc risulla dalla porsistenza della mem- hranclla cstcrna, solto alia (luale avvione lo stinppiamento, prccisamcntc come nel gencio susseguente, nel ()nale non mancano escnipii c dcirislnio d'uniDnc c del podiiiicol hivnlris, valvne (ninulo irilcrslitinli Icnerrimo rnaximr 3' Injalino coyifwnctnp v. " *) h\isi(jnn'iuvi ; arliculis (jlohosis vel vUlpdcIs, ntro- j' (/?tp fine n7i7i7t/o prndnclo rdriuaiis ». " **) Giil/itmelld ; arllnilisnjli)i(lfi(i-i, nvn carhuttiH t>. — 93 — liC Melnsirc in i;t'iiL'i;ilc si possono ris;uar(l;irc come as- socia/ioni poliparifornn ili Ciclolelli', cil il jciriiprone rcfrge piiiicipalmcntc per il sccondo sottogenere. La distiuzione (lei due soltotrencri o proposta iitiche dall' Uassal (Spharro- phora, Mrloxrira], \\\A (\v.\i:s\ a! Kiilzinir I' avoria s(al)ilila siili' impoi'tanle carallcrc della carena che si risconlra solo nclic due pi'iine specie (M. salina, M. vvtuinuJoidvs), ca- i-attcre sid cui valorc organogr;ifict) nulla pussiaino deci le- re, ma che mcrila una (pialche consideiazione soilo all' a- spelto morf()|()t,'ic(), perche (pioll' anello sporm'uie liinila le faccc lalerali, menlre nellc altic specie, a lali piu o mc- no convessi, esse si londoiio tpiasi colic |)rimaric. It) lultc le specie e da notursi il doppio soico che ciiigc annular- mciile il corpo di ciascun individuo laleralmenlo all' anello inlersti/.ialc, soIco o canalelto clic prcsenla dellc aperture leyolannenle disposle. II Kiilzing ciede quelle pretese a- perUire le sezioni dei canalelti slessi, cioe il loro lume che vedcsi in proiczionc. E cpjcsla opinionc c la sola conciliabi- Ic clice appmenza. E liguardo a (|uel prcteso cndocromo niancano cerlamentc le prove a dimostrare die sia im'ovaja come vuole rElirenberg, ma mnncmo altresi quelle che lo dimostrino costitiiito di gomina, amilo e clo- rofilla, come si csigcrehhe pcrclio fosse sostanza goniniic.i, ipiale la prctcnde il kiilzing ; c mancano pure le analogie, pcrche non vediamo in alcun;i alga disposizionc consiniilc deH'inlorna sostanza. Ka somigli.mza frecjucnlcmcnte citata delle cnnfervc non si puo dire neppiire apparente, che in nessuna conferva si risconlrano mai distinte sfericine cosi regolari c cosi simmetricamcnte dispnste. Durante il disccca- mento avviene nelle specie marine, come nolla Podosira sn- periormcntc dcscritta, che la sostanza interna aderisca ail'in- lerna parete in forma di goccioline oleose circondatc da di- stinte margine diafano e comprcsse le nnc contro Ic altre a giii^a di regular! poligoni. L'Ehrenbcrg parla anchc di spazil - !)5 vcscicolari dhilani, ch'oijli rignanla conic stomaclii. Dician- iiove specie cli IMulosira, iVa niarim% (I'aC(iiia dolcc c fossili, an- novcra, descrivc c figiira il Kiit/.ing, senza contare le quat- iro (hililtiose die pone in calce, c la famosa fvrntrj'nua {M. ochracm Kail's) cli'cgii diniostia non apparleiicre in alcun modo alia ciassc dcllc Dialomce. Una nuova specie ne abbiamo nclle acqiie tormali Fuga- nce, la quale e tanto diversa dalle allrc luttc chc potrcbbe servire di lipo ai! nn gencre distinto, clic propongo in tan- to come soltogenere col nome di Vhurosim .• ariiculis cijlhidricis non carinatls islhmo laterali C07icate7ialis. La IVasc (icila specie sarebbe la segiiente: AJelosira [Vleurosira] tlicrma/is : viujor artictdis cij- lindrlcis solitariis, isth7no laterali angulatitn concalena' fix, disco laterali Iriissiwo. JIvB. i//frr Claclo/jfioms et Lynfjbijas iu therrjiis Ewja- nvis lc//i/). -\- 50." II. II dianietro varia dai cin(|ue agli otto centimillinictri. La lungliezza poi dcgli arlicoli e cosi variabiie die credctti non doverne far cenno nella frase. I piu brevi sorpassano di poco il diainctro, nia ve ne lianno di due e tre volte piii limglii. \ci niinori l' anello iiitcisti/Jale eccede di poco in larghezza lo due cinte laterali, che fan parte dcllc faccc se- condarie. Dislinlo c grosso canalctto circolare, cvidentc- niente S|)orgentc ncU' interna cavita e coriispondente ad un csterno soico, liniita d" ambi i lati csso anello, facil- inente discornibile audio pel iiiinore spcssorc della par'c- te. Ove quell" anello e piu dilalato prcsenta due tcnui slric circolari che lo ili\i(lono in tre fascie, la mcdiana dclle qua- li e piu an;_'usta. Negli articoli [)iu luiiglii (fuclla fascia mc- diana uguaglia le compague, poi le occede, clinalmenlo com- pariscc una lor/.a linea pur circolaro,c un corrispondenlc dia- - on — framnia die la ilimczza. La parete dellc iliic fascio risul- lanti il il ilimczzamcnlo dolla mcdiana s'inqrossa, ed esse remlonsi in tiiUo soniiirlianti alio val\o lalorali «li diicarticoli coiiligui-iMa lion si toslo i due arlicoli soiio coiii[)lcti,clic I'uno dall' altro si stacca, ne riiuano a collegarii che un istmo laterale in forma ap[)arenlo di cornicra come nci Dialnnia e nellc Graniinalnrorc. l-'inlerna sostanza e ncgli csempla- ri diseccali in lornia di sfcricino tcnacemenle aderentiaU'in- (crna parclo dclle lacce sccnndario, c on ordino solo di (juollc sfcricine adorisoe anclie alTanoIIo intcrstizialo ac- canto al canaloUo ifi niodo da simulare i dcnli dclla }l. sr/l- ctiln. Solanieiilo dove i due articoli stanno per conipiersi Irovansi di que' glohiili anclic nclio spazio intermedii;. Una sola volla vidi nn arlicolo gonfiato como qiielli della M. ?a- rians. L' istmo c promiscnamente nnilateralc cd alterno. Alia prima inspezionc di cpiesta singolare Dialomeal'ani- mo ricorrc tosto allimmagine dellc OJontelle, e questo rav- vicinamenlo e ancora ma2;;^iormente sugjrcrito dalla figura data d.il Bailey della sua Gallloncl/a (tav. 2. 0;?. .S) die .1 Kiitzing riferisce alia Odoritclhi pohpnorphn, fignra che, toUo il rcstrincrimonlo in corrispondonza ai canaletli cir- colari, quadra porfcttamente coUa nostra specie. Se non clio lo stcsso Bailey istituendo il confronto della sua Gaillonella col Diatoma aurilmn, insiste suIla sua forma cilindrica, sulla mancanza di appendici c suUa (nggia di connessione degli arlicoli mcrce un -.•> flexible hi)if/e-h'fie lirjumenl ». lo cr'edo quiiidi che a buon dirilto il Bailey riguardasse la sua specie come apparlcnentc allc Gaillonclle o iMelosiro, c pro- pongo per essa il nome di Mrlosir.v [Phurn.sira] Builctji. II cliiarissimo Iviitzing, al (piale comunicai (picsfc mic osscrvazioni, mi risponde: » La voslra Melosira (Plcttro' >■> sira) iherntnlix non e punto divcrsa dalla Odoiitella po- — 07 — '> hjmorphu. lo lio conlroutato il voslro cscinplarc con » quello cli iMonlagne. Vi si trovano anche i dclicali (zurten) » piiiiti sill ^Miscio come in (jucllo die ho oiiiidcsso per » inavvcitenza m-l mio disc|,'iH). li la vo.stra forma e certa- » meote una Odonlc/la (|uantun(|iio gli articoli sieno (juasi »» oilindiioi {tcn-lcs), [Xjiclie (i lo stcsso aiiche nclla (). anri- 5' la. lo penso di iinirc in scjjuito Ic Biililuiiiec ailc Tripo- }■> (lisciee. »> Bcnche io non abhia [)otnto csaminare che franimcnti (lella Islhmia ijohi)/iori)ha del Montagne, ad(M'cnti ad uo e- semplarcllo di Polysiphonia subtUissima della Cayeniia da (|uel chiariss. aiilorc favorilomi, pure mi sono accerlat(» trattarsi di cosa diversa. Essa e cgregiamoiite rappresentula dal kiitzing, i siioi articoli non sono cilindrici, e benclie ot- liisi c poco s[)orgenli, vi sono evidenlissimi i processi latc- rali. Che poi essa ap()artcnga alio slesso genere dclle altre Odontelle, e che (piel gcnere apparlenga alia famiglia delle Biddulfiee c all' ordinc delle arcolatc, ella e tiuestionc sul- la quale ritornercnio. Raccogliendo ora (|uanlo ha allinenza alia famiglia dcl- Ic I\lelosiree, lro\iamo cpial caralterc ad esse tutie comune la figura circolarc dcUa sezionc verticale, parallela cioe alle facce lateral!, caralterc die, al pari deU'altro della disposi- zione radi;ita dclle stric sulle facce latcrali, vcdremo ripe- lersi nella famiglia ddle Coscinodiscee, Ic (piali per aver il guscio di strullura cdlulosa appartcngono alia trihu delle areolatc. Forsc che una qualdic Mdosira ( sulcata, Jccits- sata, hraia ) si potrehbc sospcltare fornita di quella niede- sima condizione orgaiiica, e ne insorge (luititli nunvo duh- l»io sul valore sislenialico die ad essa \iene attribuiio. In generale si puo anchc dire prcvalenlc nelle Mdosiroe lo sviliipjio ddle facce latcrali siille primarie, die vcdiamo — OS — |ioi 11110 SN.inirc ill iilciini f^cucii [ Pijxidiculit, Vudosira \, bcnclu' in (jiialclie specie di I\lolosira (van'ans, orichatcea ) la luiiirliczza occcilcnle dogli ailicoli e(|iiivalga a corrispoii- ilenle sviliippo delle facc<^ piiinaiic. Ed e ad avvcrlirsi, die, qiiantuiKiue per la forma siflatlainentc difloriscano in (]uesta laniij^lia esse I'accc primarie da quel clic sono nelle Ire pre- cedenti, pni-c in esse troviamo (picl caraltcre organico clic \edoninio iiclla niag:|j;ior parte del crtMieridicpielle, la presen- za cioe dci solclii o canaleUi longitudinal!. L'ailontanarsi clie fanno I'nna dall'allra Ic faccc o valve lateral!, colla conse- guenlo dilatazionedella su|)crficie che rap[)reseiita le prima- rie, prima die avvenga lo sdoppiamento, benclie in grade di- verso si verillchi anchc in allri generi, pure nelle Melosire, mcglioche aitrove, prcscnta una inncgabileanalogia colla rc- duplicaziono delle Desmidiee, che ilBrebisson distingue dalla deduplicazione delle Diatomee. La particolarc disposizione di'irinlcrna sostanza, le corront! o i fili mucosi radiant! da iin centre, il rigonliarsi di un qualclic articolo cd il dilatar- si dell' anello interstiziale sono fatli isolati, ma che oeila scarsezza delle nostre nozioni meritano particolare riguardo. I o. roMi'VLODISOliS. " Indi vidua .singularia, disci forni'ui; j> discus ctirralua I. torluosiis , rotundato-ellipticus ra- j> diatits. Ji Benche io non abbia poluto finora csaminare che quella sola specie di questo gcncre ( C. Chjpvus) che si trova nella farina fossile di Santa Fiore, nclKieselguhr di Franzensbad e costituisce pressochc per inlcro il tripoli di Eger, pure mi pare di poter aggiungere qualche cosa a quanio nc dice il Kiitzing. Egli indico bensi nella fig. o.'^ la grossczza del margine, che in (picsto caso viene a rappresentai-c le faccu primarie insieme connivcnti in una supcrficie continua , — 99 — n>;i si ncllc .litre figure die ncllij dcscrizione non iic fa pin cenno. Orn (]iiclla snperncic morita lanto inafjf^iore consi- (lerazione, in (|uanto chc rifereniiola, come \o vuole analo- gia, allc lacce priniaric, cssa ci prcsenla nna cccczione alia lcf»qe (lata per gcneralc dclla mancanza dellc stiie Irasver- sali, le (piali sono cvidentissimc, continue c parai^onabili quindi a quelle dclle facce laterali o sccondaric tiellc Donti- cule, degli Odonfidiunt c dei Diaio77ia. Questa niedesiina condizione avvcrtinnno supcriormenle tfaltando degli ()- flonlidium nella Sijr/nx n7inulula del (lorda. Ma sussiste r altro carattcrc delle facce primarie, che sembra avere iin- portanza organica niaggiore della divisionc longitudinale. lo non vidi Ic gradazioni intcrniedic, ma vidi bensi due individui I'uno all'altro sovrapposti cd intimamente aderen- ti i (juali si polcvano a buon diritto riguardare provenienti dallo sdoppianicnto di un solo. Viene con cio ad avcre nuo- vo appoggio 1' affinila indieata dal Kiilzing di questo genere colic iMelosire. Se le osservazioni niicroscopiclie debbiino esserc interprclale con severo scrupolo di ci itica logica bon sel sanno quclli che hanno I'abitudinc del prezioso stru- nicnto ; e talc prudente riserva vuol cssere ancor maggiore quando si Iratli di un falto die e in contraddizione con al- tri molti. ^lon devo quindi tacer un dubbio die m'insorsc re- lalivaniente all a continuita di quelle slric trasvcrsali sulle facce |)riinaric. In cenliiiaia (rindividui mi riusci di vederc di IVon- le il margine c vcdcrlo pcrcorso trasvcrsaimente da (]uellc grosse slric chc corrispondono ai raggi dclle facce laterali. Sono oggelti die Ira i microscopici possonsi riguardar come pigantcschi , c rispetto ai quali si puo ipiindi cschulcre ogni sospelto di illusionc. Ma si polrebbe supporre che in tulti tali cosi io non avessi sott' occhio che una dclle vahe lateral! e mancasse insieme alia conipagna anche I' ancllo 100 — iiiUrsli/.i.ilo. <•!' iiiili\i(liii ^i-iniiiali per il ^ia nvvciuito sloj)- pianu'nlo avrchhero pololo toglioro (|ucl (!iil)bi(). Ma cssi son rari p per la roinplica/ioiie pr()iU)lta tialla sovrapposi- /ioiic (li (piatiro \alvo siinili e diaiano non mi riusci di \w- ler (lecitlero con sicurezra sc le sli'i« si continiiino per tulla I' altczza (lol ciliiiilro, cl)e \i(ii solo oMiipio o di fronle. Rigiiardo all.i iiiiofi'uzionc del ragui, die si riguarda co- nic caratlerc spccifico, cssa non c punlo costante, e polreb- 1)0 (oiNc dipiMidi'fc dallo stato impfrlolto dcgli cscniplari. II puntcggianicnfo poi del disco coiilrale oirre coslantcnien- tc qiiella regolai ila die il Kiitzing rapprosento solamenle ndia succitata llgur.i 5.', ma ddia (piale non fa parola nclla dcsciiziono. Simiii punleggiaturc vedonsi pure negli s|)a/.ii die riniangono framme/zo ai raggi. L'apertura ccnlralc ac- ccnnata dall' Kln'cid)erg e a ragione nogata dal Kiitzing. Ilia (pialdic aiiaiogia di form;! ravvicina (pioslo genere ad alcune specie del snsseguenle, per ciii io credo che la di- slinzione sia nnicamcnte a ripctersi da (picll' importanlissi- nio caraUere deile stric Irasversali sidle facce (irimarie. 10. SuRinnLLv. >• h)Hi'vi(li(a sinr/ularia navicnlaria, >•> marrj'me slr'nila; lulus sccundarium prhufirio majus, » lliKHi 7)icdi(i loncfiiiidinoli levi ptrcursmii . " In cpiatlro disliiilc sezioni si divide (lueslo genere. Com- I ronde la prima le specie flessiiose {S. Chjpcus, S. Campi- lodi.svu.i, S. fcXHOsa, S. clegans, S. spiralis, S. flJijodo7i ), cd in vero non si sa indovinare qual molivo inducesse il Kiiizing a separarle gcnericamcnte dai Campilodisci. Non riniano di falli, a (pianto ci sembra, die il carattere dclle si tic continue sulle lacce primarie siiperiormentc avvcrlitc nel Camptjlodiscus Chjpats a distinguero quel genere. Ma il diilil'io gia esprrssj sii (piel caratleie accpiista aiicora - 101 inaggior peso (niando si conrioiitino cssi (Jainpiloilisci colle Siirirellc (Icssiiose. IN'ella S. (JampijIoJiscus il kiitzinf; rap- prcscnta (lav. 28, fi^'. LTi, c. cl.) le valve lateral! slaceale, clic (lanno peri'eltamcnlc I' iininagine di uii (>ampilo iisco, ed i cui maigiiii inclinali, vcduli di frontc ( a. b. ), mcntiscono stric Irasvcrsali siilie facee priniarie. Lc specie (S. diJijma, S. Sulea, S. licf/ufa, S. multifa- .\ciata, S. thermalis ) pill angustc ncl mezzo c!ie alle cslie- mila delle faoce laterali ( iricd'io pfrrumf/ue conslrktae ), soMd per opitiione dello stesso Kiitzin;^ cosi adini alle Siue- (Ire, che noii rimanc a dislinguerle altro caraltere, clic (pjello della loro liherla, iiientrc (juesle ullimc soiio para- site ed aflisse. Confesso non sapcr intendere [)cr qual motivo il Iviitzing divida le miniero.se specie die siissegiiono in due sezioni {ohloiKjav, elli/Jticur I. oratne). Qiiando vi fosse una difle- renza anche piccola ma costanle, essa avrebhe un valore si- stem.'itico in (piantoclio rcndereltbe piu facile il riconosci- menlo dclle specie, ma bast.i conlVonlarc fra b)ro le due specie Craticula e bifrons che figiirano nclle due sezioni, per convinccrsi che la proposta distinzione non e basata so- pra un caratlere costante. E reca veramcule sorpresa Irovare anno\erata nella sccoiula di tpiclle sezioni una specie [S. an' gutila), die manca 6 vcro dello stringimento mcdiatio, ma per somigliaiiza di forma da ognuno si giu.liclierebbe spet- larc alia sezione precedentc, die iliccmmo afliiie alle Sine- die, e nella cjuale abbiamo pure c la S. liegula e la S. inul- tifanciaiii, che mancano parimente di cjuel caratlere. Com- piciulendo (liiiKpie in un solo gru|)po (pielle due seziuni, diremo die in (piesto ha luogo quell' importante caratteie della prevalenza delle faccc secondarie sulle primarie, che, tome superiormeiite avverlimmo, forma il c mtrasto colic — IOi> — Denliciile. !Ma auclic fra qiioste iiltiinc iion ci mnnca csem- pio doir opposta condi/ionc (/). unduhilu). V. la nuova Su- rirclla Jrri7ien delP llassal ha al pari drlla J)cntt'rrt/a con- sfn'cla le faccc primaric pcrfottanicnic ir^uali in dimcnsio- ni e forma alio secondarie. Sc noii cIk* io credo die Ic adi- nit;\ c Ic dideren/c siono piiitlosto a ccrcarsi nolla organiz- zazionc interna di qucllo clie ncll' cslcrna forma, la quale non ha importanza organof^rafica sc non in quanto e indl- zio di (piella. E rigiiardo alia strnttiira, i)cnche siamo anco- ra ben lung! dall' aver dali siinicienli a slal)ilire su di essa alcun principio di classificazione, pure troviamo nelle Suri- relle, piii forse clie in alcun altro gcnerc di Diatomee, molti- plicila di organ), e complicata organizzazione. La >. sfrui- tula, dclla quale e Turpin c Corda diedero rappresentazio- ni poco fedeli ed in gran parte ideali, somministro sogget- to all" FJironhoig di numerosc e preziosissiiue osscrvazioni. Scmhra che il Kiitzing, intcso a sostenere la vegetalit.^ delle diatomee, passassc appositanicnle di volo su quosto argo- mento, c cercasse di distrarre I'attenzione creaiido nuovc specie su alcune delle svariatissime forme che la S. slriatu- la assume nelle varie sue eta e nelle e[)oche diverse del suc- ccssivo suo sviluppo. Tali possonsi sospettare le sue S. Pa- la e S. orata, come anche la S. ovalis del Brehisson, il quale fino dal 1855 avea puhlicata la sua S. hheriata (non nel '1 858), nome che quindi deve rimanere a preferenza di (|uel- lo posteriore (5. bifrons) dell' Ehrenhcrg. Anche il Bailey nolo i rapidi c vivi movimenti delta S.sln'atnia, ed io pure ebbi campo di osscrvarla freciuentemente nelle nostrc ter- nic Euganec, c potei istituire il confronto fra gli individui vivi, nci (piali si scorgc una complicazione, per me finora indicifrabile, di interna strullura, cd i morti scheletri, tjuali sono rapprcsentali dal Kiitzing. N6 qui si puo lacerc della — 103 — S. Gevniia, nclla qn;ile I'Ehrciibcrjr scopri i niimcrosi cirri estcnsihili e contraltili die senihrano scrvirle (Hiali organi (li movimciito. Semlii-a die il Kiitzins abbia vedolo qual- <:l»e cosa (li simile anche nella S. i>olta (tav. 3, (Ig. 57. L', a.). E rigiiardo alia S. (h-jiiina sono ad avvertirsi i fori lateral!, (lai (|iiali escnno. a testimonianza dcll'Ehicnbcrg, (|uci cirri, fori die seinbrano del pari dover csistcrc nclla S. fastuosa, c die ricordano (|uclli gia superiormente avverlili in alcunc specie di Epiteinie, come i cirri ricordano i cigli dclla E. ci- liala (Naviciila) del Corda. A me pare die sia dcllc Diato- mce come fii fino a Cuvier dei mollusdii, e die I'anatomia abbia ad operarc nella loro dassificazione natiirale quella stessa bcnelica rivoluzione die produsse nella sislemazione e nomenclalura dellc conchiglie. Ascrive finainu-ntc il Kiitzing alio stcsso genere Siirirel- la, qnal ultima sezione o sottogcnere (jPoc/orj/*//*), quella cbe Irovasi tanto comune nel nostro mare c percio appunlo egli chiama adriatica ,- associazione veramente singolare, poiche mentre vcdemmo non distinguersi le specie della scconda sezione dalle Sinedre che solo perche non sono alDsse, tro- viamo poi stipitate cd afllsse le Podocistidi. Ne io intendo certamcntc sostcnere dio non sieno aflUni alle altre Surirel- le, solo avvcrto quanto sieno vacillanti i principii della pro- posta dassificazione. Sembra appartcnere a queslo sottoge- nere la Podosphcnia oculata di llassal, esdusine i sinonimi. II Kiitzing annovera 25 specie di Surirdla ndle Ire ullime sezioni, e duo di Brebisson come dubbiose. 17. Bacillahiv. 5' Indiv'ulua hac'iUiformia prisinatico- » rectanffularia, linearia, prhniim in seriem rectum tahw ■• hiliim liansverslni conjuncta, dciii in sericx ohliytiin •' di/fiolti. j> - lOi — I. a singnlarita ilogli aspclti die assume I'linica specie ili qiiosto cfcnere (B. paraiioxa) c la vivacita cic'suoi movinicn- ti sono ^\\ «Ia ;;ran {einpo divonulo lainnso (Miillor). II ca- rattcrc ori^anografieo principalc die la ilislingue dalle Tra- gilaric t> (iiicllo stesso che la fa a[)partcncrc ad mi {^riippo divorso di fainiijiio, la inter rii/.ionc cioe dcllc strio trasvcr- sali nella linca inodiana dolle lacce socondarie, ci.ii si ag- giunge I'allro del parallelismo dclle primarie. L'Hassal tra- sciiro il prinio di essi carattori nella rappresentazionc die diede di cpusta specie. II caratterc fisiologico della nio- hilita del hacilli c dellc simmetriche disposizioni che assu- inono ricscc tanto piii imporlanlc, in qiianto die noo si ri- pete in alcun' altra Diatnniea. E percii) che crediamo meri- tar esso particoldr menzionc. 18. Synedra. " Imli vidua haciUaria, prinntatico-rcclan- >» gula, demon uiio vol alicro nplce adnata ; lulus sectin- » dar/um prhnnrlo aequah vcl minus, linca laevissi77ia » viedia lonrjitudiuali pcrc/irsuf/i. {Ostiolum cenlrale nul- » I'tm). " * Scaplinlaria « minular, rarissime. adnatac, laerissi- 5> f/iae (von stria tao). Le undici specie annoverate in qncslo sollogcncre non sono fra lore collegale die da caralteri ncgativi, la niancan- za cioe del caratleri di altri gencri piii o mcno affini. In gc- nerale non inanca ad esse che I' avore le facce sccondarie ornate di strie trasvcrsali o continue od interrotte per ap- parlencre alle Uenticule o dalle Surirclle. In alcuna(iJ>. (ftta- drun^/ula) ahhiamo la prcvalciiza, cai'alteristica nolle Den- liculc, (Idle f.icce primarie siillc socondarie ^ in altrc (S. rir- ginatis, S. ronstrirta) abbianio il restringimento mediano ncllc f.tcce primai ie, ch'e caratlerislico per le Surirclle del- - 105 — iii scicoiitla sczione. (]osi pure nnn nianca a lulte esse spe- cie die I'aporlura centrale per appaitetiere alle iNaviculc o agli Acnaiitidii {S. liidsolcttiana). iNe certaineiile e a clirsi ciie la prescnza o la mancanza cli (piesti caralteri sia di po- c.i iiuporlaii/.a, solo e da avvcrlirsi che anclie coi plu forli iiJC^randiiiuMiti niicroscopici c alle volte iinpossihile il deci- dere con certez/.a se v'abbiano o no le strie trasversali e le iipertiire mediane. ** Echinaria: » laevisslmae detnii7n offixae ct plrridn- » (jite rudialiin ag(jre;/atae ». Le diciasscttc specie compresc in (piesla sezione non differiscono essenzialinente da (pieile della precedcnte se non per csscre adlsse. Molte sono altenuale alle cslrcmita anclie delle facce primarie, ma tpielle che niancano di (juel carattcre {S. (oiipUirvphula, S. Icnuissima, S. Icnuix) han- no grande analogia di forma colle LMnarie. Abbiamo ancbe in (piesta sczione delle specie curve nelle facce secondarie (S. curvnla, S. Arcus), e nolle primarie {S. Iioiarix, S. bilu- naris), che somigliano alle Eunoziee ovvcro agli Aciianli- dii. Da lutle poi si distingue per le estreniita ingrossate la iS". arnpliicephala. *'* Vhiariu ; ■>■> (ifjixcic, flabdlatim disrupkte, in latere » sfcnndario cxccplo medio subhliter transvershn striatae.» ncnclK' le ventiipiattro specie di (piesta sezione non ah- biano di conuine die il caraltere generalc di tuttc le Sinc- dre, la forma bacillare e la mancanza di apcrtura mediana, pure troviamo fra esse annoverate delle specie senza at- lacco {an/ioricana, sii/i/ioideu. irrf/iicitlaris), e anclie nian- canti delle caratleristiche slrie (rert/iirularis), e cio pcrcbe lo spirito sislematico non ;^iunse a tale tia separarle dalle allrc specie, colle (|iiali lianno nel limaninte la maggiore I'linila. R riguardo alio i>lrie trasversali, «iuel caraltere dcl- r. 14 - ion — la loru int(>n'ii//ione ncllu linca meiliana, ciie iion sol.nnetitc e ;iv\c'ilito iii'lla (Vase dclla sczionc ed in (|iiflla ilcl gciic- 10, ma c allelic preso a base Ji classificazioiii; nella ilivisio- iie priinaria viollc DialoMioi; iion vitiate astomaticlic, inaiica cvidenteinenle in l)en iijolte specie {.prac f/iorsa, aet/uali's, mesolepla, I lua, dunica, sphndnis, (innorirana, xiijmoi' dva, scaltirin), nello (|uali ijuelle strio sono continue come nolle Denticule, Si confronti colle siiccilate specie la D. oh- lonrja. E per altro da notare die (piantunqiic le stric tras- versali siono in (piolle specie continue, come csaltamenle le rappreseiilo il Kiitring, pure rimanc visibilc la caratte- ristica linoa mediana diat'ana quando 1' oggetlo si allontani lino airuliimo eslremo dal microscopio, il clie appalesa do- versi essa ad un soico longitudinale die attraversa tutte le strie; e per giudicare della sua profoudita convcrrebbe che fosse microiiietrica anclie la vite die imjirime (juel ino- viinento o al porta-oggelli o al corpo del microscopio. An- che in un frammento che accidentalmente prcscnli ia sezio- ne Irasversale di tali Sinedre e visibile quel leggero solco. Tipo di questa sczionc e la S. Ulna, ed al pari di essa mol- te allrc specie {acula, oxyrhrnchus, a?nphirlnj7iclms, ra- len-i, arf/ioricufid, sigvioidea, vcrmlcidaris) hanno le facce primarie porfi'ttamento linoari ; ma altre invece hanno le cstremita di (piclle I'acce attenuate (dcbilis), come la mag- gior parte di (juclle della sezione preccdente; altre solamen- te rotondate [/)rae7/ini\sa, xpeclabilis, scalaris), in opposizio- ne a quelle molte die sono ristrette nel mezzo e cuueale a rovescio e Ironcate alle estremil;^ [lanceolnla, mesoleptn, at' f/tialh, vilrea, duiiica, splriidcu-s, hirrps, rapitata). Fra (|ue- slu ullimc, tre ne abbiamo [danica, biceps, capilata) che, per r iniportante caratlere dclle estremita capitate dclle facce secondarie, hanno somiglianza colla nuiphircphala della se- — 107 — zionc prcco.Ionte. E come c dclla niair^ior [)arle delle spe- cio (li (nioll.i sczinno, cosi c pure fli alcime comprese in questa (jiofata, Martensiana, Jaurheriae), che la loro for- ma c tanto somii^lianlc alle Naviciile fla non restarc a di- stin^uerle die la maiicanza dclla apcrlura cenlrale. Final- mcnte non mancano neppurc in questa sczionc specie piii o mcno curvate. Quelle che sono curve nelle I'accc seconda- rie {vusolepla, hiceps) si potrchhero riguardare come somi- •jliaiiti alle Eunozie, ma csscnzialmcnlc ne differiscono per I'allacco. Quelle iiivecc che lo sono nelle [)riinarie [Vina /3. Icrgeslhiii, nrmoricana, sigi/ioidea, vti-micularit) non lianno analoi^o che fra le Acnantce. Rispetto alia ..V. Sigma avverle lo stcsso Kiitzing il sospetto che appartenere possa alle Rafidogloce. **** Tdhuluria ;n sttpili horlzontaliter cresccnii affixae, labnlathn clisruptae. n Due sole escluse (iS'. Gaillionu, S. Arms), tutte le al- tre s[)ecic (9) di questa sc/:ione mancano di slrie tras- vcrsali, e tultc hanno la forma lincarc leggermenle at- tonuata alle eslremita nelle facce priniarie, che abhiam nolalo in molte specie delle sczioni preccdcnti. Importan- tissimo poi sotto all' aspelto organografico e il carallere distintivo di questa sezione, lo stipite cioe sul (|uale cresco- no a I'lanco 1' un dcIT allro c conligiii i bacilli. E per que! carallere che sembra appartenere alia S. Arcus, la specie de- scritta e llgurata dall' Hassal sotlo al nome di S. lunaris, se pure sono due specie dislintc. ***** Grallatoria ;■)•> stipile clongato saepe ravioso, ha- » cillis plenimqut geminatis levihus ». Fra le sei specie di questa sezione, che per il portamen- to vivamente ricordano la faniiglia delle Licmoforee, due sono pcrfcltamente linear! nelle facce primarie (5. enjsinl- — los lititi. S. (/i'jnnlcii). ('nlti//{ cov>iiilis, dr- •• )nuin il ism pi IS rl anijitlis n//rn/is rnliaiirulihns. ••> (1IlriTlu« por il caraltorc dclla sozionc, chc acccniia ad una analogia coi Dinlot/in. \i\ sola specie die \i figiira [S. r/fwpffis) dillVrisct' da ImUc Ic altri' Sincilio per Ic eslrc- niita timu'sccnli e rolond;itc delk* facco priinarie. Da (piosto ia|)i>l<) esamc dollc so/.ioni, nolle tpjali so- no riparlile lo sollaiila specie di Sinedi'o, ciii il Kiitzini; allre scllo ne ;ip;j:iunj?e come incerte, si rileva chc rawi- tinanioiili ben diNorsi si potrel)bero isliliiire (ra esse, e die, so nolla ma'jfgior parte una o\idente sonii;j;lianza di forma semlira indicare nn prenerc ben distinto, in uiollc si li- le\ano pure indizii di somislianza con generi c famiglie alT.ilto di\crsc. Oobbianio (|uindi ripotere anclic in qiiesto caso, die nella inancanza in cui siamo di dali per giu- dicaro della importanza organica dei carattcri, e nella ne- cessaria ai l)itraiieta di scelta che ne /i(/ur ronxlrirlnr) ili ////?c/m/) maiica anclic I' ultimo caratlerc dislintivo die rimarrehbc (IcH'esscr afTisse. \a: faccc clic nelle Sincilre tuttc sono vcraincnle ridottc alle minime dimcnsioni, sono le due die nelle Snrirellc delle idtimc diKJ sezioiii {oh/on- f/ae, ovalae I. elliplicMc) e nel sottoircnere Podocysf/'s ri- man!»ono ancora niolto cvidenti, cioe Ic faccc Icnninali. Osserva il Kiitzin'* chc in conronnita alia forma appianata delle Snrirellc el allnngata delle Sine Ire, anche '^li inte- ranei si dispon{»ono lateralnjcnte alia linca mcdiana nel- le prinii', e si accurntdano alle estn-mita nelle seconde. Qnesto acciimnlamento pcro non awienc die dopo la tnortc. Quando son vive, la sostanza colorata interna e d'ordina- rio cnllocata Innjo i due latl didle faccc primaric come nelle Surirclle, e liingo la linca mcdiana delle lateral!, o alle volte luniro ai due lati anchc di esse e ipiindi in quatiro od otto lohi distinti. In qualclie specie c dispn- sta a fasce trasversali siinmetriche cd etpiidistanli. IN'el- la re;;ione cenlrale spcsso v'ha un' area diafana, cd al- tre rnoltc varieta si riscontrano, le quali sono ben sufH- cicnti ad indicarc una com|)licata or^anizzazione, ma non si saprcbbero convenientemente intcrprctarc. Finalmentc non si deve passare sotto silenzio 1* imptrtante condizione orqanica di due linee lon^itudinali molto distinte su cia- scuna delle faccc primarie, terminate ad amhe le estre- mita in piccoli fori, condizione dal Kiilzin^ diiaramcntc — HO — rapprcspnt;il;i in diciasscllo specie, cchc nello minori si puo SJippnrro lr;iscni';U;i otl .inclie inosscrvaJa. Paragon;m(lo fia loro i (juattto ^cncri ( Ca/z/pvlo- discus, Surirella, liucillaria, Synedra), ciic coslitiiiscono la famiijlia dolli' Surirelloe, facilmcnte si rilcva die i tliic ultiini ossonzialmcnlc non si allonlaiiano dalle Fragilariee die per il caraltcrc dclla intcrruzione delle strie; e i due priiiii, (loviando sensihilmcnlc nolla sncccssione dclle spe- cie dalla ligura circolare delle facce lateral! o della sezio- nc trasversale, slabiliscono un passaggio fra Ic Melosirec ed il grijppo formato da qiici dtie gencri insieinc con le Fragilariee c Ic iMeridiee. E impossihile quiiiJi stabilire un caraltere organografico che lutta abbracci la famiglia e ne rapprcsenti astrattainentc il lipn. Che anzl restringendosi i dali organografici che abbiamo al prcdominio di uno o {'altrn pajo di faecc opposte, noi troviamo in questa fa- miglia insieme iiniti due tipi alTatto divcrsi : il prcdominio delle facce verticali (priniaric c secoiularie) colla massima riduzione delle terminali (inferiore c superiore), (juale lo abbiamo pure nelle Fragilariee c nelle Meridiee, ma senza prcdominio dclle primarie sullc latcrali come in (pielle ; c prcdominio bensi delle stesse facce verticali ma con ri- duzione minore delle terminali e prcvalenza delle latcrali sullc primarie. Qual valore poi abbiano cpiesti caratteri, in quale corrclazione cioe essi sicno coll' interna organizza- zione, io non credo che nello stato attuale della scienza lo si possa decidere. Insieme unite le cinque famiglie (Funoziee, Meridiee, Fragilariee, Melosirec, Surirellee), c distinte in due gruppi secondo che hanno le strie continue (trc prime) od intcr- rotle (due ultime), costituiscono I'ordine dclle Astomatiche, ~ m — inancanli cio(; di iiii carattere die si riguardii come essen- ziale dcH'ordinc segucntc, 19. CoccoiVEIS . " Individua iinrjularia, depressa a » latere secundaria elliptica, demum adnata sessilin. » La forma j^encralc dclle (Joccorieis c quella di un disco di figiira clissoidca a laccc piu o mcMic) esaltanientc parallele, piarie o loggcrmenlc curve. Corrisponde (juindi a (piella del C;mijiilnilischi e delle Siirirelle flessuose, perche ul pari che in tiiicllo sono le facce secondarie che prcval- gono sifTattamenle da essere ridolte le priiDaric al senipiice margiiie. E ciie sieuo (juelle le facce secondarie lo si rico- iiosce per le slrie trasversali o raggianti di che e in molte specie ornata la siiperiore, per il foro cenlraie deila inferiore, e per la divisione die si efTctlua parailelainente ad esse e norniale alia fascia niarginaie che rapprcsenla le facce prinjarie. A differcnza poi di tulti i generi fin qui esaminali e appunlo con una di quelle facce secondarie the le Cocconeix aderiscono alio alghe filiformi sulle ([uali vivono parasite. La loro somigliariza (piindi colle EpitenWe e soltauto apparente. Gl'individui moltiplicali per isdoppia- nientu ben presto si rendoiio libori, raro esscndo di trovarli geminati, nia tosto aderiscono parasitamente alle alghe e vi si adunami in niimerosc coorti. Quelle in generale di accjua dolce sono pcrfettamcnte liscie. E notevole nella C. Pidicul/ts [C. Ki'itzi/ii/ii, Hrt'b.) la forma conico-tron- cata, non avvertita dal kiitzing nella frase e mollo mcno nella figura, per cui, prima di chiedergli il suo parere sui mici esemplari, credcvo Iratlaisi di specie diversa. ^e pro- >iene che nello sdoppiamento P individuo superiore riesce minore dell' inferiore. E da <|uella stessa condizionc pure proviono che, ({uando e seuiplice, il niargine apparisca bi- — tlL' — lincalo, come il KiitzinLj lo rapprcscnlo, e trilinealo invccc, come lo stesso Kiil/.iiv^ lo dice nelhi liMse specific;!, allora solamcnle die e in corso lo sdoppiamcnlo. Le specie marine presenlano siilla faccia superiore clc^'anlissime stric tras- versali i,'ianiilale, le (piali o no alliMvcrsano scnza inlerru- •/.ione lutta la larghe/.za o in adiano da una linea mediana o da iin'area ccntralc. Solo in poche specie le slrie sono lonu'itndinali oconciMUiiche c fU'ssnose. Lcgi^crissimi poisono gli ulteriori caiaHeri pe' (piali si dislinguono Ira loro le trciUaqiialtro specie di questo elegantisslmo gcDcre. 20. DoRVlMioiu. " Individua siiKjularia (lcpn's.sa;a }> latere secunJun'o [reyulariter ptinclnto) clliptico - lan- j' eeoluta, stipilnta. » Mancano all' unica specie di questo gencre (£>. amphi- ceros) i principali caratteri della famiglia. Fissala merce uno stipite per una delle sue estrcinita , c niancantc di apcrtura centrale nolle I'acce secondarie, essa non dilTerisce dalle Surirelle che per la coniinuita delle strle trasversali. Rimiardo all'ai)crtura centrale avvcrtc il Kiitzint* ch' essa puo niancare anchc nolle Navicule stcssc, e mancarc in alcuni individui mcntre e visibile in altri della mcdesima specie. E so di un tal carattere e basata la distinzionc de- gli ordini. Con maggior diritlo e coll'appoggio di nnmcrosi fatti lo posso asserire die la coniinuita delle strie si ha in ben niolte Surirellec; e (piindi io riguardo la Doiifora come adine a (piolle, e particolarmente alio Podocistidi. Inlorno alia famiglia quindi delle Cocconoidee non si ptii) die ripelere quanto si disse del genere Coccnneis, pre- sent.irsi cioe in esso un nuovo lipo di organizzazione, in cio sommamenle diverso dai precedcnli, che la temnogenesi vi si cfrcllua Irasversalmcnto alia direzione del corpo anzi- — iir> — ch(; vcrticalmcnlc, avulo riguardo al piirUo di attacco, cioi con altrc parole, che in csso divcntano iufcriore e supcriore le facce che in (inclli erauo lalcrali. 21. Acin,VNTiliDiUM. » Individna si'ngularia vel bina- j> ta, libera {nee adnata), a latere primario linearia rjenii- » flexa. " Posto anchc fosse dimostrato, che nelle specie di que- sto prcnerc (A. microcephahi.7n, A. dcUcatulnm) esistcsse ])Ositivaincntc ra|)ertura mediana in una delle facce lalcrali c non nell' altra, e die alle estrcniita delle facce primarie csislessero i due forellini, come c asserito nclla frase dcir ordinc e in (juclia della famiglia, restcrcbbe ancora a decidere sc la promiscuilii di que' caratteri con altre fami- glie, e la loro incostanza lasciassero dirilto di fondare su dati cosi leggcri e cosi incerti un dislinto genere. E anche qucsto un tentativo sisleniatico, che iioii e sulficicntcniente jippoggiato su basi organografiche. 22. AcHlTAlVTUES. J5 Individua solifaria vel binata icl « numerosa, in f'ascias plus minusve elotifjatas transvcr- n saliler C072Juticta, stipitc laterali. » Per la mancanza delle strie le trc piinic specie (//«- •nutissima, exilii, pf/rrula) prescnlano grande analogia di fonna col genere precedcnte. In una di esse {parvulu) man- ca la caratterislica piegatura a goniito, per cui essa riesce soniiglianlissinia agli Odontidii ed ai Diadesmi. Le altre dieci specie {xtriatar) non dilferiscono fra loro che per leggeri caratteri. Oltre alia difTorenza organica fra le due facce sccondarie, la coslante apertura mediana della inferiore o ventrale (Ehrenberg) , e oltre al process© dello sdo|)pia- nicnto, che nelle Acnantidi si piio forse meglio che in (pia- K 1 :^ — \ \\ — luiiqiic ;illr;i Dialoinca slmliaro in tulli i siioi ilclta^Ii , nu'rila poi ct)nsiileraxione particolare lo slipilc. La sua costaiilc colluca/.iono palesa clio Ic Acnaiiluli souo ailcieiili con una ilcllo estrcmiti\ al pari dclle Surirclle, e la inser- zione ilollo stipitc licscc ol)li Icnata. " II coraltcre csscnzialc per cui I'unica specie {C. Agar- c/.'i/i) geiiericanicnle differisce dalle Acnantidi, sembra in- dicarc die in (piesla lo sdoppiamcnto avvenga promiscua- nicnle si nell'individuo infcriorc die ncl superiorc. Le se- rie coslituite da individui solitarii si possono riguardarc originate dallo sdoppiamento successivo del solo individuo superiorc o dorsale. Lo stesso pure puossi supporre per Ic serie d'individui gcminati alternalivanientc congiunti, ma (|uando la congiunzionc e unilateralc, e ainmissibile la snp- posizionc clio dopo avvenuto il piimo sdoppiamento, il secondo si effettui nell' inJividuo inferiore, e ncir infcrio- rc pure si ripcta nci successivi membri della catena. E da — 115 — iintarsi die variano grandeinentc Ic dimension! nei va- rii individui , ma si conscrvano costanti in tutti quelli dclla medosiina serie. Gli eseniplari della Cajcnna parasili sulla Poly.sipho7ii(i sulitilissima , insicnic alia Podosijra Montagnei ed alia Odontdla poJtpnorpha, differiscono da- £^li adrialici per la curvatiira maggiore e per le stric tras- versaii molto piu pronunciate. La faniiglia dclle Acnantee si distingue da tutte le altre anchc per la coni|)licata struttiira del guscio. Le facce pri- niaric, dice il Kiitzing, sono formate di tre pezzi, due late- rali Irasversalnientc striati ed uno mediano percorso da due slrie longitudinali alle cui estremitA corrispondono i forclli- ni terminal!. Ogni individuo quindi risiiUcrebbe fornialo di otto valve. A me pare invece che ((uclle porzioni laterali trasversalmcntc striate non si possano in modo aicuno di- stinguere dalle facce secondarie, non esscndovi no canto ne connettitura che ne indichi la siipposta distinzione. Bensi trovo che le due meta di ciasciina faccia laterale sono fra loro inclinate a guisa di tetto c facilinentc si staccano I'lina dair allra. costituendo cosi, insieme colle due primarie, al- nieno apparentementc, sei valve. E poi sommamcnte no- tabile r appcndice interna in forma d' imbuto die accom- pagna 11 foro cenlrale della valva inferiore. iii. CvMBELLA. » Individiia sol i tar i a vrl gcminata, li- j» bfra [nrc adnata, nrc incltisa), curvata inaequalia ; la- j» terr pritnario altera {inleriori, rc7itrali) angustiorl, alle- >■> TO {exteriori, dorsiiali] latiori ; lalcrihas srcuridariis ar- " fjualihvs [transversi/ii xiriatls) ,- osliolis 7?iediis margina- j> li'hux approximatis. n F per la forma generale e pel parallelismo delle cur- ve facce primarie e per 1' inclinazione dclle secondarie e — NO — per 1:1 so/iorio tr.is\ors;i tiiipe/onlalo e per 1« in;inicr;i d' ;ittai;co (|u;niilo sono parasite (C. IW/'cffhis) Ic Ciinbcllc so- 110 soniiglianlissimc alle Kpiteinic. Ksscnzialmentc no (lifle- riscono per i due fori collocali alia nicta del lato inferiorc delle facce lateral! e percio siiratlamente awicinali Ira loro che nelle posizioni oblique seinbiano fondcrsi in uno solo, Hanno inoltre distinta apertura ad ainbediie Ic cstreinila. La ililTicolta di rilevare cpiei caratteristici lori nelle specie pill mioiile rende incerta la colloca/.ione gcncrica di alcnne fra le qiiindici specie annovcrate dal kiitzing. 25. COCCOA'EMA. -'' Indiridiia solllarin vvl rjrmiyiala ■ 1 St i pi lata, cactcris ut in Cijvihclhi. » Senza occiiparci del valorc generico del caralterc che nianca in sei delle undici specie ascritlc ai Cocconenii, qucl- lo die sonimamente interessa c il considerarc che nientre una (pialche Cimbella aderisce parasita ai corpi sommersi colla sua faccia vcutralc al pari delle Epitemie, i Cocconemi invcce aderiscono niercc lo stipite con una delle estremitA. Sc nc deve dedurre die il lato aderente puo csscrc indiffe- rentcmente cosl una delle faccc primarie, come una delle secondarie (Cocconoidee), come fioalmente una delle estre- niifa? Ovvero si deve riguardare 1' adesione come caralte- rc primario nel giudicare la corrispondenza organografica delle varie facce dei different! tip), e subordinarvi gli altri carattcri, tpicllo pure compreso del dimozzamento che si cffcttua era normalmentc cd era parallelamente a quella faccia? Ed anche ammesso il prlmo caso non si deve alme- no attribuire a (piel carattere un valore superiorc a quello della osistenza o mancanza, quando alrneno sono dubbiosc, delle aperture centrali c terminal! ? fmalmcnte quell'ade- sionc dell' unica specie di Cimbella che si dice parasita (C. I ~ 117 — Prdic7t/ti.s) non c cssa die npparenlemeiile vcnlralc come allc volte apparisce nelle stesse Acnantidi? iif). SyacycLIA. »j7idiv/(/t'fi rijtnbilli/or//ii(i. tmnfirerm- n tilir in jiiscias circulariter incurvatas connuta, in .sab- >f slatilia fjclinea violli nmorpha nidulantia. » II ;»cnerc Sinciclia [S. Sul/jn, S. (/natcmftria) rappre- scnla fra Ic Cimbellee il gcnere Eumeridion ncll'ordine (Id- le astomatiche, la l\pifhrt)iia cantata nclla famiglia .lellc Eii- nozicc. Ocelli (pialvolta Ic faccc laterali sono fra loro incli- nate per la diversa estcnsionc delle due faccc primarie, l' associazione scriata non punssi formare che circolarmente, come si cffctUia circolarmente o almcno a curve ncl piano deH'associazionestessa ogni (pial volta le fuccc primarie stes- se sono cuneate e la converf^enza quindi delle laterali e ver- so una delle estremitii (Meridian, Odontidium, Diatoma). 27. EjJCYOiVEMA. j> Cij7nhdlae lamjitudinaliter seriatae, y> tvbo geh'neo stmplici tenerrimo molli inclusae. « II tuho gclatinoso nel (piale sono incluse le Cimbclle rife- rite a (picsto s^ermrc {II. pfirado.rm// , E. prastraluf/i] potreb- be forse paracjonarsi alio slipite dei Cocconemi, e servire cosi a spiegarc I'oriirine di (jucllo. Si verrcbbe con cio a suppor- re che lo slipite rappresentasse il sacco gclatinoso enlro al quale si sviluppa la Cimbclla. Di lutta la famiglia delle CimbeII«e {C\jfnbelln, Cocco- nema, Sijncijc/ia, Enctjonema) si puo ripetere quanto su- periormcnte fu detto del generc Cimbclla, poiche la distin- zione de' gcneri e appoggiata a caratlcri unicamente acces- sorii. Giova qui [ler altro riferire quanto dice il Kiitzing del- ta interna sostanza. Essa e disposta in due lamine distese sulle facce laterali, le quail presentano una smarginatura — lis — incJiana in corrispondcnza al lalo convcsso c snno hisioine collegate da iiiia sottile incml)ranclla Irasvcrsale. 28. SpHEXELLiA. " ludiriiiiia a lulvrc primnrin cuuea- » t(i, lihera, ?icc slipliala, nee affixa, nrc .suhslaulla (/di- " neii cQinvntni involuta, « Le Sfcnelle non diffcriscono dalle Navicule die per lu forma ciincata pcrfottamonte simile a qiiclla dci Mcridion, per cui anclic Ic as<;ocia7,ioiii \S. angustaiu) iie riescono fla- belliformi o quasi clrcolari, ma dilTeriscono poi dai Mvri- dion slessi c per il foro centrale d'amhcdiie Ic facce secoii- darie c per 1' intcrruzionc dellc strie trasversall dclle facce stesse (5. glacialisy S. vulgaris). La somii^lianza maggiore (piindi rimane coUe Navicule, e i caratteri distintivi sono co- si Icggcri, die almeno per due [S? parvula Si Jjcnorman- dii) (Idle scHe specie rimane incerta la collocazione gene- rica. 29. GoMPHO?iEMA. " Indiiidua stipitala ajjixa a latere » primario cuncata, a latere .secnndario sursuiu dllatata. » Come i Cocconemi dalle Cimbelle cosi i Gonfonemi non diffcriscono dalle Sfenelle die per lo stipite, per cui vennero riferitc ai Gonfonemi specie die prima si riferivano alle Sfe- nelle {(r. olivnceuf/i), e riguardo a dieci delle trentalre specie di Gonfoncma rimane ancora dubbio se riferir pliit- tosto non si dcbbano alle Sfenelle. Indipendentemcnie pcro dal valorc chc piio avcre la presenza dello stipite come caratteic generico, importa considerarlo sotto I' aspetto organologico. II Kiilzing suppoiie chc i Gonfonemi sieno dapprincipio liberi come le Sfenelle e soltanto piu lardi s'afTissino merce la sostanza (gelinea) dello stipite, che, a suo credere, essi secernono dalla estremitji inferiore. Nessuna — M9 (lirclla osscrvazione confcrma qucsta ipotcsi, cd e almeno con ui^ual diriUo ammissibilc I'altra die le Sfenelle sieno ncl pi'iiicipio al'fisso al pari dei Gonfoncmi e si rcndano libere da poi, L'Ei»renI)Crg dice die i Gonfoncmi possonsi rendere liheri c nuovamentc adcrire. La circostanza poi dclla cavita tubulosa da cui, a tcslimonianza dcllo slesso Kiitzing, e pcrcorsr) quello slipite, c della laccrazione che si opera in (jiiel lubo, quando all' alto dello sdoppiamento, i due niiovi inillNidui 1' un dall'altro si allontanann pro- ducendo le dicoloniie {G. capitnhirn), se in (lualche niodo puo pure conciliarsi colla idea di una semplice secrezione, corfo quadra mcglio coll'opinione csscre lo stipite dei Gon- foncmi, al pari che quello dei Cocconeini, paragonabile al tubo degli Encionemi, e come quello susceitibile di ac- cresciinento suo proprio e dotato quindi di vi(a. Che poi lo slipite slesso possa fendersi dall'alto in basso per pro- durre le dicotomie, come vuole il iviitzing, resta ancora a dimoslrarsi. Riguardo alia forma dei Gonfoncmi poche cose sono ad avverlirsi. Le loro facce primarie sono costante- mcntc cuneiformi troncate. In una sola {curvatnm) sono cui'vale. Le secomlarie sono obovalo-aculc nelle prime un- dici specie; cllitlico-lanceolale in (piattro {dicholomiim, affi- ne, iniricnturn, lanceolatwm) ; dislinlamenie capitate o piu o meno panduriformi nelle allre tutte. 50. SpHEiVOSiRA. r> Individuo in filwm com p] ana turn n aiirrfin ncttim arete conjunctu, a latere secundaria r> a/)icil)ns inaei/iialibus ; ostinlo inedio distincto. " Awcrle lo slesso kiitzing che 1' unica specie di que- slo gcnerc {S. catena) afipartienc piuttoslo al gcnere Dia- dfsiNis della scguenle faniiglia, pcrche (luanlunque abbia gli apici delle facce secondarie ineguali, manca del caralte- — 120 — rc costantc in Uilte le Goiironemee delle laccc priinnric cuncifonni, monlre vedcmmo csscre rappresentata la forma associata dalla Sphrurllii anrjuslaia. Lc Gonfonemce {Sphrnclla, Gornphonema, Sphcnosi- ra), dice il Kiitzing, hanno rapporti di somiglianza per la forma c lo sviliippo colic Licmoforcc. Se nc disliiic^uono per la mancanza ilcllo vitle e la prescnza del foro centrale nelle faccc laterali. La sostanza interna e disposla in due lamine dislesc snlle faccc jiriinaric: all' opposto (piindi di oil") che avvienc nella prcccilenle fainiglia dclle Cimbellcc. L'Ehrenberg avverte anclie dcgli spazii vcscicolari inco- lori. IVon e poi ad omcHcrsi chc anche nellc Gonloncmee lc facce primane soiio [)crcorsc dalle solitc due strie longi- tudinal!, terminatCj alraeno superiormcnte, in distlnte aper- ture. 31. Navicula. " Individua singularia libera, regula- « r/fl, rectarirjula, pristfiatica ; ostiolo medio rotundo, aper- n turis ienninalibiis distinctis. ?» In questo gencre che e il piii ricco di ognl altro in ispecie, cd c lipo della famiglia piii ricca di tuttc in gcneri, per cui alcuni adoUarono per I'intera classe il nome di Na- viculee anziche quello di Diatomee, e costante caraltere la simmelria cosi di ciascun paio di faccc come delle due estremita. Questo stesso caraltere lo ahbiamo veduto, con qualcheecceziono, nella famiglia dclle Fragilariee e piu anco- ra in quella delle Surirellee. Ma da cio ne viene che in alcuni generi (Denticula, Synrdra) o in alcune specie [Stirirclla) di quelle, si debba aver ricorso ad altri caratteri per fis- sare la distinzione, e tanto piu che le forme sono allc volte somigliantissime. Questo carattere essenziale o quello del- r intera famiglia, la prescnza cioe di un' apcrlura centrale 121 - in aiulieiliie Ic liicci! sccomhiric. Quel CiiiMUcrc \h'v .illro niiinca in (|iialclic specie til Navicula {()x{ipli{ilhnn, rit/pi- na etc.) c'd in alciino dei sencri susst'mioiili. cti il kiitzing slcsso avvcrle linscirc allc vollo dillicilissinv) rilevatc il loro per la sua niiimtez/.a , e niancare anche in alciini individiii nitMUre in altri dclla stessa specie e evidenle. Sen- /.a (piin, G; lav. i. fig. -10, -f:; ; tav. 30 liir. 47) della ISavicnla riridula, die saggiainenlc liloiisci' all.i specie mcflcsima, l)cnche la pro- poiziono fra la larghezza c la liin.i,'lic/7.a, il grado di conver- genza del lati,e la sporgenza del ventre noii siano certanien- le iigiiali. Si confrontino Ic trc figure (tav. 3. fig. 57. 1, 2, 3) della ISavictila nodosa, e si vedra in una di esse (2) un rigonfiamento mediano che manca nelle altre. Certo trovia- nio difi'erenze niolto ininori confrontando specie a specie. Che se guardiamo alle diniensioni, solo di (pialche specie il Iviitzing avverte e figura i due cstrcmi di grandezza, come a mode d' escmpio della N, atnphiiibacna (tav. 3. fig. 42). Per ie altre si contenta d'indicare la grandezza massima. L' Ehrenberg invece avverte anche I' estrcmo della piccio- lezza die gli venne latto di riscontrarc, e, figurando esatla- menlc Ie forme intenuodie, pone in evidenza i caratteri spe- cifici che rimangono indipendenti dalle variazioni indotte dall'ctii e dallo sviluppo diverse. Traitando dclle dimensio- ni di questi esseri microscopici non posso a meno di addur- re alcune osservazioni. Intorno ai metodi di micrometria dottamente disserto il Mohl mostrando il comparativo gra- de di esattezza a cui essi possono arrivare. Kisiilta da quel confronto essere piu osatto e sicuro d'ogni altro (luello del- ta camera lucida, die io ho sempre trovato anche di ogni al- tro il piu comodo. Prcso un micrometro di vetro (di PJos- sel), ove un millimctro e diviso in cento parti, nc copio col- la camera lucida I' immagine, ripetendo piu volte V opera- zione per assicurarmi ddl'esaltezza ddla oiia copia. Benche cseguili con eccdlente macchina, i segni del diamante non sono mai perfcttaincntc e(|uidist.inti, c sono poi sempre troppo grossi per cscludere Ie piccole incsatlezze. E peido che si rcnde necessario un gran numero di tentativi per olte- — r2i — lU'Vv iiii.i siiHiciciitc ;i|>|l)liiotli\ i, colla stcssa c.iinci-a liicida ealla stcs- sa distan/.n, o niisuramlola snpra tuia scala niclrica nc oUcn- go con facile ridnzione li> corcatc diniensioni. K [icr abhre- viafc r.icilitarc la licorca, costruisco siilla copia del micro- metro una scala docimale, nclla qtiale posso spiniicrc Ic di- visioni, se rinsfraiidimcnln airiva anche solo ai 600 dianie- tri, ai dociinilliniillinictri. e laccndo sii (|(iella cadore V ini- maijino colla camera Uicida, la lio inimcdiatamonte niistirata. 10 mi sono costniito per ojniina dollo comhinazioni del mio microscopio una di sirfatte scale o posso cosi colla scmplice applica/.ione doll a camera lucida misurare (piahintpio nG IS'in'icula lunpli'whiirni l",liiciili. — — Ktz aG" r420> ng..u-i Ktz. 0,021" (Y) Nnviiuln cuspifhitu Klirciil) Klz. .5- 1 fig. del Ktz. 0,0242" (^) Ntiyicula appendicxilaUi . Klz. /,— . . 54 fig. del Ktz. 0,009-)" l-^-J Navicula viridula .... Ktz. 3*-— . ■ fig. del Ktz. 0,0192" Z^) Navicula gracilis .... Ktz. -,—, . ■ fig. del Kiz. 0,0207" (— ) IViiviculd niiijof .... I'.lircnl). — (i'" Ktz. ^4 fig. del Ktz. 0,0548" (^). Navicula obhnga . . . i . Eliicnl). — — : . Kt? 420\ fig. del Klz. 0.0460"^-^-) ().07(-i'" 0.100'" 0,070'" — 0.10//" 0,050"' 0,070'" 0,155'" 0,087"' — 0,11 !"' 0,0576'" 0,027'" 0,057'" _ 0,050"' 0,022"' 0,047"' 0062'" — 0,084"' 0,0457"' 0,054"' 0,076'" — - 0.1 '/" 0,049'" 0,255"' 0,555"' 0,222'" - - 0500"' 0,150'" 0,155'" 0,1 06'" 0,180'" — 0,246'" 0,110"' — 127 — Risiilla (la qucslo (jnadro die le cifre del KUtzing espri- inono in fnizione di linea (egiiale a due milliinctri) le misu- re in penerale alqnanto esagcratc; non qiianto per altro "Hiclle dell'Elirenbeig: c le figure riescono alquanto minori del vero, lo die si puo conciliare supponcndo die per eco- nomia (pur troppo eccessiva) di sfiazio non abbia prescelto di figurare gl'indiviihii niaggiori. Aggiiingo a niaggior con- fernia la misura delle strie die ornano con costante propor- zione i gusci di alciina specie. NcIIa TV. viridis ( vindula Ehron. non Ki/.) rKlironbcrg dice comprendersi d5-15 strie in l/lOO di linea, c KUtzing iS-M. lo trove costantemente sciic ili quelle strie in un centiniillimelro, settanta in un deciniillinietro, e quindi coll' ingrandimento di G8G trovo fra una slria e I' altra 0'*,00()i)8 colla piu scrupolosa esat- tezza. Piiro interrogate direttamente il Kiitzing egli gentil- nienle mi rispose scrvirsi di un micrometro di Plossel se- gnato sul vetro, in ciii (piale la linea di Parigi e divisa in 50 parti, micrometro sul (piale egli colloca I'oggetto ogniqual- volta vuole prenderne la misura. E nello stesso tempo mi fa- vori anche I'immagine del suo micrometro rappresentato con un inu'randimonto di cento diametri. Ora in qucsto disegno oirni divisione, cb'e delta Cijuivalere ad 1/50'"" di linea, e = 0",00i98 ; risulterebbe (piindi una tal linea = 0",00149, cioe di poco maggiore della mcla dclla linea di Vieima ch'e=: ()",00'jn58. Finalmente non posso lasciare I'argomenlo delle dinicnsioni scnz'acccnnare ad un'allra osscrvazione. Esami- nando moiti individui dclla stessa specie se ne trovano e di grand! e di piccoli in atto di sdoppiamento. E so ne trovano accumulali moIti dclla stessa grandezza, qualunque cssa sia. Sembra qnindi che lo sdoppiamento avvcnga in qualunijue eta I'lirc mi sembra die quanto niaggiori sono Ic dimensioiii tanto miiiore sia la IVe(iaenza di (piell' atto, e gli indiviiliii — 128 — m.issimi non li vidi mai sdoppiiirsi. S;ii'cl)l»c (|iiin(li :i rii-or- o;iro (|ii;inilo ci'ssi ; se solamcnic gli imiividni inajy-^iori, n«;i (|iiali non avvicnc la divisionc, propagliino |>oi la specie per MM-a riproduzionc; o se alciini individui siono fino dalla lo- rn origiiic dcstinati a moltiplicarsi per isdoppiamcnlo, altri invece a riprodursi. Questa ricerca e rifcril)iie cosi allc Aa- vicule come a tiitlc le altie Dialomcc, e giji ne feci cenno air occasione di una Ciclotella. Le forme dcllc Naviculc dolle tre siisscgueiili sc/ioni (ri/ip/icf/r, ijihlxie, nodosal') ricordano moliissimo atura delle facce secondarie, die vedemino in alcune Sine- dre, la forma lanccolata ahilualc alle i\a\icule, per ctii sono tulle undid somiglianlissime fra loro. La maggiore diffcrcn- za e (piella prcsentata dalle facce primarie, die o sonn lan- ceolate anch' esse o linear!. Considerando ora complcssivamcnte le Navicule sotto r aspcllo oi uMuologico, troviamo, specialmentc nclie forme niair^iori, imjiorlanlissiine condizioni. Luiigo alle fjcee pri- marie If due linec o caiialelli tenninanti alle cslreiiiila in disliiili foi-ellini, come ahhiamo gia lro\ato in tutle \c. fami- glie prccedeiUi. Kd inlorno a ipiesli forellirii le pre/.iose os- serxazioni dell" Ehrenbcrg siilla IS. niKJnr [viriiH.s \'.\\\\ non Kiitz). die dimoslrano le onenli prodotle ne! ijipudo am- — 129 — t)iente e dirctle come sc uscissero da una dclle cslrcmitA cd cntrasscro per Taltra. In ot^nuna delle facce secondaric trc ampii fori, iino mctliano c due alle cstremita, e, sporc^enti da(]uesti ullimi, orffani inolliche rEhrenbergcrcdeanaloghi a picdi ed insorvienti al inoviniento. Ed e ancora nella suc- citata specie clie 1' Ehrenbert^ vide chiaramcnte I'ingcstionc deir indaco, ed incontrastabili movimenli negli orgaui in- terni « durch cine irrilable cnstaUhcllf Guile rle\den Kiir- n per) vereiiii(jt, daher oft zitlenid Ji. Clii osservo viventi molte Navicule potrA bensi, anche dopo lungo studio, c per- scverante c faticoso esame, trovarsi astretto a confcssare, com' io confesso, di non sapcrnc decifrarc la complicala organizzazione, ma polra altresi coscien/.iosamente asserire di aver vediito in esse numerosi fenomeni perfettamenle analoghi a qudii cbe prcsentano gli animali, ed ai quali nulla di simile presentano giammai i vegetal!. 52. AMPHlPLEunA. " Indlvidua smgnlaria navicularia " prismatica lonyitudinatiter sulcata, aperlura media M nnlla ». Avverte Io stesso Kiitzing che, solamente attesa la sorai- glianza della forma, fa succedcre cjuesto gonere alle >'aviciile benclie la mancanza dcll'apertura mediana Io escliida dalle Naviculee. Lo stesso si avrcbbc potiito dire di alcune Sine- dre. IMorita ossorvazione la circostanza, che, a causa delle due lince sporgcnti delle facce secondarie, lo sdoppiamenjto non puo avvenire seoza una specie di reduplicazionc. Quelli delle trc specie ch'e sigmoidea {A. rirjida) e curva sulle facce primarie, e solto al doppio aspetto mani'osla una analogia \uom allinita) colle Acnantee. Benche mancbi- no i fori cenlrali , sembrano persislcrc anche nelle Anfi- pleure i lenuinali. /. 17 — ino — oo. (>ERATOXEIS. " Ir/f//i/(///it iKiricularlii I'lhira sin- r (juhiria rostrata prixmatira , quadraiirjitla ■ a perl urn '■> 7/icdia disthicta, Ivrniinalihns nullis. » II solo rostro, dice il Kiitzing, distingue esscnzialmente (piesto ircnero dalle Naviculc. La prima specie [C. lavii- varis) non dilFerisce che ben Icggcrnionte nella forma da alcune Navicule (iV. cuspidata, i\. rnsimin), ma se realmen- te le aperture terminali niancano in cssa cd esistono in (juelle, la diderenza orpanopirafica e ben grande. DcUe al- tre qualtro specie, una e sigmoidea (C. Fasciola), una con- torta a spiralc {C. spiralis), e due pie?ato solamcnte ad arco (C. Ciosteriiwi , C. circus). Ma nell' ultima e no- tevole la assimetria dellc facce primaric, da cui risulta una decisa analogia colle Epitemie, mcntrc la somiglianza colle Acnantce, acccnnata dall' Ehrcnbcrg, non c da no- tarsi. E diss! colle Epitemie , piuttosto che colic Cimbel- Ice, perche ne I'Ehrenberg, ne il Kiitzing fanno punto cenno di apertura nicdiana sulle facce laterali, non essen- do a confondcisi con essa I'onibellico sporgenle della fac- cia ventrale. 54. Stauroneis. » Individua libera, singulariu , na- n vicularia ; apertura media irunsvcrsali. » Le numerose specie (o4) di questo genere ripartlte in trc sezioni (Jaeves {genninae), punctatae (Siictoneis), stria- tae [Slanrnplera] ), non diflcriscono dalle Navicule che per la collocazione trasvcrsale dell' apertura , condizionc sul cui valore organografico non possiamo pronunciare alcun giudizio, non conoscendo ne I' ufTizio di (juolla apertura, n6 Ic sue correlazioni coll' interna organizzazionc. IJensi giova avvcrlire che in molte specie sembra non csscrc punto 1' apertura stessa die sia collocata trasvcrsalmcntc, nia hensi la rlcpressionc, ncl fondo dolla quale si irova il foro rnlondo conio nello Naviciilc-. od al pari die in quelle si ha pcrcio una specie d' iinhiilo sporgente nella cavila, die roiidesi visibile giiardando di fronte le facce primarie. 53. Amphiproha. " hidividua libera singtdaria, a/nr- j> iurls terminal ibu.1 liinis ruediis, nee marginalibus. ?' Dalle figure di due fra le tre specie, che il Kiitzing doscrive di (picsto gcnere, mi pare di potcr rilevare che le due aperture terininali die costituiscono il carattcre cs- scnzialc del genere, altro non sieno che i solili forellini nc' (piali vanno a terminare le doe linec o canalelti lon- gitudinali che veggonsi nelle facce primarie di pressoclie tutte le Navicuie . i\e mancherehbe ueppure la presenza dcllc apcrlure ccntrali nolle facce laterali, che di profile si vcggono nelle succitate figure. Le cosi dette ale o spor- genze appartengono (piindi alle f;icce secondarie e costi- tuiscono il solo carattore dislintivo delle Anfi|)rore. 50. Amphora, j' ludividua libera, .simjularia, aprrtU' " ris mediis bi7iis hiteralibus, lerviinalibus nullis I. ob- " Sole.tis. }■) Le Anfore sono Cimhclle a facce primarie uguali, e a facce secondarie simmetricamente convesse, invece che pia- ne ed inclinate. Ucsta da sa|)ere se i due fori niediani la- terali sieno da una sola o da ambcdue le parti. Nel primo caso I'analogia sarcbbe conipleta, nel secondo ogni Aiifora si polrcbbe dire una Cimbella doppia. E a due Cinibclle somigliano dillalli grandementc i due individui nci (|uali ogni Anfora si divide per lo sdoppiamento. Se non che (jnclla soiniglianza non e che apparenle. ISella Cimbella c ana delle facce primarie, la dorsale. che coslituiscc la — ir>L» — Convessit;'», nclla inezzn Anfora invocc la convessila sfcssa 6 rifcribile a (|iiclla dclle due laccc secnndario die ad cssa riinasc. La Cimhclla dimezzaiidosi da orij^inc a due indi- vidui complcli. 1 due individui provcnienli dal dimezza- mcnto deir Anfora mancano di una dollc due convossitA lateral!, la loro faccia latcrale di nuova originc devc ren- ders! col successive sviluppo convessa al pari dell' altra. iVellc Ciinbcllc avvicnc un seniplice sdoppiameiilo ; nelle Anfore succede alio sdoppiamenlo una specie di redupli- cazionc. Da questa conformazionc proviene die la fii?nra navicolare dclle Anfore non sia die apiiarcntcmente sinHIc a quella delle i\avicule. Qucste ricscono navicolari nelle facce secondaric, (]iiclle nelle primarie a causa della spor- gcnza delle secondaric. La divisionc e parallela alle facce cllitticlic romboidali nelle iNavicule , norniale ad esse nelle Anfore. Escludo quindi assolutamcnte da questo ge- ncre la A.7 Atomns che e una Navicula o una Sinedra. II dubbio posto dal Kiitzing liguardo alia A. elliptica mi sembra divenire cerlczza, non essendo aniinisslbilc aper- lura cenlrale nelle facce primarie. Per lo stesso molivo asserisco cbc, se la A. acutiuscfila appartiene veraniente a (juesto genere, e inesatta la fig. \ (tav. 5, fig. 32) che prescnta un'apertura racdiana, c parinicnt! la figura terza (tav. LH), fig. IS) data dallo stesso autore della A. Iiija- lina. Riguardo po! ai fori median! lateral!, oltrc al dub- bio superiormenlc espresso se v' abbiano su anibedue o sii una sola delle facce primarie , e ancora da avvertire la loro mancanxa !n sci [A. venrta, A. aponina, A. coffeaefor- tnit ,3 Fixcheri, A. acntiuscula, A. hona]is, yi. Alomus) dclle 18 specie dal kiitzing ascrilte a (juesto genere. 57. DiADESMis . 5> Individua navicularia in fascias — !"> — » elongatas (hiconvexns) arrlr rnnjunrla , (tjnrtnrar 7iir- n diae sinijularex ct U-r)n'nuihs hiniir dislivclae. » A'cl ^85(5 il Kulzinf? piihhiicava (Dec. XVI, n. loo) \\ nuovo genere Brachuxira : » frons minuihuhna , cnnxti- }■) lata e frn■> rare to f/ierf with four, scmclimra even cifjht vnidd » laterally. » Viene cnntullocio slahilito il }»enere l)ia- de.t7nis, nel quale Ic IVavicule sono seriate appunlo cniiie ncllc specie or ora cilate, solo forsc con piu costanza c rcgolarit^. La fondazitnc per altro di questo genere e siu- stificata dall' analogia colic altre famiglie, e da quclla so- miglian/.a di gcneri ncllc serie parallclc die nolle classi- ficazioni sistematiche viene forsc soverchiamente v.ighcggia- ta. !Ma indi[iciidentemente dal valorc del gencrc, die io non iutendo contrastare, la condizionc organica di quclla con- catcnazionc nei Diadcsmi c nclle Sfenosire mi scinhra dar luogo ad importante considcrazione. Sc I'apertura ccntrale dellc facce sccondarie fosse rcahncDtc stomatica, scrvisse cioc all' ingestione dell'alimenlo, converrebhe supporre. per gli individui compresi in quelle catcne, clie, a diffc- renza «lci tcrminali, si nutrissero iiicdiatamenlc. Bcnche una simile condizionc non manclii di esempi in altre cln^si di aniniali, pure nel caso nostro cssa c inlicramcutc ipo- tetica. Ora contro a questa ipotesi sta il fatto di lutlc Ii' Diatomee niancanti di queirapcrlura. Troviamo invccc go- neralc a pressochc tulte la presenza dci due forellini lor- - loi - iiiiti;ili drill' l.iccc |irini;irir, scinprc cnllocali in nunicra, iini'hc nolle assnci.i/ioni »li jiiii individiii, a polor lihcra- nuMitc I'linzionanv La niinule/za tli (|iiollc aperture sarch- l)C conciliahilc colla tcnuita del cibo chc sono dcslinatc a licovero, c sorvircMx' in tjiialche nianicra a spiegaro il pcr- clio nulla si possa disccrncre inlnrno alia natura di ()iicl nnlriniento cd alia conformazione dcqii orjjani dicjcslivi, niiMilio in allri inl'iisorii anclie di minor! diinonsioni chia- r;inionlc (lislinjiiiinsi lo suslanz.o in;j;erite. Ed csscndoclu"' Ic aportiirc Icrminali ilclle facce secondaric semhrano ap- p.irtonrre airii or^ani del ninvimonto , cnmc diniostn") r Khionhori: in (pialcho specie dclle maggiori, c soinhra anche indicate) dalla natura c dire/ionc dei movimenli stcs- si , dovra da ogniino Irovarsi ragionovole la supposizionc chc r aperlura modiana scrva piultosto alle funzioni gene- rative. oS. FnusriJMA. » Itu/in'diia navintlaria in sitbslan- " lia ijcl'inrd cnz/nrplta Jiidulcmtltt. j' Unico carattcre chc distingua (piesto gcnere dalle Na- vicule (• la presenza di uu invnglia mucoso. In una delle due specie {F. ftiariliwn) le iNaviculc sono inclusc in va- i-i() nuniero entro ;i cellule disliiite. iNell'altra invec*^ {V. sa- il )in) il nuico die le awolge e lunorlb. Per lo slesso ca- rattcre r Ehronherir coinprcudcva in cpiesto gcnere anche (|uclla TV. opjii'uilintldia di cui il Kiilzing avea fatto il gc- nere rir(irh\jslrn. Organoaralicaniente le Trustulic niostra- no il passaggio delle Naviculce lihcre alle ^'aviculee incluse. of). IjERKF.lf.ya. " Pliycof/ia rjcUnfiDii inolle Ixisi tjlo- n hoxuui, ra/iiox ftl'ifoDHcs iKiriculis dense afif/rcf/dlis n- >■> piclot etiiiUi n 11 carattere principale di questo genero e Iratto dalla disposizione amorfa della sostanza gciatinosa nella (piaie sono immerse le Navicide, o per moglio dire le Siiiedre. Sotto a queslo aspetto il ;»enere Berkeletja e intermedio ai due Hhaphidogloca c Homoeorladia. Ma (' [>iire caratte- ristica la disposizione di esse Sinedre, che menlre sono dis- ordinatamcnte affastellate nel genere prccodenle c quasi parallelamentc fascicolatc nel seguente , in questo invece sono collocale in fasci fusiformi e confluenti per le cstie- mita appunlite. Sia per altro che si consider! il primo o il secondo di (piesti caratteri, io diibito che riguardar si possano come sufiicienti per dislingiiere i tre generi. E nolevole , in una (/?. mnnipulalu) dclle (jualtro specie dal KiitziP!5 anuoverate, la somma variet;i nrlle dimcnsioni delle Sinedre, che egli dice variare in luusriiezza da [^ a l^ di linea, ma che, con ingrandimento di 4i20 diametri , rap- presonta da 7 a 2^1 millimctri c corrispomli; (piimli a 0,0 IOC" — 0,0595"'. ■il. 1 loMOEOCL.VDM. » I'liiJvoMa I'tli forme rumosum , — ir>G — n rx Ii((k) ;/elinco intux fasricKtls tiavicularum linea- " rin>/t vhiKjatannn bniiUarintn farcin cnynposidDH. » A confonna di (|uanlo dicevo superiornienlc dclla dit- flcolta die taluno potrebbo muovorc inlorno alia distiiizio- iK* ili (jiicsti i^cncri, addiico la frasc dcscritliva di una ntio- >a Uomovocladia, la (jiiale [)L*r la sua csteiiia configurazio- iie vivamenle somlglia allc Jlafulogloec, c per il niodo di as- sociazionc dei llli potrobbc forse riforirsi allc 15crk.eleye. //. hvlinidvs : puf/iHa, pumsiticu, adnata, fills ivnuibus e cnitro radiantihns, dichotoj/iis sensitn attenualls ; jtj- iiedris ronlhittt fascirnlatis, viediocrilms, c facie lintari- bus, t latere oblongo cllipticis, obtusis. Schtzone?/ia helioides , Zanard. in litt. ^d Ulvam la- tissirnam Icjil Dal?/iatiar Sa?idn\ Frons o'" vix attin- ijcns. Jt/ift/ariae adspccfum omninn praeseferl. Fila ad basim 0,02"' vix, crassa ef , nt in Rtr7ilariis , rotundata. J.onrfiixdo SijTirdrarion 0,059'", lutittido 0,0045'". E da avvertire anche in qiicsto genere la somma varie- ta delle dimensioni. Cosi a niodo d' esenipio il Kiitzing as- segna a liinihezza delle Sinodrc della ll.pumila^—., che ammettendo trattarsi di linea di Parigi, com' cgli asscrisce, corrisjionde a 0,079G."' Ma poi nclla figura che da con in- grandimcnto lineare di 420 non arriva die a 0,01 G." e cotTisp(ind(; tjuindi a 0,0585'". Ora io trovo qnclla Inn- gliczza variare nci mici cseniplari da 0,0457"' a 0,07S"', e (juindi poco lungi dagli estrcmi supcM-iornientc avvertiti. Questu stessa specie olTrc anciio nel grosso tronco inferiore e ficlla dis|)osizione fascici)lato-fusifonnc delle Sinedre (|ual- clie conelazione niaggiore coi due gcneri prccedenti. A ((iiesto stesso gcnere Uomeocladiu liferisce il Kiilzing il inio Schizourma lubricum , cd a ragiouc, in quanlo die — 137 — ccrlamentc non apparticnc a^^li Schizoncmi. M.i con tigiial (lirilto mi senibra die rifcrir si polrcbbe alle Hcrkcleyc per la grossezza ilelle pareti de' f li imicosi c per l' nnifof- me affastellainento delle Sincdre. In (pianto alio diincnsio- ni di qiicslc tiltimc, il kiitzing Ic dice corrispnndcnli a (luclle dclla Uhapliidoijtoca inUrrupta, ma cio poco si ac- corda colla figura che da di quclla il Kiitzin;; con ingran- (limonio lincaic di 420, che arriva a 0,025", e corrisponde qiiindi a OjOoV, c raolto mcno colla misura indicata nel- la frase -\,,, che e = 0,108'", mentrc la lunghezza ma^- giore di esse Sincdre nclla mia //. lubn'ca e -.= 0,04'". Del- le sette specie finora conosciute di qnesto ^enere due sole (anglica, Mart/afia) presentano strie niarginali sullc facce laterali che le fanno viemaggiormente rassomigliare alle Sinedre. 42. ScillZONEMA. » Plujcoffia /iliforme tenue laxum, n ex tubo gelineo {coe/oma) rafnoso navicnlax abhreviatas » longitudinaliter xcriatas fovente composUum. Spermalia n externa siniplicia tubo adnata sessitia. » Le differenze caratteristiche fissalc dal Kiitzing fra qvicsto gencre cd il sussegucnte (!}J/'cro?ncf/(r) corrispondono a quelle proposte dall'Agardh [Conxpect.crit. Diatom. \^o()), il quale dopo aver rigettato la divisione gia indicata dal Greville dei due generi Monei7ia e Schhonema, o condotto dair osscrvazionc ad ammetterla in fatto, insistendo con oslinazione a rigetlarla nci norai. E lagrimevole cosa e fon- te primaria della confusione che tutti deplorano nella sino- nimia botanica e zoologica , che una male intosa vanila induca frequentenienlegliautori a soslcnere pertinacenienle i proprii errori ed a rigellare ciecamcnte le allriii opinioni. Greville divide il gencre Schizonema di Agartllt in due: r. 18 Moneviii c Sell Izo lie >/i(t . Agarilh soslicne chc la din'orcnza fr;i cssi I' uniciinionlo liposta in un p:ra(l() iliverso di m'^.\- iiico sviluppo, chc iiiolto voile e ilillicilea rilcvarsi ; riloiulo <]iiiii(li i line gcneri in iino solo. Piu tanli lo stcsso Aj.irdti Irova iK'lle specie nellc (]uali c cviilcntc il carattere ilal Gre- \illo fiss ito conic distintivo did ironorc SrhizuncNia. Kicono- scendo il proprio crrofc dovca reslilnire al Grcville e il ge- nerc Mounmi c Ic specie a qncllo toltc. Ma era troppo dura cosajtjiiinJi il ii|)ie^'o di slabilii'c un nuovo gcncre(J7/c/-r)7//e- ■ja) cui rilerire i veri Schizoncnii del Grcville o cosi togliere a quoll'autore lulte le specie da esse saggiamentc riparlite nei due ircncri. I succcssori seguono ciecamcnle il maestro. Ecco la sloria chc, mutali i nomi, puossi applicare a ben molte dclle (juestioni sinonimiche. Se i due generi sono realniente dislinli, i lore nomi devono esserc Monnna [Schizonc7iia Ag. ct Ktz.) e Scliizofiema [Micrnvir.fja Ag. et Ktz.), ne certamente sapremnio acconiodarci all'opinionc dell'Ehren- berg, il qtialc riniproverando al nome Moiiema V elisione (Monotiewf/), quasi die nc mancasscro legittimi csempii, lo rigetta come erroneo. e vi sostituisce un nuovo nome {^0/1- neiua) applicabile ai due gencri ch' egli riunisce. Sarcbbe pinttosto ipicslione sc accordare si dovcssc il diritto di an- tcriorita all' Hijdro/inum di Link, clie insieme ad un Mo- nema comprendeva un' alga (Conferva Hermanni), e non si poleva (luindi i-iguardare come sulTicicntemcnte definito. 11 nome Monewa, chc per I'indicata elisione deve scriversi Monnevia, applicato alle specie costituite da ununico tubo includcnle le Naviculc, c posto in pai'allelo all' altro (Sclii' zo)ir>/iii) riroril)ile aiic specie ovc le singolc seric di >'avicu- Ic hanno un tuho proprio, c I'unione di questi fdi costitui- sce la Ironda, i- tanto piu csatto, in (pianto che il secondo [SchizonefHo), c per l' climologia, e per il carattere gene- — 159 — rico dcll' Agardh stesso espresso aiiloccdcnlcinente {Sijs/a- ona Ahjar. IS24) diiiola pittoric.imcntc (Hielhi condizinnc. E poi importaiite I' aliro caraltcrc avvcrlito dal Kiilzing, riguardo alia collocazionc dcgli orgaiti da lui cliiamali spcr- niazii, esterni nei Monenii {Svhizoncvui), iinmersi invccc ncgli Scliizoncnii [Micromvrin), come intiinaincnte collc^ato alia striittura semplice o coinposta del tubo esteriore. Ora dielro alia considorazionc di cotali carallcri mi risiiita da un altento esanie clie alciine dellc specie d il Kiitzing rife- rite al primo di quel due generi spcttano realmente al se- condo, cd in forza dei ragionamenli or ora addotti saranno Ic sole ciii rinianga il noine (juale lo assegno il Kiitzing, mentrc tulte le altre specie di Schizonema ritornar devono Mnniie77ia, e ritornar pure Schhonona tutte quelle per cui fu inutilmentc creato il nome di MIcromega. Questa discordanza di opinioni intorno alia collocazio- nc di alcune specie in uno o nell'altro dei due generi, die, in lipendentemente dai noini, semhrano cosi chiaramente dcfiniti e distinti, proviene dalla grandc difllcoUa a disccr- nere i lubi parziali includenti le singole serie di Naviculc. In alcune specie la parete del lubo esteriore e chiaramente distinta e Ic Navicule vi sono per enlro disordin.ile, ma ia alcune altre scnibra che invece di tubo v' abbia una massa mucosa nclla quale sicno immerse le iVavicule. Kimane allo- ra (luhbio se le serie di esse Navicule siano incluse in tubi distinti o in semplici canali scavati nclla massa mucosa co- nuine. Taluno |)otrebbe anche sospcttare che i tubi, disccr- Dibili negli cscmplari rammolliti, realmente non esistesscro durante la viia c debbano la loro orisine ad una alterazio- nc avvcnula dopo la morte. Ed c pur certo che i tubi par- ziali scompariscono alcune volte, sia durante la vita, sia per una (jualchc altcrazione avvcnula dopo la morte, sicche ve- — lio — ilonsi e\i(Icnti in alcimo [Kirti in.i noii in allre ilcllo stes- so escniplare. Giovcrehbc quiiidi gramlemcnlc, cjoalora los- sc costantc c lo si polosse verificarc, il carattcrc acccnnat(» (lal Kiitzing dci cosi Jetli spormazii cstcrni iiei iMonncini {Srhizonnna Ktz.) ed intenii nejli Schizoncmi [M'lcromr' ga Ktz.) Ma il Kiiizing stcsso non Irovo (jucgii spcrmazii csterni che in una sola specie {S. tenue). Non rimane (jnin- di chc il solo caraltere ncgalivo della niancanza dei lubi parziali, cd ogni (pialvolta riescc vedcrii, lu specie va incon- lestahilmente rilerita al genere seguentc. La mancanza dei tiilii parziali c la consoguente dis[)osizione disordinata delle Ravicule e e\idente nolle seguenti specie: Monnema quadri/)unctatu?n Grev. 11 Kiitzing, canibiato come ctroneo il nome specifico di Lyngbve [Banyia (juadri/)u)ic(ala), c sostituilovi qiiollo di Schisonema teneUiim, stabilisce sugli eseniplari originali del Lyngbve stcsso la lungbezza delle INavicuIe \\-.,., die in linea di Parigi cquivalerebbe a OjOlio^/" Ma le ra[)pre- senta con ingrandiniento di 420 nicntc [>iu di 5,5'" chc cqiiivale a 0,0 1 51". Interfiretando anclie qui qnella linea cguale convenzionalmente a 2"', -\-^ di essa e(iuivalereb- be a 0,017"' e vi sarebbe maggiore corrispondenza. Dietro poi ad an esemplare originale con quello stcsso nome, cgli stabilisce allra specie {S. Ehrenbergii) che dichiara sinoni- mo del Fsaunema Dillwynii dell' Ehrenbcrg. In questa egli dice Ic Navicule lunghe 7'-,,, ossia 0,024G/" ma le rapjirescnta 5"', con intrrandimento di 420 e quindi come corrispondenti a 0,012"'. Ha quindi luogo anchequi la stes- sa considerazione intorno alia minore diflferenza chc si ri- sconlrcrcbbe fra la grandczza delle figure c la data niisura sc questa si intendesse espressa convenzionalmente in li- Qce uguali a due millimctri. Cosi senibia che sia per le ligu- — \i\ — re del Lvnj^bye c (lel Grevillc, ma non per I'lina c per I'allra (Idle due specie del Kiil/.ini,'. Ed a cosi '„'iu«lica- re ci invila |nire r osservazioiie dell' Ilarvcy, il (piale di- ce essere nel IH. (/uadn'prtnrfatnm le Naviciile piu grandi che in (ni.ilinHpie altra delle specie injricsi, mcnire per le frasi del Kiitzin;^, cd assai piu allrnendoci allc sue figu- re, sarebbero ittvece due di (juelle in cui le Navicule haiino le niinnri diincnsinni. Lo stesso Harxey avverte pure die gli cseniplari del Carmichael sono nell" cslcrno as|ielto af- fatto diversi da <]uelll di Mad. GrinUhs, benche simili uel- I' interna struttura. lo ebbi dal Lcnormand un escmplare del Calvados col nome di Schizone7na qnadripunctatnm , nel quale le Navi- cule hanno 0,024'" di lungbezza. Senibra qiiindi trattarsi di piu specie diverse, ma tut- te appartenenti al genere Monnema. Monnvma Unuhslmian Ktz. (Schizonema). Avendomi favorito il Kiitzingunesemplareautenticodi (|uesta sua specie polei riferirvi con ccrtezza esemplari di Venezia regalalimi dal kellncr e verificare la luntjhezza delle Navicule z=z 0,022/" Quesln niisura si accorderebbe sutllcientemente cou ([uella indicata dal Kiilzing nolla frasc, ove la dice ~ di linea di I'arigi cioe = 0,0240/" !Ma quelle Navicule egli le rappre- senta, con uu iograndimcnto di 420, nienle piii di 4,5/"' il die corrisponde a 0,0107/" In questo case sembra dun- que che la misura cspressa nel la frase debba realmente in- lendersi rdativa alia linea di Parigi, o moglio a quella mino- re di Vienna, mcntre in vece la figura discorderebbe meno dalla misura slessa, interprelala del valore convenzionale di 2/" giacchcTJj di tal linea equivalerebbe a 0,0181/" Monnema tenne. K(z. (Schizonema). Come uella specie precedenlc io trovo, cosi neU'escin- — -I 4i> — plarc autcntico del Kiitzincj come in allri ila luc delermi- nali, la gramlezza delle Aaviciiie corrisporulcnle alia luisura csprossa nella frase in liiica di Parijri ( -'^ r^ 0,027/''), nieiitio la ligiira data con ingrandimcnto di V20 diamclri nou ha die l\,'" c cpiindi con-ispondcrehhe a 0,012/" E in questn specie die il Kiit/.ing osseevo lu presenza e lo vSviliippo dc'^li sporniazii. Avverte il Kiitzing non corrispondere il suo S- te.nue coll' omonimo di Agardh, periodic avrcbhe dovuto cam- Marne il nome. Se non che d.illa Ii2;ura dcH" \Lrai'd!i si lia ra- gionevolc argomcHto a sospcttare die apparlciiga ad un ve- ro Schizoneina, benclie pubblicato insleme coi Micromeshi die al carallere csson/iale tioi Inhi parziali accoppiano con- sislcnza coriacea {Icnti. yilrjar. liitrop. f.isc. I. lav. 5). lo trovo invocc die a qiiesta specie, e uon alia piccedenle co- me vorrobhe il Kiitzinpr, sia riCeribilc lo Schizonoma ficipien- te nelle Vencte Lagnnc e da me denoniinalo ^ ndriaiicatn Ag., e pcrsisto a riguardarlo come corrispondente alia frasc e alia descrizionc die da I'Agardh di (]uclla sua sp<-'cic. Col nome di Schizoncnia comoidcs, al (juale ce; tamen- le non apparliene, ebbi dal Lenormand una bellissima spe- cie affine alia prccedenlc, ma nella quale le Navicnie sono costantemcnte pii'i jiiccole, airivando esse appena a 0,018'" di lungbezza. Ed in questa sono abbondantissinii i cosi detti spermazii csterni. E imporlantc questa specie anche jierclie cssendovi le iVavicule stipatissime c spcssc volte seriate, ricsce sommarnentc diiricile il convinccrsi della mancanza dci lul)i parziali, c la presenza dcgli spermazii csterni c realmonlc in accordo coa (piclla mancanza. E dallo stesso Lenormand ebbi col nome, ad essa non applicabile, di Schizoncjuu CwrcviUei y\\VA bellissima specie a fill soUilissimi c brevi, nclla (pialc Ic iXavicule non sola- — 143 — mcnte sono ancor pin brevi (0,0 17'^'), ma anche molto piu angiiste (0,0045"') cd aciitissime. Monnima rutilans, Ag. (Schizonenia) In (somplari antcntici del Kiitziiig c del Tiirgens trovo la l\inghc/za ilcllo INaviciiIo 0,025/" e la loro larghczza solamentc 0,004'". Kiitzing dice la limgliezza —,,. ossia 0,027'" colla solita contraddizione dclla fiijiira molto mino- re. In essa Ic INaviciile non haniio chc 7,7'" il die, ad un in- grand imcnto di 420, corrisponde a 0,018.'" Mi niancaiio osemplari delle due forme chc il Kiilzing ascrivc a varicta dclla prccedcnte coi noiiii di S. parvidum c iS'. Iithriciun. ?h)n7ii-nia Uoffmcmnl, Ag. (Scliizonema). In un escmplare favoritomi dal Kiiizin;^ trovo le Navi- cnle lunglie 0,05'", e larghe 0,0004"', corrispondenti (juindi alia misiira iiidicata dal Kiilzing stesso nclla descri- zione, c maggiori dclla ligura (!), 5'" -^3 — 0,022G'"), i\on si sa comprendcre perche il KUtzing ascriva an- che questa forma a varieta dclla prccedcnte, mcntre negli cstcrni carattcri, e nclle dimensioiii e forme dclle >'avicule, sono note dislinlivc sufTicicnli e paragonahili a quelle per ic quali anche altre S[)ccic sono fra loro dislinle. Moniinna ectocnrpoides, Mgli. Schizoncina \iride, Ktz. 11 rigore dclla legge di antcriorita e, senza offesa di modcslia, ne temibile accusa di vanagloria, applicabile alle proprie cose come alle altrui. Citando il Kiilzing il nomc da me dato a questa specie, condanna necessariamente (|uel- to da hii proposto, (|uand' anche lo avcssc anteriormenic stahilito, giacche non lo avcva per anco piibblicalo. Avrcbbe potato risparmiare uno doi due nomi e non lo voile. >iclla fra- sc stabilisce cgli la misura delle Navicule -,^^ di linea di — I il — r.irip;! cioo 0,027/" Ma nella figiira rapprcsentn, collo stcsso inijiMnJiinenU) di i'JO iliainclri, iNavicuIc ili S e di 15 inilli- niclri tli Iiinghezza, cioe di 0,()i9'" e di 0,058'". lo per altro ne noil' csemplare autciilico do! KiUziiig no in qiiclli Dunicrosi ileH'Adrialico non ho h'oviito p;iamiiiai iNa\icule piu brevi di 0,02'" nc piu liiiigljc di 0,0ol/" La larghcz- za e costantemcntc un tpiinto della liinL,'ho7-za. Anclie qucsta forma e did Kiiixing rigiiardata come varietii dello S. ruiilans, ne saprci per qual inolivo. Riguardo poi al sinonimo dell' Eltrenherg (i\in/neMa balticu//i) citato dal Kiitzing, quell' aulore determina la lunghezza delle Naviculc ,*- della sua liiiea coiivenzionale, C(iuivalcntc a y\- di millimetro, cioe 0,0009"', c le rappre- senta niente mcno die 10'", e paila di strie trasversali, 18 a ^10 delle quali sono comprese in ^'- di linea, che malgra- do I'ingrandimcnto di 2500 c piu diainelri non si discerno- no nella figura. Monnema Dillvvynu, Grev. 11 Kiilzing dice la lunghezza delle Naviculc -'^ di linea di Parigi, ossia 0,05 18'", ma le rapprcscnta lunghe C" con ingrandimenlo di 420, il che corrisponde a 0,0142.'" In esemplaii autentici avuti da Berkeley e perfettainente cor- risponilonti alle descrizioni ed alia figura del KiUzing, io Irovo la lunghezza delle Navicule 0,022"', la larghezza del- le facce priinarie 0,007'" e qiiella delle socondarie 0,003.'" Monnv))ia Lcnormandii, Ktz. in lilt. (Scliizonema), Col nome di Schizonnna Dillv/ynii il ch. Lenorniaud mi favori un Monnema del Culva^loschegrandemente dilTeri- sce dal prccedcnle. Avcndone io scritto al Kiilzing egli mi rispose averne gia fatta una specie col nome di S. Lenor- mandii, niandnndomi in confcrma un frammento ilel suo csemplare. Le Navicule hanno 0,0255"' di lunghezza ed ar- — 145 — rivano a 0,01'" di lar^lu-zza nelle facce primaric quando sono presso alio sdoppiamenlo. Monnema sordidi/m, Ktz. (Schironcma). II kiitzingslabiliscf la li)n}?liezza delle i^avicllIe -^- - -{^ di liiioa di Tarigi, ossia 0,0270'" - 0,021':/", e dictro a cio riferii a (juesta specie esemplari delle lagiine veiiete corri- spondenti in ttitti jrli .dli-i carattcri, c le cui iSaviciiie hanno 0,0245'" di lim-liL'Zza, c 0,00Gi"' di largliezza, cosi neilo facce primaric die sono linear) rolondale, come nelle se- condarie ellitlico- linear! oltusc. In un escmplare favorilo- nii dal KUfzing nnn mi riusci discernere neltamenle le iNa- vicule, ma mi sembrarono ahpianto minuri, non peraltro (jnanlo lo sono nella figura data da (|uell' autore. (5'" [-\-) = 0,011!)'"). Monnema Grevillii, Ilarv. E una delle specie piu istrnltive perclie le >iavicnle vi sono fretiucntpmente collocate trasversalinenlc in modo di dimostrare I' assoluta mancan/a dei tuhi |)arziali. E inleres- santc anche per le grandi dimension! delle ^^1vicule, che pre- sentano con lutta chiarezza il processo dello sdoppiamento. Id esse vide pure !1 Kiitzing I'aperlura centrale. IN'ell'esem- plare favoritom! dal Berkeley, col nome di X GrevillciCyilg. Dan?//.) e S. (/fiadn//u/ic/afu/u, Ai:., io trovo le maggiori di- mension! delle iNavicule 0,03 i"' in lunghezza e 0,01 C" in larghezza, si nelle i'acce primaric che sono (juasi parallelo- grammiche cogl! angoli leggermente smussati, che nelle se- condarie lar^amente ellittico-oltuse. Vi (; (piindi poco di- variu dalla figura data dal Kiitzing col solito ingrandimento d! 420 diametri, la (pialc avendo 1.1'" di lunghezza, corri- sponde a 0,0509'". Ma lo dinjcnsion! da lui assegnate nella frase ( ;,',,,, z=: 0,0oG4"') sono di gran lunga maggiori. Monnetna *ubineonxpicuu7/t, Mgli. y. 1 y — 146 — M. fills si/npl!cibus, trnvisshnis, birtihus, noviculas tnediocrcs c facie litirarts, e lutire rloufjalo-ellipticus, ar- ete stipalas inclitdeiitibus. Lo trovai a Trieste parasite sull' £c/ocar/;«i' arctiix insicmc ad alfie Diatomee. I nii haniio nppena un millimetro di liin^hezza c O.OS.V (ti srossc/.za. Lo Naviciile sono lunglie 0,02'", e larcjhe 0,000'" cosi nellc facce priinaric clie nelle secon- darie. La semplicita doi fili mi aveva indotto a credere qiiesta specie corrispondentc al ^launcma sif/iplcx deirKlirenhcrg, esclusone il sinoninio di S. tenuc dell'Agardh. Ma le diineii- sioni acccnnate iiella descrizione ( -'- — 5- di linea, cioe O.OOoL'"' ~ 0,OlOi'"), e la rarita delle Navicule incliise nella gigantesca figura sembrano contraddire a quel ravvi- cinanientn. Fra le S|)ecie dal cli. Harvey ascrittc al genei-e j\lon- ne77ia (da esso riguardato come semplice sottogenere) , mi sono ignote Ic quattro segiienti : spadkejiyn, Grcv., vire- icens, Harv., dubitwi llarv., crmoideu7n , Harv. AUrc tre {implicatu7n, parasitku7n, cottioides) spettano al genere sussegiierite. L' uUima (prostrati'7/1) e un Encijoneifia. Delle rimanenti specie dal Iviitzing descritte come Schi- zonemi e quindi come mancanli di tubi parziali, da diretta osserva/.ioiic di autentici esemplari deduco die alcune spetti- no al si'mienfe genere: ara7ieo!iu7n, trichocephaiu/n, S/ni- ifiii, hcl//iititliosu77i, scopariu/Ti, sirosporfwi ; per alfre lo arguisco dallt- figure medesime del Kiitzing die appalesano o i tubi stessi parziali o un cosi regolare allineamento delle Navicule che non si riscontra giammai nei Monnemi : >/n- nutiini, hufjiilc, floccosmn, r.ri.ipiun, plurnoxuin, capita- tui72, Bnjop.t/s. Jrbuscula, lifdruroides, mucoftwi. Sem- — Vt7 — lnniKt invpce spcllare ai veri Monncmi lo due specie Inie- scens r xtrinlnttnn, clio non possojcro. I'inalmenU; ri'/iianlo alio Schizmnvia ilhjrinnn, nel quale il Kiitzinp^ dcscrivc c fip;ura le iNaviculc come defor- mantisi col diseccamento, devo avvertirc, aver io pure os- scrvalo t.ili iVavicule, ed averlc crcdiile spccilicanienlc ca- rattcristiclie di uno Scliizoncnia chc percio denominai S. Crrcaria. Piii tanii vcrificai chc consiniilc altt^razionc sii- hiscono le Navicide di mollc specie, pin fre()Ucntomente pero nei Micromcjihi, cioe nc' veri Scliizonomi, di (|nello che x\c\ Monncmi. Sembra chc alcune volte, forse in deter- minate condizioni o fisi ologiche o anormali, si ridisciolga la sostanza solida del guscio. Le appendici poi, di die sem- brano fornite in tali casi le Navicnie sformate, devonsi al tubo parziale che vi si addossa, si assottiglia e si rnmpe. •45. MiCROMEGA. » Phijcoma filiforwe ramosnm, in- n bo commnni txlemo cinctvm , ex naviculis seriatis 55 co7f/poxituvi. Series navicularum siyjgulares tubulis in- '5 (ern/'s minoribu'! propriix (secundariifi) vel fibris tener' 55 rimis curvatis x. rrlxpis cinctae. Spertnatia imtnersa, »> rr diUilatione nttvirulnriim oriujida. " Per le cose dette precedcntcmente sembra essere di- mostrato doversi , per legge di nomenclalura, mantenere per (picsto genore il nome di Scbizonema : 1/' pcrche I'A- gardh stabili (jnesto gencre {Sysie77]a 1824) con una frasc che accenna al caratterc essenziale che io distingue dal preccdcntc: 55 fila fatriacfon/iia e fiJh unfjusiiDribnx eoa- 55 dunatis cotnposttn, fjrarmla elliptira includeriibvs, iti « quae ilrimm seecedunt. n 2" Perche nolla descrizione sfessa che susscgue alia frase insiste su (piella organica con- diziune: >i Cmnposi'/ac {p/anffre) sunt e plun'bus individuis — 448 — » licet filiforniibnsjterufti inclvdentibus rndcm fere corpu- >» $cnla (juav i» Fn/slulia ct Mvridione inveni/nns. '? Ed acrijiunge il l)ol carattcre ilclla ramosila ; r Uamnsa appnrrnt et ab auctoribus ita descrihuntitr, quod tanUnn ex fixsinne « filorum oritur. >t 5.". Drile dicci specie in qiiolla slessa opera per la prima volla e liille coiilcmporanoaincnle a- scrilte al gencre Schizonema, quallro {Stfiithii, corvmbo- su7fi, apicttlatuui, rnwos/ssiw //;//) roalnionte vi spetlano ncl scrtso da nni ;i(lottalo, tro iiivcce appartensono al }^ene- re Monnema {mtilans, quadripunctntum , DiUwtjnii), due sono incerte {loruftlre, Grnlvlonpii) ed una (/nicans) va ri- ferita ad allro jjenere {lltiphidofjloea). 4." La dislinzione sta- bilita dal Grevillc 6 bene espressa nel caraltere del gcncre Monnevia di ciii prende a tipo il M. quadripnnctotnm, sla- bilendo conlemporancamente a lipo dello Sciiizoneina lo S. Synithii. 5." Qiiaiido l'A;,'ardli (lnt;ino lo naviculo. non solo ncll.i stt'ssa specie, ma hen froi pi (Ml I (Mil (Mite nollo stosso csemplarc. Nci =\lonncmi si os- sprva in criMiorale una p:rand(^ cnstaii/.a nellc diiiK^nsioni dcllc Naviculo. Si risconlrano liciisi \ariare nei varii indivi- diii die tin allento esaiiie la riconoscere apparlcncrc alia medesiina specie, ma nello siesso file tiitte si prcscntano fra loro Mijiiali. Aeirli Scliizoneiui iiivcce vedorisi inescolate alle navicule masrciori allre miiiori e di picciolissime, appcna di- scerniliili coi pin forti ini;iandimciiti micrnscopici. Scmbra che i cosi delli spermazii osteini dei Moniiemi si stacchino prim.i di svilupparsi come lo osscrvo in una specie il Kiit- zinjr, e die ncirli Schi/.onemi iiivecc, qucprli spermazii, atte- sa la loro interna collocaziono, si svilu[)pino in jrrcmbo alia fronda ^jeneratrice. E quosta una dellc principali ragioni chc ten Inno esiremamentc diflicilc la detei'minazinne delle specif. Ed allre pure se ne agt^iiinj^ono : il i^randissimo numcro delle specie stesse, la s,'randissima variabilita nelle forme estcrin- ri, la poca coincidenza (ra le misiire indicate dal Kiitzin^ neile dcscrizioni e (pielle delle (ig'iire, come anche di (iiielle (lodottc dalla diretla osscrvazione di cscmplari autentici, li- iialmciile la intricalissima sinonimia, impossibilc a decifrarsi (piando non si abbiano soil' occliio anteiitici escmplari di tulle le specie per poterne isliUiire il confronto. II KiJtzinir ne descrivc; e lii^iira con mirabile csatlezza ventiipiattro, e ben diecioUo Ira cpiellc da esso ascritte al genere [ircccdente io credo si.mo da agi^'inngcre; e non po- — IT) I — che restano tiitiora 2'"). Credo polervi riferire un esemplare da me raccolto a Trie- ste nel quale le Navicule arrivano a 0,0.')'" di lunghezza, e 0,00!)'" di largliezza cosi nelle faece primarie lineari ad eslremita rotondate, die nelle secondarie ellittico-acute. Snno evidentissimj i tubi parziali e la loro confluenza all'apice, da cui deriva la ramifica/Jone iligitato-mullifida. Schizonema apiculatum^ Ag. All 77 di linea die Kiitzin?; asse^na di lunghezza allc Navicule corrisponde, 0,0492.'" La figura da come al solito dimensioni di meta minori. In esemplari di Lenormand e di Brebisson trovo la lunghezza delle INavicule 0,04/" la lar- ghezza delle facce priniarieO,OI ," delle secondarie 0.012.'" e la figura si di queste che di (piellc pcrfeltamente cor- rispondente alia descrizione e al disegno del Kiitzing. Srhizoncma »icdusinu7?i, Ktz. (Micromega). Negli esemplari cosi dcnominati dall' autore trovo le l\a- vicule lunghe 0,050,"' larghe nelle facce primarie 0,00 i 7,'" e nelle secondarie un millimillinietro di piu, Iviitzing non ne d^ le dimensioni, e dalla figura si dedurrebhe la lun- ghezza solo 0,0202'" e proporzionala larghezza. Sc/u'zo7irm(t chondroidcs, Ktz. (Microinega). Duolmi non aver potuto studiare (lucsta specie |)cr il modo particolare di prolificazione alio eslremita. — 155 — Schizonema spinesctns, Ktz. (Micromega). l>o Irovo il Zaiiardini in Vene/.ia, c le dimcnsioni dclle Navicule (lungli. 0,042/" laigh. 0,0002'") pocn (iivcrsifi- cano da quelle indicate dal KUtzing \~^ di lin), snperando quasi del doppio quelle corrispondenti allafigura (0,'liezza co- si nolle facco [)iimari»' osalt.imente lincari, che ncllc socon- dario cllitlico -aiiimgale e di (),()08/" Sarenimo inveco in pieno accordo coUa figiira del Kiilzing stesso ammcttendo, come al consnoto, ch' essa rappresenii nich'i doll' iiulicalo oinncnto di 120 dianiclri, essondo in cssa le ISaviculc di 8,5'" di lun^^lipzza. Credo s[)ptt,ire ad nna specie divcrsa, non dcscrilta dni Kiilzini:. uli cson)|)lari laccolti Uf,'iialinente a Trieste dal Za- nardini,ccheneireslernoaspellosomiglianoperfettamenleal prccedente. ina le ciii i\aviciile sono costantemente piii lirc- vi e pill esili. i\lentrc in iiiiello lianno Innghez/.a (juinlnpla dclla lar^'hezza, in ({ueslo la hanno invece sestupla ri^uardo allc facce secoiularie, e piu che undici volte mag^iore ri- guardo alle (.icce pri-.narie. Lungh. 0,05(/", largh. dello fiicce prim. 0,00(/", delle second. 0,0055'". i^cliizonana comiculatiwi, Ag. (Microiiioga). Qiiantunijue io mi abbia Pappoggio del Kiitzing ri- giiardo alia detcrminazione di (juesta specie, e i ujiei csem- plari perfeltamente corrispondano nell'cslerno aspelto alia llirnra datanc da a cupUaiiim, ktz. Srhizmiona (rirhoce/)li(ilit//i, Ktz. Trovo peiTollanienlc corris[)ondcnte alia frale lianno 0,025'" di liin- gliezza. II Kiitzing le dice arrivare a -\- di lin. =r 0,022.'")"'. ^ i sono evidentissinii i tnbi parziali, e la figura stcssa del Kiitzing ne fa sospettare 1' esistenza. Srhizone/f/a Jinjop.v's, Ktz. Schizonema Arhuscula, Ehren. (IVaunema). Benche 1' Ehrcnberg asserisca non esservi i tubi par- ziali, pure confessa che questa specie fa passaggio al gene- re Micromega. La figura pni del Kiitzing induce ad ammet- i<'re, per analogia colle aU?e specie, la loro prcsenza. Sclilznnc7na Injdrttrnidcx, Ktz. Non posso a tneno di awerlire, come il Kiitzing, da quell'acutissimo osservatore e fedelissimo pitlore della natti- — 15!) — ra ch'cgli i", :il)bi;i ;inche in quesl.i specie cliiaramenle rap- presenlali i tiil)i spociali, hencfu"' la ascrivcsse al genero Sciiizonema. Schizone7/ia Sinithii, k%. La Icstimonianza dfl Kiitzinc; ed il confronto con au- tentico esemplarc inglese favoritonil dal Berkeley mi con- vinsero apparteneie a (jiipsta specie lo Schizonema die ab- biaino forse piii connine di ogni altro ncile venele lagunc. I\li distoglieva per lo innanzi da queslo ravvicinamenlo e la !ocaIit;\ esclusiva di Sidinouth indicata dal Kiitzing, ed il confronlo cogli eseniplari favorilimi con (fuel nome dall' Harvey, dei quali parleremo or ora, e la (lilFerenza delle misure, e la evidente presenza dei Inbi parziali. II Kiitzing dice la lunghezza delle INavicule ~ di linea o^sia (),0o4''' c ne di conforme al solito figura minore della mela alia indi- cata [\,\"' (-p) =: 0,02G'"), lo invece trovo costantemetUc la niassima lunghezza 0,04 i'^', la larghe/./.a delle facce secon- darie ellittico-alliingale 0,012" e delle primarie legger- niente eilillico-lroncate fino 0,010. " Kiguardo alia colloca- zione generica si noti che I'llarvey pone qiiesta specie nella sua sezione Schizonema, corrispondente ai Micronieghi deir Agardli c del Kiitzing. Finahnenlc, benclie accessoria, cade qui acconcia una osservazione intorno aH'abitudine anche dei piu coscienzio- si anlnri di copiare le citaziorii senza verillcarle. E 1' Har- vey ed il Kiitzing copiarono dall' Agardh la cilazione Viva fottldu deWKfif/h'sh Boftnuj (lav. 2IOI),menlre in quel clas- sico libro sta invocc Cnn/rrid foclida ed e solamenle citala, per errore, qual sinoniino la V/va foclida di Vaudier. Schizonema sirospnrii/it, ktz. (Micromega). Bcnche non apparttMii^a a quesia serie, addiico qui • piosla specie, pcrclio ad cs.sa spetlano gli eseniplari or ora — !()() — nominati, Cavoritimi dal ch. Harvey col nonie di S. S>/iiiliii, e die lui avcmo posto in iinbanix/.o siill;i (lelcrmiDazioiic di (|ii('lla specie. Ali awerli il Kiitzin;^ avcil:i cgii stcsso ricevuta dal Ralfs scnza noine e di avcrle assej^nato il sopraindicato. Lascio quiiidi a lui ii dcscrivcrla . Le navicnic hanno {),(^7,o"^"' di ltinghczz;i, 0,007"' di lar- ghezza nellc facco sccondarie ollitlico - allungate e fino 0,01'" iicllo priinaric esaltainciile linear!. Mdi ciiiaranicnte in (|uesta specie i cosi detli sperinazii inlerni di ("oi'ma dapprima ellissoidea, poi {»lol)osa, c varii in diamotro da 0,02S'" a 0,05/" miinili di doppio invoglio, e i ciii in- lerni granclli vanno di pari passo crescendo. Somiglia nel- 1' esterno aspetto alia figura data dal Kiitzing della specie seguenle. SchizoncMd hehnintosum, ChauV. Perfettamente corrispondentc alle figure ed alia frasc data dal Kiitzing di questa specie, c con poco divario nelle assegnate diniensioni delle Navicule, e 1' esemplare favori- toini dal Berkeley. Lunghezza 0,052"' (Kiitzing dice ■^- di lin. = 0,054'", rapprescnta quasi i,i'"(i|^)= 0,02G'"): larghezza delle facce primarie ellittico-troncale fino 0,008"', e delle secondarie ellittico - rotondate 0,012'", nieno quindi di un terzo della lunghezza, die e la proporzio- nc in licata dal Kiitzing. Non mi riusci neppure in questa specie vedere con plena chiarezza il foro centrale. lliguar- do poi alle fibre delicatissiine incrcspate, descrilte e figiirate da (lueir autore, io mi accertai die altro non sono se non i inargini dei gross! tub! parziali. Collo stesso nome di Sclilzonrfiia helininioftuin e cc»l- la indicazione di Chauvin(.//y. de la l\orm. Fasc. IV. n.'' 77.) ebbi dal d). Lenormand uno Scliizonema delle coste del Calvados die grandemenle difl'erisce dal preccdenle nellc - ini — Jiraensioni delle xXaviculo, benche molto vi somigli nell'ij- spetlo esteriore c iiellu forma delle Navicule stesse. Esse haniio 0,052'" di lunirliczza e 0,007'" di larghezza. E, come in altre specie, frammiste alle Navicule maggiori ve n' han- 1)0 di minor! e di piccolissiine. Si potrebbe (piindi sospel- larc cbe la specie inglese punto non corrispondesse alia francese. E siamo in lotti a cosi giudicare anche dalla os- servazione dell' Harvey: « The frtistules are lanjer than in n S. Sinithii, lomjer and hlnnter, double, atid rather den- }y se/f set. », la quale e applicabile all' esemplare di Ber- keley c noil a questo chc deve essere aulentico di Chauvin. Diderentissimo poi anche neU'eslerno as[)eUo, e per la sonima tenuita de'fdi, e I'allro Sehizoneraa pur delle cosle del Calvados, favoritomi dallo stcsso Lenormand col noma di Sch{zonc7na helrfiinlosum var., Chauv., nel quale le Navi- cule hanno 0,0185'" di lunghezza e 0,006'" di larghezza cosi nolle fucce primarie esattamentc lineari, clie nelle se- condarie olliltiche. I tubi parziali abbracciano strettamente le serie naviculari e spesse volte si restringono in sottili fili (piando le navicule ne sono uscile o sono solamente slormate ed awizzite. Schizonema laciniatu7n, Harv. Ebbi esemplari di questa bellissima specie dall'IIarvey slesso c vi trovai le Navicule lunghe 0,027'", larghe 0,007' ' nelle facce primarie ijuasi esattamcnle lineari e 0,00G5'" nelle secondarie elliHico - rotondate. Cio si accorda colla osservazione dell' Harvey stesso: ■>•< hrustulesvery tuinute and exceedingly nutyierous. »i Sembra quindi Irattarsi di specie diversa da c^uella descritta e figurata dal Kiitzing col nonie di S. ncopariut/i. nell.i (|iiale dice le Navicule lun- ghe ~ di lin. =0,05i'", cui assegna (jual sinonimo incerto qucsla deir llai vey o lo S. i>////ffi/i di M.id. Wyatt ( .-//y. /. 21 — 163 — Danm. ii." 151 ), che secondo I'indicazione dell'IIorvey sein- biH'rol)I)o iiivccc dover apparteiiere a qucllo superioiint'ule uoininato N. siroxponir/i. Schizonema Tnvcosnin, Ktz. Siamo imlotti dalla fij^iira stcssa dol Kiitzirii^ a sospot- larc anclie in (jiicsta specie la prcseii/a dei tubi parziali. Ri- giiardo poi al sinonimo dell'Asrardli [S. tniue) sembra piu (iicile 11 sospctto cfjc sia avvcnuto un (lualclic errore ndia denomiiiazione di iin eseinplarc , qiiand'anclie provemito dall'aiilorc stcsso, di qiiello che I'allro di cosi inesatta osservazione quale risulterebbe dalla descrizioiie c dal- la figura data dall' Agardli ( lco7t. lab. o. ) di (juella sua specie. Fra le specie dal ch. Harvey ascritte a qnesto mede- simo genere o sottogeoere ci restano ancora da nominare le due: Schizoncf?ia obfusui/i, Grev. Schizoni'ma ff yattiue, Ilarv. Dobbiamo fmalmente aggiungerc alcune specie che non ci fu posslbile ravvicinare ad alcuna ilclle [)recedenti. Scli/zoficma Staliaiium, Mgli. S. /HI rasiticu7}i , lubricum^ viride vel viridi rufescens, filis selaceis, longe prndnctls, apice ntlcnuutis, irregulariter rat/iosis, rainis divcrcjcnlUms brvvibus ; tiaviculis arete ,tosnm var. di Cliau- vin. I tiilii piirv.iali sono U^niiissimi ina disiinli. Anclie il Kiit- ixng, ai quale lo comimicai, lo riconohlie per niiovo. Schizonef/ia papillns7ivi, i\I;-'l». S. parasiticumy pumilnrn, viucosissimnt/i, viride, fi- lift ultra xttaceis .inb.ih/iplicibiis rcl rcnniil'm spinifori/nbus ac.Htis ornatis, papillis minjilixsimis regnlarller dispositis ownino teclis;7iaviculi-s arete seriatls ■medio crib us (0,02G4'") longitudine latitudinem fere r/itadruplo .luperante, e facie leviter elliptico - tnmcatis, e latere anguste elUpticit, ob- tusiuseulis. Lo niamlo da Lesina il signor Bolteri airamico Zanar- dini che me lo comunico. Arriva appena a due centimctri di altezza; i fili hanno quasi due iTecimillimctri di f^rossozza, il colore e intcnsa- iiienle verdc. La maggior largliezza (Idle facce priniarie e poco piu di 0,001'", quella delle secondarie 0,0045'". Le papille sembrano emisferiche o leg^ermente coniche, hanno 0,0007'" di elcvatczza, e sono disposte a quinconce. SchizoncTna Cnrinaldii, Mgh. S. parasiticUTN, pumilum, viride, fills snbsiviplicilms, setaeeis, naviculis scriatis, vtinutis (0,010'"), lovyitiidinc latitudinem fere quintuplo superante, e facie exacte linea- ribus, e latere avgusle elliplicis. Lo trovo a Genova il Corinaldi e me lo mando scnza nome di Marsiglia il Solicr. h parasito, come il prccedcnte, sulla Spharrlan'a sro- paria o sulle Polisifonie, e come qucllo ha circa due centi- mctri di altezza. 1 fdi sono poco mucosi od hanno un dc- cimillimelro e mezzo di grossc/za. Sono quasi scmpre scm- plici, cd i rari ramoscclli sono brcvi e divaricali. — 164 — Srhizoiietna Znnardijiii, Mp^h. A', tenuissimnvi, pallidv rirens, filis rapUlarihux in ravios (trarhnoidros corijmbosos wonosiros sf.vsim solu- tix, iKivici'lix laxe srn'a/ix vieiliocribns ((),02.')'")i IniKji- tudhte lalilud'tneui qnadruplo siiprranir, e facie cxartc iinearibus, r latere e//ipficix. SchizoiU'iiia S[i. nnv. Znn. in lilt. Lo Irovo copioso nelle i>:i;^iinc Voiiolc it Z;in;irilini. Forma ccspiiirii plobosi di tro a (luallro cenlimelri ili (liametro cho diseccati sulla carta vi formano una macchia uniformo, nclla quale solo colla lenle possoiisi discerncre i sinpoli llii. Anchc il Kiilzing mi assiciiro della novita di qiiesta specie, die per il modo di ramilicazionc somiglid alio S. fl(ifjeUiferu7ii. Questa liinga discussiooe speciologica potrcbbe sem- hrarc a taluno (piasi inopporluna o per Id mono in ilis- accordo col piano propostoci in questo sciilto deslinalo all'esame organografico e fisiologico del generi. Principalc argomento a niia giustifica/.ione c la grande importanza del prcgcvolissimo lnvoro del luitzing ed il rispetlo die si deve ad un tanto autore. Chi potrcbbe osare di assog- gettare a critico esanie una massa cosi ingenle di delica- tissime osservaxioni senza poter conlrapporvi una scrie di osservazioni proprie, se non altrcttanto numerosa, siidi- cienle almeno per dimostr.ire nel critico e niezzi e abifn- dine c diligenza c coscienziosita di osserva/.ione ? Tale fii il niio scopo, c se in alcnna cosa errai, die pur tropfio dcvo convenire esser facile I'crrore in cosi minute ricercbe, spero nullostante aver dimostrato e la cccellcnza dell'istrumento per me espressaraenle costrutto dall'Amici, die mi assicu- ro nop possedernc V eguale cbc il solo I\Iobl, e il buon volere, col quale intendo provarc la mia gratitudine al clc- — \(\o — mentissiino Principe chc mi prazio di iin tiinto dono. Cre- do poi neccss.irio resatne delle varic forme spccificlic per polerne trarrc (jualchc coiisiilerazioiic intorno alTorgano- logia d»'l jrencrc. La prescnza di minute INavicule frammczzo alle maq- giori, che ahbiamo in piu S[)ecie avvertita, mi sembra di- niostrare, cio die anclie dalle osservazioni del Kiitzing era facile dediirre, svilupparsi i cosi delti spennazii nell' in- lerno delle frnndi.se cosi possonsi chiamare, togliendo aJ imprcslito qiiella espressione dal regno vegetale. .Non mi vcnne mai falto di osservare ch'csse i\'aviciile minori fos- sero inchinse in tubi dislinti, ne che costiluissero scrie uniformi nell' online di loro grandezza. iMi parve anzi costante che fossero disperse frammczzo ai liibi delle mag- giori. Sembra potersi da cio dedurre che, alia malurita dello spermazio, qiiando i suoi invogli si ridisciolgono e vengono riassorbiti, le giovani ^avicule intrometlendosi fra lubo e tubo, vadano disperdendosi. E, continuando sem- pre a supplire colla indiiziont' alia mancanza di suflicienli osservazioni, si piio supporre die esse non coinincino a sdoppiarsi se non quando abbiano giA conseguito Ic mag- piori dimensioni. Si rende aliora intelligibile come si ori- ginino i lubi parziali per la persistenza della membranella esteriore, che dalle precedenti osservazioni sappiamo ren- ilersi dislinla ngniqualvolla avviene lo s;lo()piamento. Solo si de\(' supporre che ne sia riassorbita Ja silice c inalgiado cio cssa persisia, mentre invece nel Monemi scomparisce. E im[iortaniissimo l' osservare come si forniino (piolle se- rie na\icolari entro ai proprii tubi. Kisulla difatli dall'os- servazione che il loro scivolamcnto si cITeltua sempre suite facce primario. Comp.niscono esse si'ri{! (» colle primarie o colle secondarie: si nel primo die nel socondo caso le — ion — ISiivicule possono tro\nrsi collocjih* una clopo I'.illra o con- ti;;ue o pit'i o mono Ionian^. Allrc voile invecft sono om- hriciatp cnlle f.icce primario, colle spcoiularic non mai ; c (piando lo seric cinbriciatc vcdonsi di (lanco, le KavicuJc si prcscntano colic loro fiiccc sccontlarie intieramcntc lihcre e ol)li(]iinmontc inclinato. Dovesi PhrcoMfi foliactum {pliyllo/H(i) husi — 168 — M s-itb.it/pitatU7n. r^aviculae in membraua (jrliiiea irrciju- j> laritrr sparine »'. II Kiit/.inj? non (Icscrivccjiialc siala » a latere sccundario obovato lanceolati, afftxi. Stipite mil- it lo (vel odsoleto) ?». Coinincia con questo gcnere I' ordinc dclle Diatomce fornite di vitte, ossia sporgcnze interne, chc dividono piii o nieno inconiplctamcnte in distinte concanicrazioni la cavita del guscio; e la famigiia delle Licinoforce, nelia quale si ri- producono le forme cuneatc dclle Gonfoncmec. Esso gene- re poi rapprcscnta nelle Licnioforcc il gencrc Sfenella dclle Gonfoncmec, giacclic .d pari di (luello si distingue da- gli altri dclla stcssa famigiia per la piu o meno complcta mancanza di slipifc. La figura obovato-lanceolata dclle se- condaric e prccisamcnle (piale ncllc Sfcnclle ed in gencralc nclle Gonfonomec. Quclia cuneata dclle priraaric c nelle Podosfcnie sempre piu dilatala alia sommita cd acuta alia base, sicclic prcscnl>ino [)iu presto un triangolo chc un tra- pezio. Dollc nove specie descrilte e figurato dal kiitzing, una sola { /'. E/irenberffii ) prescnta slric Irasvcrsali sulle faccc sccondarie, Manca ad esse il caratlcre essenziale delle Gon- fonemee.cioel'apcrtura uicdiana di and)e le facce sccondarie. - 174 - Frcscntano poi il carallcre dcllc vittc. I\la sc l)cnc si osaminino coilcslc vilte, altro non sono che quelle slcssc lincc lonj;i(U(linali die corrono liiiifjo Ic faccc primaiic di prcssoclio liillc le Di.ilomcc prcccdcnii, quelle linee chc in molli casi vcilemmo csscre prodoUc da disliuli canalctli for- nili di forcllini Icrminali. F. qui ricordiamo conic quci ca- nalclti cvidcntcnientc sporgano nolla cavil;\ ncllc ^lelosircc formando \i(tc dislinlissimc (luanlo altrc niai, per cui sc si dovcssc rcalnicntc fondare su quel caraltcrc la dislin/ione dcgli ordini, la famiglia dclla I\lclosirec, o alnicno il gcnere Rlelfisira, dovrcbbc incontrastabilnienlc riferirsi all'ordine dellc viltatc. 40. RniPiDOPllORA. " Bacilli a latere pri7?iario ru- y> ficall, altera latere ohovato-lanceolati, stipitati. " Quclla stessa dilTicoltJi che si incontra nclla pralica ad applicarc la dislinzionc generica slahilila fra Ic Sfenclle ed i Gonfonemi cd in tulli gli altri casi consiinili [Ctjnibella e Cocconema ec), si Irova pure ncl distinguere Ic Ripidofore dalle Podosfcnie, non difrercndone esse die per lo slipite, variabilissimo nella lungliezxa c non semprc intiei-auientc mancanlc ncl prime di que'due gcneri. Le grandi dimensioni di alcunc fra Ic quatlordici spe- cie annovcrate dal Kiitzing lasciano chiaramcnle distingue- re la conformazionc del guscio. Si immagini un articolo ci- lindrico di Melosira, e lo si comprima inegualnicntc cosi in uno dci lali, c ncl scnso di ambeduc lo paia di faccc opposle, che ne risuiti una forma cuncata, e i due inconipleti dia- frammi formati dall' interna sporgcnza dei canalctli longi- tudinali vadano anch'cssi perdendosi verso la cstrcmit;^ ap- puntita clic serve di base. Tale e la strutlura delle Podosfc- nie e delle Ripidofore. Vediite di fianco, cioe nelle faccc la- — 175 — tcrali, prcscntano un fornicc obovalo inscritto nella pcrife- ria dellc faccc slessc. E il marginc di (lucl fornice e itigrossato per la prcscnza del canalcllo , che vediito di froiile presenta nella svolla il siio luinc con apparcnza di foro. Sarebbc imporlantc la riccrca del conic avvcnga lo Silnppiainento. Ogni(jn;ilvolla uno de'bacilli si risolvc in due, riniane a ciascuno d'essi una delle viltc gia csistcnti in quello, c conipariscc la nuova al lato interno. La formozio- nc delle due nuove ville precede cssa o sussogue alio sdop- piamenlo mediano? Non feci osscrvazioni sufHcienti per de- cidcrlo, ma mi scmbra cbe si avveri il primo caso. Anclic la distribiizione dclla interna sostanza colorata ha grande somiglianza con quella delle Melosire, special- mentc nello slato di diseccamento. Rigiiardo alio stipitc cosi di questo come del genere sussegucnte e da ripetere cio che si dissc dei Cocconemi. 47. LiCMOPllORA. » Bacilli fldbrllati a latere pritnario » atiffusfe cuficafi, altera latere lincarcs basi et apice ro- » tundnti. Stipes crass us rif/idus. » La somiglianza di ipiesto genere col prcccdcntc non e die apparente. Vera allinila invece ravvicina le Licinofore «nlle Sinedre, dalle (piali non diflTeriscono che per quel ca- raltere, il tpiale mcntre e riguardato come csscnziale alle RIeridiec, si trova poi incostantissimo nellc Fragilariee e ri- comparisec in inolle specie di Surircllc. Lc vitle delle Lic- moforc non sono piinlo paragonabili a (jucUe delle Ripido- fore. IN'on sono die i solili canalctli longitudinali legger- mentc sporgcnti nella cavitil, per cui gli apparenli forellini, ossia lc sezioiii dei loro liimi, compariscono vicinissimi al marginc della sommila. Anclic la distribiizione della interna — 176 — sostanza colorula e bcii tli\ois;i da {juella dei due gcncri piTCcdcnli, e ricorda mollissuno (iiiolla dcllo Sinodrc. Sc si conlVonlino specialim'nlc con (jiicUo dclle sezioni Tabiilaria c Grallatoria, non si polr.i a mono di riconosccre racconnata aflinita, Lgli c percio die io credo dovorsi escluderc ila (nicslo genere la Licmophora dirisd die va ascrilta al geiicrc prc- cedcntc. Lc (|ualtro specie die vi rimangono {fnhjcns, radi- ans, flabellalo, Meneghiniana), benclie con tanta diligcnza descrillte e figuralc dal Kiitzin;^, sono dilTicilissime da rico- nosccre, per la granile variabilila di dimensioni c dellc pro- porzioni, per cui anche la for(na ne e incostantissiina. 48. Clim.vcosphema. " Bacilli a lalcrc prirnario cu- » neati, vitlis longitudinalibus Dioniliforniibus, altera la- » tcre obovaio-lanceolati, ditseplis iransversalibiis in locu- j) los divisi. }■> Lc due specie comprcsc in f]ucsto generc [C. auslralis, C.77ionHi(jera) non liaiino di conuuic die le villc monili- fornii. Ma in die queslc realmente consistano non lo si sa- prebbe rilcvarc dalle figure. >'ella prima il Kiitzing punto non rapprescnto le faccc scconJarie, e dalla figura ognuno dircbbc trattarsi di una Sincdra. La scconda invcce scinbra una Podosfenia. Risulta da (jucsta analisi die intorno alia famiglia del- lc Licnioforec ( Podosphenia, llhipidophora, Licmophora, Climacnaphenia ) non si puo die ripelere quanlo dicemnio intorno ai due prinii generi. £ dovcndosenc, a noslro pare- re, escludere il genere Licmophora per riunirlo alle Suri- rellcc, converrcbbc anche cangiare il nonie (U'lla famiglia. Cost circoscrilla essa rimarrebbe alTine piii die ad ogni al- — m — Ira a quella delle Gonfoiiemee. Riguardo ai cosi delti iiite- ranei gii avvertimmo la loro colloca/.ione in dislinti acer\ uli gIoI)osi come nelle Welosire. Ehrenberg trattando delle Podosfonie dice (|uclla organica coiulizioiic propria degli individiii giovani; c dice disliiigiiersi, in mezzo agli allri, due di que' globuli che riguarda come rapprcscntanti il sesso inascliilc. In quaiche specie asscriscc anche aver vediito dclle cellule gastriche. Quando invecchiano poi, qucU'inler- na sostanza, dice Ehrenberg stcsso, si accuniula in un gru- moccntralc spcsse volte raggiato. 11 Kiilzing invccc descrivo la sostanza interna come disposta in due fettucce applicate alle facce primarie, che si dividono tiasversalmente in due o pill parti c fmalmente si sciolgono in isfericine. Ma avra certamente dcsunto questi parlicolari dal gcnere Licnio- fora. 50. Striatella. » BaciUi tabulati longitudinaliter n vittati, viltae perviae numerosae densae striaeformes. » Stipes lateralis. » Benche comune I'unica specie (5. unipunctata ) di qucslo genere anche nell' Adriatic© , confesso non essere riuscito a formarmi una chiara idea della sua strultura. La complicazione che presenta all' estorno aspetto, ed c ripro- dotla nelle figure del Kiitzing, scmbra provenire dal tra- sparirsi delle vittc anche della faccia opposta a quella che si osserva, risultandone stric piu raarcate e piii leggere fra lo- ro alternanti. E ognuna di quelle vitte include cssa un ca- nalelto ? E quanto sporgono nella cavita ? La singolare condizione poi descritta e figurata dal Kiitzing di tavoletto minori accoppiatc a mnggiori acccnna a particolarita di sviluppo che mancano di analogic nel rimanente della classe. F. 23 — US — i)l. I ESSKLLA. » BaciHi laic lubtilati, min coucdltnuti, »' druse lo)irjltHfii)inliler v'lltati : lilliic nudio inlcrn//)lac " altcrnantcs. Stipes 7iuUiis: >■> Anclio (piosto gencro e riilolto ml una sola specie (T. inlernipl(i) cil e (juimli inipossibilo qiiiilicarc del valorc dci caraltori chc \o distinguoiio dal proccdcntc c dai siisse- giionii, lion conosccndosi nil'organica iinpnrtanza no la vera slrultnra dcllo vilte. V. notcvole la Jargiiozza dcllu tavolcUo fuio a cinciuc volte niaggiorc della huvj;liozzn. Vi e freqiiciite la niancanzn di qtialclic vitta nccompagnatn anclie alio voile da deformazionc o deviaincnto dclle vicine. Sem- bra clie (piella condiziono preceda lo sdoppinmento, ma non si hanno in proposito osscrvazioni. Resla anclie tultora da dclcrminarc la figura delle facce latcrali. 52. Hyalosira. " Baeilli tnbulati qtindrnti concate- »» 7iati lalcraliicr stipilati, inlcrruptc vittad; vittae allcr- '» na)ilcs, fucdio lineolis stibtiliss'imis conjunctae. » Tcmcvo dapprincipio fosse niia iniperiziarnell' osser- vare die nti facesse credere di vedore, nolle due maggiori [rcctangida, obtusangula) fra le qualtro specie di questo gencre, le vine continnc da iin niarginc all' altro, anziche inlenoltccdaltcrnanti, come Ic descrivc e figura il Kiitzing. Insistendo nell'osservazionc giiinsi pero a vcdere un qual- chc inlivid'.io, nel (jiiale appariva anclie ai iniei occhi I'indica- ta aUcrnanza. Mi convinsi qiiindi che quella condizione non solamcnte e incostante, ma e anche la meno frequentc. Le facce secondarie, non dcscritte ne figuratc dal Kiitzing, sono ellittico-acute cd in esse si vcilc inscrilla la minore cllissi concentrica clio scgna il marginc dell' incomplcto diafram- ina fonnato dalla vitta piu viclna. — il9 — 83. RHABDO.'VEMi. ^■> Bacilli tahulati concatenati lalr- r> ratiterslipilfiti inlcrruple villa ti el Iransrcrsaliler .tlriali ; y> vittae capitalac, striae truiisversae, series longitudinates » nionerosas fornianles. » lo non potei osservare die una sola (/{. adriaticum) delle trc specie di qiiesto gencre, ed e (iiiimli liinitandoini a pnrlar di cssa die non posso convenirc con cpianto ne dcscrive c figiira il Kiitzing. Cijli omctle di iiiJicare la for- ma delle tavolelte, che non si pu6 rilevare se non dall'os- scrvazione delle facce secondarie o dalla sezione longitudi- nale; ed 6 appiinto da qaolla forma clio provengono Ic ap- parcnzc sulle quali sono appogj^iate le distinzioni specificlie. Nclla specie adriatica la figura d(dle facce secondarie e li- ueare ncl mezzo c cuneato-assottigliata alio cstremita. I bacilli qiiindi sono gross! nel mezzo, hanno laleralmenle ic due facce primarie fortementc fra loro inclinale verso I'csterno, c sono molto assottigliali negli estromi margini. Lc vilte altro non sono che canaletti sporgcnli nell' interna cavitajeggermente pure sporgenti alia superficie nel mezzo e continui da una estremita all'aUra. iS'cgli csemplari dissecca- ti c ramniolliti i canaletli stessi includouo dcH'aiia raccolta irrcgolarmenle in bollicine piu o mono estcse. Da cio I'ap- parenza delle viite intcrrotte c capitate. L'apparenza delle qualtro serie Irasversali e prodotta dalla forma doi bacilli. Le strie trasvcrsali sono continue ancho sulle vitte o cana- letti, cd e solamente altesa la leggera sporgenza di essi che, allontanando a poco a poco Toggolto dal microsco|)io per portarlo ncl canipo della visione, vedonsi prima le strie degli spazii intcrmedii e non quelle dei canaletti, poi que- sle e non (|uelle, e viceversa se 1' oggetto successivamente si avvicini. Appariscono quindi sempre in serie longituJi- nali inlerrottc, ma ora negli spazii inlerraedii ed era sulle — 180 — vittc, nc possonsi contcmporaneamentc vedere in quelli o sii qucslc. Prosso ai niarprini la JilTcrcnza di supcrficic va svancnJo c (luiiuli anclic Ic slric vcilonsi continue. IS'ella figiira che dA I'Ehrcnbcrg del /{. nrcnaiuw (lav. XX, fig. ^!II) la I'accia sccondaria e rnppresentata scmpli- ccmentc ellillico-acnta, c le vittc vi appariscono liinitatc alle sole cstrcmitA. Sospclto che quella figura sia desunta dal- I' cstcrno aspcllo piullostocliti da dirctta osscrvazionc ; e dall'analogia colla nostra specie io sarei indolto a credere che le facce primarie rimanessero in quella fra loro paral- lele fino alio assottigliamcnto dclle cstrcmilA, c da ci6 pro- venisse la scrie doppia anziche quadrupla dclle apparent! vittc. I qiiattro gencM-i [Striatella, TesseUa, Hyalosira, Uhab- dontma) che costitiiiscono la famiglia dclle Striatcllec, so- no certamente slrctti dalla maggiore alTinila. Ma altrettanto riesce dilDcile detcrminare le corrclazioni o i rapporti del- la intcra famiglia colle altre. 11 Kiitzing pone Ic Striatellce a confronto coi gcneri Fragilariay Diatoma e Achnanles, non dilTercndo esse specialniente dai due prinii che per la copia delle vittc, alle quali io credo corrispondenti i due solili canalctti longitudinali. Dalle Acnanlidi poi, oltreche per la forma, dilTcriscono anchc per la mancanza dcU'apertura ccntralc. Colla famiglia susseguente le paragonercmo dopo averne parlato, contcntandoci per ora d'indicare come alTmc, fra tutte le famiglic precedeuti, piii di ogni altra quella delle Fragilaricc. Giustamente osserva il Kiitzing che le Striatellce tro- vansi indifferentemente ora libcrc ed ora alTissc. Sembra per altro che originariamcnte siano sempre ncUa secomla di quelle condizioni. Anche nell' associazione degl' individul, risultanli dallo sdoppiamcnto, ripetono le Striatellce tutte It; — iSi — forme dclle Fragilarice. Finalinente rigiiarilo agli intera- nei, il Kiilzing li dice ilapprima iiniformemcnte disposti, poi raccolti in piccolo sfericinc, Ic quail alio volte si ad- dcnsano in un globo ccntralc. Qucsta ultima condizione 6 caralterislica ncll' unica specie del gcncre Striatella. Ma riguardo allc Jalosire cd ai Rabdoncmi, mi sembra importante avverlirc lo avvizzimento della interna sostariza colorata in fcttuccc longitu linali paralleic cd intcrmcdie alle vilte. 54. Tetracyclus. " Bacilli late tabulali in filum ar- r> cte conna/i, lotigitudinaliler continue et arete vittati, a » latere sccnndario utror/ne apice late rotundati, ventre >» 'medio Tnaxime inflato. Stipes 7itdlus. La sola presenza delle vitte distingue I'unica specie di qucsto genere {T. lacustris) dagli Odontidii. Le facce lale- rali sono convesse cpercorse da coste trasversali ed arcuate. lo non vidiquella costa rella mediana figurata dall'HassaI,n^ la mancanza di esse coste neU'arca di mezzo come figura il Kutzing. Ma perche il lobo niediano e fortomente convcsso esso risulta in un piano divcrso dai due latcrali, e quindi quando si vcdono le coste di esso, non si vedono quelle di quesli e viceversa. lo non saprei altrimenti inlerprelare il consiglio abbracciato dal Kiitzing di annoverare questo ge- nere fra le Diatomee stomatiche, se non che supponendo ch'egli riguardasse come ampia apertura cenlrale 1' intero lume mediano, che appariscc aperto, quando osservando la faccia latcralc troppo davvicino, csce dal campo visivo la convessitA che vi corrisponde. Frammcnli di organismi con- simili al Tetraciclo sono frcqucnlissimi nella farina fossile di santa Fiore. — 182 — 55. Tabellaru. »» Bacilli adnati obsolete stipitali, r/e- » 7?inm semisoluti, coticatcnati, ijiterntptc longiliidiuali- »» ter vittati, a latere sccundario ventre et apicibus inflati. E molto da osscrvaic la grandc variability di forme nci bacilli di (lucsto grcncrc, per cui tanlo dillicilo rie- scc !a distinzioiie fra le due principal! specie (J. /loccu- losa, T. foicstrata) conuiiii ncllc accjuc dole! di lulta Euro- pa, e tanlo complicala ed oscura nc risiilla la sinonimia. Giustamcnte quindi liccrco 11 kiitzing i liiniti dcllo due specie ncl bcl carallere della allernanza dellc vittc nclla T. flocculosa c della loro op[)osizione nclla T. fvncslrata. Ed intorno ad esse vittc osscrvo, cssere Ic medesime collocate in sottili solclii clic si continuano senza inlcrruzionc anclie dove Ic vilte sono altcrne. L'alternanza loro nclla T. floc- culosa non c punto costante, c lo avvcrti aiiche Ilassal. Dopo lunga ed attenla osscrvazione io credo avermi as- sicurato che la struttura delle Tabcllaric c alquanto diver- sa da quclla dcscritta c figurala dal nostro aiitore. Le facce primarie hanno figura rettangolarc; le sccondarie lineare, o solanicnte rotondata allc cstreniita, come trovo in csem- plari autcnlici di Jiirgens della T. fcnestrafa, o rigonfiatc circolarmcnte nel mezzo, o anchc alle csti'cmita, come scm- bra costante nella T. flocculosa. Ne risulta che la forma e quella di un cilindroide fortementc schiacciato; ovvero di trc minor! cilindri, il medio de' quali maggiore degli altri, ed unili fra loro da parcti parallelc e collocate a distanza minore del diamclro anclie dei cilindri lateral!. Non mi riu- sci vcdcrc apertura alcuna. L' interna cavita e variamentc scorapartita da incom[)leti diaframo)!. Quando nc csistc uno solo, come e frcqucnte nclla T. fcncstrata, lo si vede chia- ramente fornito di ampio foro nel mezzo, ed includente un canalello, il (juale, correndo lungo I' interna parete delle — 183 — facce priuiarie Id dove se iie spiccii il diarramnia, vicnc n coniunicarc con allro caiialelto consiinile pralicalo ncll'or- lo libcro c circolare del diafratunia stcsso. Osservando iin tal bacillo per una dellc faccc sccondarie, balza all' occhio quell' ampia fmcstra cenlralc, ma la si vedc pcro soltanlo altraverso la trasparcnte faccia slessa. In (piclla specie vedonsi frequenleniente due conslmlli diaframmi. Nclla T. flocculosa se nc possono riscontrare li- no a nove (llassal). Non tuUi per altro sono ugualincntc fa- cili a vedersi, ncgll esemplari disscccali c rammolliti. Una soslanza verde scmbra csscrc in cssi coagulata, e dove (|iicl- la manca la dialaneila sollrae di Icg^cri alia vista e i cana- lelli e i diaframmi stcssi, E condizione freciuente nclla T. flocculosa che (juclla sostanza colorata si trovi in una delle mcli lalerali c non noil' allra dello slesso canalelto, e da cio provienc la carat- Icrislica alternanza delle cosi detle vitte. Non esistc dunque un canalc conlinuo ad estremit;\ aperte che altraversi i bacilli, come dcscrissero e fij^urarono gli autori, ma molte fincstre poste in serie, e nelle cpiali resla frequentemcnle Imprigionala una bolla d'aria che non si riesce a far usci- re senza roltura del guscio. IVclla T. fc7icstrula ogni individuo ha, quando lo svi- luppo 6 compiln, due diaframmi. Aliorche si sdoppia, ne risullano due indi\idiii con un solo diaframma ciascuno. Comparisce dopo il sccondo diaframma e piu tiirdi av- vicnc il nuovo sdoppiamento. Rimane da chicdere se ambe- due i nuovi individui iigualincnte si sdoppiino, se il nuovo diaframma comparisca in ambcduc o in uno soltanto di es- si al lato intcrno o all' estcrno, e se, fra i quattro individui risultanti dal secondo sdopfiiamcnto, siano ugualinentc pro- lifici quci due che ronservaiio i due diaframmi primilivi, o — ^84 — quclli che hanno soltanto i nuovi, o questi eqticlli insieinc. Nella T. flocculosn 6 raro il vedcre un solo diaframma, cd e invoce frc(iucnlissimo che due hacilli conligui ne posscg- gano nuincro divcrso. Oltre (juindi allc ricerche supcrior- mcntc indicate, sarcbbe inlorno a qucsta specie ad isliluir- si anchc I'allra, se lo sdoppiamcnto siisscgua scmprc alia formazionc dei diaframmi, circostanza nclla quale sembra risicdcre la csscnziale dilTcrcnza fra essa c la prccedcnie. Nella farina fossile di sanla Fiorc, cUre la T. aviphict- ;e)Ao/■> Bacilli oblonrjo-tahidati, adna- « //, devnan semisoluti et istfimo concateuati, viltae lougi- )t tudinales set/iper binae, wedio intcrruptae, plus //linns- » re curvatae. » Trattando della comunissinia G. marina avverle 11 Kiitzing die colla culcinazione si fanno scomparire le inlles- sioni cstcriori delle vitte, c cio per la maggiorc cvidenza che acquistano le doccie nelle quali giacciono esse vitte, e che percorrono scnza interruzioue la luntrlipzza dci bacilli. y. ^ 2-; — 18(5 — K rapprosonl.i (inclle doccio con dm; sottili lincc, una csfer- na cil una interna a ciascuua vitt.i, cosi in (jucsta come in tulte Ic altre specie. lo vedo chiaiamonte i.i linea csterna, cd essa mi sembra indicarc la congiunziono dellc valve se- condaric coUe primaric. I margin! striati, chc si osscrvano in mnlle specie [Iropica, gihha, yihhrntla, scrpc7itina), ap- parlengono alle facce latcrali, cJ anchc (luando snno lisci come nolla G. marina, coH'azlonc del fiioco si colorano in giallasiro insiciue al rimancnlc di esse facce sccondarie. Dipendc da (]uesto coloramenlo die sia difficile vedcre gli archi cstcrni deile vitlc, corrcndo quelle linec tangent! ad essi. Sospclto poi che lungo (jueila sutura corra un sol- tile canalctto, scavalo nello spessore slesso dclla paretc, cd il cui lumc appariscc qual solco o piu presto qual forellino alle cstremita. La finestra ovale che si vedc ncl mezzo delle facce sccondarie non apparlienc ad esse che apparcntemen- te, come nci goner! precedent! ; essa vedesi soltanlo per trasparenza. Anche nelle Gramniatoforc 1' apparcnza dellc vitle interrotte e prodoUa dalla prescnza di diaframmi scol- piti J' ampio foro cllittico nel mezzo, ed includenti un di- stinto canaletto lungo !l loro attacco alia parcte. Descrisse anclie I'Ehrenherg quci diaframmi che rcgolarmente scom- partiscono I' interna cavita in ire logge distinte. Col fuoco c cogli acid! si rende cosi evidcnte quella disposizionc e si separano cosi nettamentc le varie parli, da potcrne in ccr- lo modo istituirc la piu diligcntc anatomia. Que! dia- frammi hanno in questo gcnere la caratteristica condizionc dellc svariatissimc flossuosita, che sono costanli nelle singo- Ic specie cd impartiscono ad esse i piu elegant! aspelti. Nello sdoppiamento la linea di divisione dei due nuov! in- (lividui e le sottili lince che limitano le due nuove facce latcrali prcce Inno la comparsa dei corrispondenli diafram- — 187 — ml. Sono ciucslc Ic sottili liiicc disegnate dal Kiilzing alio in- tcruo dolle vitle, e da csso riguardatc come i inargiui in- tcrni dellc Joccic nolle quali crede accogliersi le vilte stesse. Lo sdop[>iamcnlo dellc Grainniatofore ricorda vivainente qucllo dellc Acnanlidi. F>hrenl)crg dcscrive la interna sostanza come costi- luila da un corpo ccntrale trasparente ed incoloro, inclu- dcnte piccole vescichette gastiiche, c terminato alle due cslremil;^ da appcndici Irilobe vcrde-brunastre che si disten- dono nelle Ire camere corrispondenti. I cuscinetli clie len- gono conealenati i bacilli sono in tulle le liedici specie di qucsto genere molto cvidcnli, come nella TabtUaria fcne- strata ; e (jucsta osservazione viene in conferiiia di cio che intorno a quella specie avverlimmo. La famiglia dellc Tabellariee (Tetracyc/us, Tubellaria, Tcrpsiyio'c, Graynmatophora) costiluisce da se sola I'ordine dellc Slomaliche. Le due preccdenli famiglie (Licnioforee, Striatellee) sono comprese neirordine delle Astomalichc. E i due ordini cosliluiscono la tribu delle Dialomce vitiate. Cliiumiuc voglia csaminare (juesli csseri con diligenza si convincera picnamente che la distinzione dei due ordini e alTatlo insussislcnle. Nessuna Tabcllarica ha foro ccntrale ncllc facce sccondaric, paragonabile a quello dellc Diatomec costitucnti I'ordine delle Stomaliche nella tribu prccedentc. Ne io giunsi altrimenii a disccrnerc gli altri qualtro fori dcscritti dall'Llircnberg come esistenti ncl mezzo dellc fac- ce terminali. In quanto poi al quattro gencri compresi in •jucsta faniiglia, cssendo dimostrato crroneo il solo caraltere pel quale erano insieme riuniti, c die si adduceva a fissarne la principalc differcnza dalle Fragilariee e dalle Striatellee, rimarra a ricercarsi sc pur vi siano altri caratleri dislinlivi. Io credo fermamente che Tabellariee c Striatellee debbano — 188 — costituirc una sola famiglia, essendochi non niancano allc prime i diaframiui clic I'lthrcnberg vuolc caraltoiislici e- sclusivamcnlc ilcllc secondc. II diibbio chc mi scmhra dover ragioncvolmcntc insorgere sarebbe relative al gcnere Tcrpsiuor. La figura dellc facce laterali, la forma totalc del bacilli, la collocazione dellc vittc, la dirczione dell' appa- rente canale trasversalc, la somiglianza infinc anche nell'e- sterno aspclto cogli altri generi aflini pcrsuadcrebbero a riguardar i bacilli concalenali a capo l' uno dell' altro anzi- che laleralmentc , come piu sopia riferimmo per darne chiara idea. Ma come allora conciliarc lo sdoppiamento tras- versalc con tulli gli altri casi no' (piali c invcce longitudi- nale? Che sc vogliamo atlribuire a questa legge una ge- neralila maggiore chc ad ogni allra , parlcndo dalla dirczione dello sdoppiamento sempre parallelo allc facce secondarie per gludicarc della corrispondenza di tutte le altre parti fra loro, convienc allora toglierc il titolo di gc- ncralc all' allra Icggc, chc pur c data per tale, della dirc- zione dellc vitte essi pure sempre longitudinalc. Neiruno o neir altro modo il generc Tcrpshioe si allontana silTatla- mcnte dagli aflini, che io credo si debba riguardare come il tipo di una distinta famiglia. Per la sola presenza dclle vitte e dal Kiitzing innal- zato il gruppo dellc tre famiglie or ora esaminate niente mono chc ad un grado superiorc a qucllo di ordine, e che egli denomina tribii. L'analisi, che ne abbiamo istituita, mi sembra sufliciente a dimostrare che quella caralterisiica condizionc non c dovuta che ad un maggiore sviliippo di un organo che csistc pure, od e in qualchc modo rappre- senlato, anche nelle varie famiglie della tribii preccdente. E quand'anclie sistcmaticamente si volesse allribiiirle grandc importanza, egli e certo che in una classificazione nalurale — <89 — la si dovrcbbe suborclinare al coraplesso degli altri caraltc- ri. Faccndo (luindi astrazionc da cssn, e mirando solo alle naturali aflinita, io credo chc Ic Licniolorcc debbano csscre collocate prcsso alle Gonfoncmce, ecccttuatone per altro il gencre LicinoCora da porsi accanto alle Sincdre e quindi ncUa famiglia delle Surircllcc; e tutte le altre Diatomee vit- tatc siano da ascrivcrsi all' ordine delle Fragilariee. 58. CosciJlODlSCUS. » Individua solitaria, libera, lorica n bivalvis silicea, in latere secundario disciformis, cribrata. » L' unico carattere essenziale, che distingue questo gc- nere dalle Ciclotellc, e 1' areolamcnto delle facce seconda- rlej ed 6 appunto per esso che lo si anoovcra nella ultima tribii inentre (lucUe appartengono alia prima. Dobbiamo qui ricordare che, trattando delle Ciclotelle,abbiam notato i pun- tl e le linee raggiate nelle facce laterali delle specie d'acqua dolce {opcrcidala, Mejierjhhiiana) e delle fossili {miiiutida, Rotu/a), circostanza che serabrerebbe imperiosamente co- mandare un ravvicinamento dei due generi. In quanto spet- la a queU'arcolamcnto, la cspressione cribrata del Kiitzing include una falsa idea, in (pianlo che quelle cellule non sono gia altrettanti fori come vuole quell'autore {lorica perforata). Basta la osservazionc che avvicinando ed allon- tanando succcssivamcnle I'oggetto dal microscopio appa- riscono altcrnativameute in luce ed in ombra le cellelte e gli spazii ad esse intcrmedii, per dimostrare che 1' appa- rcnza e prodotta o da scmplici depressioni e rilevatezze per cui si ha dilTerenza nel piano delta superficie, o forse da piccolo cavita nello s|)essore stesso dclla parete. II Kiitzing non fa punto conno dei fori marginali de- scrilti dair Ehrenberg, il quale ne annovero Gno a venti- cinque nel C. linfain.t. — 190 — L'Ehrcnberf* dcscrivc hi interna sostanza o raccolta in una niassa j,'lol)()sa nol ccnlro, o dal coiitro irretrolarmonle raggiaiite tiilto alio intorno verso la pcrifcria, o piii spesso disposta in distinti globicini consimili a quelli delle Melo- sire. Ki,'li vide anche ( C- Patinn ) una glandiila globosa cd un' area diafana contraltilc chc credo appartencnli agli or- gan! scssuali maschili. II Kiitzing annovcra vcnti specie di Coscinodisci. 59. AcTIJJOCYCLUS. " Individua solitaria, libera ; lori- " ca biralvis silicca discifur»iis [hreviler cylimlrica) eel- » lulosa ; cellulae radiis pluribns laevibus interruptae. >' Septa interna tmlla. jj JVel saggio di inarna crelacea di Orano che io possedo, cd c quasi intieramentc coslituito di Coscinodisci, di Dittio- che, di Melosire e di spicule di Spongille, non mi fu possi- biie trovare alcun Atlinociclo, bcnche siano in cssa indicate ben sette dclle vcnticjuattro specie di (jucsto gcnere. Cio manifcsta soltanto una circostanza, chc d' altronde 6 ben facile immaginare, esscre cioc nei varii punti dclla stessa formazioiie varianicnte scompartite le specie ed i gcneri. Credo peraltro dover riferire due osservazioni die potreb- bero con uguale dirilto applicarsi a questo come agli altri due gencri piccedente e susseguentc. Frammezzo alio innumerevoli valve di piii specie di Coscinodisci piu o meno regolarmente curve, se ne vedono molle di flessuose cioe variamente curvate; e tale varietA di curvatura in valve fra loro pcrfellamente simili in tutti gli altri caralteri. Considerando quindi che nell'^/. nndulafus i sei apparenti raggi sono prodotli da consiinile flessuosita, insorgc nccessariamenle il dubbio e che i due generi non siano sullicientcmente distinti e die i carattcri desunli da — 191 — quelle flcssuosit;^ non siano sulTicienti a distinguere Ic spe- cie. Si presenta [)oi naturalmente at jiensiero il paragone anclie solto a (juesto aspctlo dei Coscinodisci coi Compilo- disci e colic Surirclle (lessiiose. In qualchc individuo csallamenlc riferihilc al Cosci- nodiscus eccentrlcus e chc conserva ambcduc le valve , scorgonsi cinciue raggi incomplcti chc svaniscono inticra- incnte, qiiando roggclto si alloiilani dal niicroscopio in niodo da vedcrnc la sola superficie. Arguisco da cio che (juei raggi siano altrcttanti setti intern i. In qiiesta siippo- sizione quella specie non apparterrebbe ad alcuno dei trc gcneri. Se non die, avendola Ehrenberg osservata anclie vivcnte presso Ciixliaven nel mare del iVord, sembra im- probabile che quella organica condizione fosse sfuggita a cosi esperlo osservalore, e si deve quindi supporre trattar- si til cosa divcrsa. kiitzing dice e rapprescnta i raggi perfettamente lisci, Ehrenberg invece, quantiinqiie non lo esprinia nelle figure, li dice (Inamente punteggiati. In pressoche tutte le specie sono pure indicate dcile aperture marginal! corrispondenti ai raggi. Nelle molte chc TEhrenberg vide viventi la interna sostanza colorata c variaraente aggruppala in piu lobi pres- so al centre. GO. .AcTINOPTVClIUS. '» Individ ltd solitaria, libera,- lorica n biralvis xi/icea disci formis ( brciiter cijlindrica ) cellu- » losa ; ccthilae radiis septisqxic internis radiantibus plu' » ribus interriiptae. " Le belle osservazioni dell'Ehrenberg fruttarono inlor- no ad alcune specie di (piesto geiierc ( duodenarius, sede- narim, octndenarius ) importantissimi particolari dc' quali il Kiitzing non fa ccnno alcuno. I triangoli, in cui e diviso — i92 — il disco dai raggi, compariscono alternamcntc piii chiari e pill oscuri, prccisamcnte come avvicnc ncW ^/ciifionjclus 7i7icliilatus, ovc (luoH'apparcn/a e cliiaramonte prodoUa dalla llcssuosit;\ dclla superficic. Ncl mezzo di ognuno di quci campi triangolari corre una linea. I fori marginali corrispondono alio lincc die limitano i campi triangolari nell'^. sedefiarius, a quelle invecc chc corrono longitudi- nalmentc in mezzo ad essi nellV/. duodvnarius c nell'^. octodc7iarius, c i sclti interni corrispondono sempre, se- condo I'Ehrenbcrg, ai raggi clie non terminano colle aper- ture. Dalle figure poi si rilcva clie 1' areolamento dclla SU' perficic si continua scnza intcrruzionc anche sopra i raggi, e die oltre le indicate aperture, scorgonsi pur quelle della faccia opposta die allcrnano colic prime. Ed avverte lo slcsso Ehrenberg die accadc pcrcio una illusione ottica difficile ad inlcrpretarsi. Reggc quindi il sospctto chc un eguale numcro di setti, ma alterni fra loro, si spiccliino dalla interna supcrficie di ambe le facce, senza arrivare alia faccia opposta, c si a quesli die a quelli spettino altrettanle aperture marginali. Senibra che non tulte le specie abbiano la slessa strut- lura. In alcune almcno ( temar'nta, senariKs, octodcnarius) i raggi sono figurati lisci come negli Attinocicli; non e det- to che i campi triangolari siano alternamente chiari ed o- scuri, no sono pcrcorsi da una linea longitudinalc, ed an- che intorno alle aperture marginali rimangono de' dubbi. Riguardo alia interna organizzazione poco si rilcva dalle osscrvazioni deU'Ehrenberg. Finalmente merita attenzione che le quattordici specie annoverate in questo genere non diversificano fra loro che pressoche esclusivamente per il numero dei raggi. Due so- le ( se?i(/rins, hexapterus ) avcndonc lo stesso numero pur — 193 — «ono fra loro grandemcnte diverse. Trc hanno numero im- parl di raggi ( (ernarius, quinurivs, nonarius ), le altre tulte pari. La famiglia delle Coscinodiscee ( Coscinodiscus, j4cti- nocyclus, yfciinopltjchus) c, anclie a gitidizio del Kiitzing, aflinc pill cho ad ogni ultra a qiiella dolle Alciosircc. \o cre- do siano pure da rlgiiardare come affini ad cssa ed i Cam- pilodisci e le Surirclle flessuose. Gl. LiTliODESMlDM. " hidividua a latere secundaria ft Iriartfjula, lateraliter in corpus prismaticinn articula- j» tU7ii coii\i'ncta. ?' I singoli bacilli sono fra loro congiiinli da un corpo intermedio piii breve, ncl quale I'Elircnberg osservo una superficie granulata, che cgli dice apparire soltanto negli individui giovani cd ancora picghevoli qiiando si diseccano. Egli riguarda qiiella granulazione come un indizio del pro- ccsso di ossificazione silicca. La unica specie di qucsto gencre (L. vndulaiu7fi ) vi- veiile ncl mare del >'ord e ancora troppo poco conosciuta per cscludcre ogni dubbio suUa sua natura. C2. AMPlliTETnA.s. 5J Individua a latere secundaria »» quadrangula, {depressa) ad angula isthino molli concu' ji tenata. Catenae brcviter stipitntac adnatae. j> Avvcrtc lo stesso kiitzing che le specie di queslo ge- nere si potrebbcro facilmenfe credere spettanti alle Islmie. L' unica dilFerenza e quella su cui e basata la dislinzio- ne della intera famiglia, la ligura cioe angolosa delle facce laterali. Questo caratlere e in vero sommamenle cospicuo, e, nc!la mancanza di altri dati, puo egregiamente servire a dislinguere i generi. jMa che da se solo esso basli a sepa- f. 25 — Il)i — liirc non solo lamiglic nia pcrfino ordini, diflficilmcntc po- li'A csscrc acconscntito in una classificazionc naturalc. 10 Irovai la bcllissima yi. untidiluviana framniczzo agli eseniplari di Biildiil/)hia (juiiKjiiclocularh del Calvados favoritimi da Brobisson. Merita altonzionc la fascia liscia die altravcrsa ncl scnso dclla lunghczza il bacillo. Qiialchc volta cssa manca, tal altra ^ doppia ed anchc tripla. L'a- reolaiiicnto ha un aspelto divcrso da qucllo dci gcncri vicini: esse senibra proJolto da minute papillc sporgcnti. Evidcntissimc pel sono Ic ampie aperture rotonde in corri- sponden/.a ad ognuno dei quattro angoli dellc faccc secon- daries descriltc daU'Elirenbcrg ed omesse dal Kiilzing cosi nella descrizione come nella figura. 11 Kiitzing non avvertc dielro a quali dati rifcrisca qual sinonimo dubbioso di qucsta specie la Isthmia vcsci- ctilosa dell'Agardh, la quale, dalla descrizione che ne da quel- I'autorc, scnibra piultosto esscre una Desmidica. Nella raia nionogralia dcilc Desinidice (iSiO) io avevo riguardato quella specie come tipo del gcnere che ora fu dal kiitzing denominato Istlimoshn. rSon ni' inibattci per anco nella J. adriatica, reccn- Icmcntepublicatadal Kiili\r)^{r/iijco/offiaf/er/;ia7iica p.ii^), la (juale per la forte sporgenza degli angoli vie mcglio si avvicina allc Islmie. E da notare per allro che quella sporgenza varia niollo anche nella preccdcntc specie come lo avverli TEhren- bcrg, ed io slesso osservai nei succitati eseniplari. Molto dislinla invcce scmbra dover esscre I' altra specie (^. pa- raUela), la quale non fu trovata finora che fossile. 65. Amphipeintas. •' Individua paitugona. » Ambc Ic specie di (jucsto generc sono di dubbia natura. — iOo — Raccogliendo quindi quanto e riferihile alia fami- glia dclle Anguliferc [Liiliodis/uiurn, Ainphilviras, yitn- pliijjciitas), iioii si puo die ri[)eleic cio die fu superior- mente avvcrtito del secondo di cjue' gcneri. II primo c in- ccrto rigiiardo alia nalura, ma in ogni caso non saprcbbe avcre alcuiia afTinila col secondo. L' ullinio lia almeno nna qualclie soiniglianza nell' eslerno aspclto. Lc due faniiglie (Coscinodiscce, Anguliferc) costitui- scono I' ordinc dellc Discifornii. Non so (jiial carallcre pos- sa avcre indolto il Kiitzing a qucsta unionc, mcnlrc il nonie stcsso della scconda faniiglia contraddicc quello dcil'ordiuc. lo credo die le Coscinodiscce non possanodisgiungersi dalle Melosirce, c die le Anguliferc, csclusone il genera Lithodes- miu7u, debbano riunirsi alle Biddulfiee. G4. Tripodiscus. " Indivldua sinrjularia"*. libcrn? lo- » rica biialvis discoidca circularise in utroc/ue latere (jp- >> cundario) tribus processubus appendiciclata. >■> La unica specie di qiiesto gencre die costituisce da se sola la faniiglia delle Tripodiscce non ditTerisce essenzial- mentc dai Coscinodisci die per Ire brevi appendici spor- genti da ciascuna dclle facce laterali, tubulose c terminate in apcrtura. Elircnberg sospella ancbe la prcsenza di allre minor! aperture marginali. L'areolamento della supcrficic e nella figura espresso cosi complicatamenle da far credere coni- plicata anclie la organica condizione cbe da qiiolPappaicuza. Go. IsTHSiiA. j> hidividna trapezoidea vel rhomboidca , » compressa cellulosa, zona transversa ti ex cellulis mino- » rihiis fonnata notata, adnata, stipitata, isf/if/iis inajori- it bus iji catenas subramosas irrerfttlares conjuncfa. Di- » iisio obliqtic transversa. ■>•> »- l'J(i — Lii complicalu sinoniinia cicllc due specie ili qiieslo goncie {c7itfriis, nervosa) ^'iuslifica il miovo nome iinposto dal Kiitzing alia seconda di esse. La Covflrvu oblicjuaia di Smith sivetta alia prima, e fu (iiiindi rEIirenhcrg chc crro d.ituio nd cssa \\n miovo noinc spccifico (rncn/\s). L' altra rcslava a denominarsi, cd il kiil/Jng con pieno dirillo la cliiamo I.ticrvosa. Per leggc (luiiidi di sinoniniia dovrchbcro reslaro i due nomi ohlir/tiata e nervosa. Le costc longilu- dinali di qucsla seconda sono afl'alto eslranec alia superfi- cie; esse sporgono leggern»enle nella interna cavita. Si nd- I'una clie neiraltra la nicmbrana ccllulosa silicea della parte mcdiana pcrsisle nicntre nello inlerno avvicnc la lorniazio- ne delle due nuove valve laterali, clie complctano i due in- dividui provonienti dallo sdoppianicnto. Queslo proccsso ri- corda quelle delle Acnantee e si avvicina alia reduplicazione delle Desmidiec. La zona trasvcrsale rapprcsentata dal Kiitzing nella porzione niediana non c costante ne regolarc. lo la credo prodoUa dalla pcrmanenza di qualche porzione della num- brana cellulosa silicca esterna, che si laccra nello sdoppia- nicnto. Puo restarne una porzione ncl mezzo, nientic le cstremila laterali nc sono dcnudale, o viccversa rcstar denudata quella e coperle questc. llimane tutlora a sco- prirsi conic avvenga la I'oi'uiazione delle due nuove valve, se esse si organizzino in sito, oppure sporgano poco a poco dalle valve conipagne, alio quali sono fin dal prin- cipio continue, non isviluppandosi die conseguentemcntc I' anello intermedio come nclle i\Ielosirc. L'istnio gelalinoso die insieiiie congiungc gl'individui, c lo siipitc col quale la intera catena c afTissa, senibrano te- stificare la prcsenza di una merabranclla esleriorc gelali- nosa. — 197 — 6C. Odomell.v. » hidividua larvia comprtsso-itrt- n tktscula 772C(lin fusciata utro'jiie apicc cornubus iinis la- n teralibus instrucln ct conculenata, adnala. » Costrcllo (luila niuncanza di cscniplai i a limitnrc il mio csamc a quolla sola dcllc cinque specie di (jucsto j»e- nerc, delia quale traltai siiperiorinentc in proposilo della niia Pleurosira thermalis, non posso clic insistere su cio die in cpiella occasione asscrii. GrindiviJui AvWOdontella polymnr/jlia lianno liime clliilico ncl mezzo, cd alio estre- miti sono cosi compressi nclla direzionc del diametro niag- giorc di qiiclla cllissi,che,Yeduli di fianco, presentano un canto oUiiso nia linearc. Evidenlissinii poi sono i processi lateral!, mcrec i quali grindi\iilui sono fra lore concatcnati. La difle- rcnza qiiindi di qnesta forma da quella della Pleurosira ther- Vialis c della P. Jiailcyi e grandissima. Allra difTerenza pure rilcvante esistc nella congiunzione dell'anello mcdiano colle due valve lateral!. iS'ella mia Pleurosira v' e d' ambi i lati grosso e dislinto canalctto circolarc cvidenlemente spor- gcnte nella interna cavita,ccorrispondente ad un eslerno sol- co. IN'ella Odonlella invecc non esisle no solco ne sporgenza; (lubilo pur anchc sc vi sia un soltile canalelto. Uguale condizione poi csiste nell' una c nell' allra riguarJo ai delicati punli del guscio, die il KUizing dice di aver omcs- so nclla sua figura della Odonlella, essendo essi assoluta- mente riferibili alia interna sostanza come nclle Melosiree. C7. BiDDULPniA.5?/««//itV«o co7icatenata, punctaio-cel- » litlosa, {relliflis in /ineas recfas transversatcs ord/nafis) n utrof/ue latere obtuse dentata, [dentibus marginalibui y> majoribns), sept is transversalibus internis loculosa. " La interna cavita non e punto divisa in distintc log- ge trasversali, pcrche i sctti lungi dall'esserc complcti, non - 198 — isporgono anzi cl)C ben poco. La loro sporgcnza maggiorc corrisponde alle cslreinit;^ del hacillo, c di l;i cssi vanno as- soltigliandosi verso i margini delle valve lateral!, alle (juali escUisivamenle appartcngono. Un consimile orlo rilevato nella interna cavita limita poi anche i process! lateral!, nier- ce i qual! i bacilli sono Ira loro concatcnali. Ciascuno di que' processi termina con uno spigolo acuto, cd ha pcrcio forma trigona c collocazione oMiipia. Le faccc terminal! ( lateral! riguardo alia catena ) so- no pianc prescntano figura cllitlico-allungata, altraversata, parallelamentc all' asse niinore, da due lince die segnano la congiunzionc delle due valve lateral! col corpo media- no. A quelle linee corrisponde alio estcrno un profondo solco che vedesi chiaramentc negli spigoli, e nello intcrno un cercine sporgente a guisa d' incompleto diaframma a lenibo circolarc. La forma quindi dei bacilli c grandemente diversa da quella indicata dal Kiitzing, che 1! rappresenta come cilindroidei schiacciati. Ess! sono invece prcssoche pa- rallelepiped!, e quando sono ancora fra di loro uniti dalla niembrana ccUulosa silicea esterioi-e, che piu spesso o me- no incompletamentc persiste, costituiscono un lilo prisnia- tico quadrangolare. Quando sono liberi, le estremita sono assotligliato-rotondate c lobate secondo il numero delle incomplete logge. Le due facce primarie poi non sono piane: esse prcsentano delle riievatczze e depression! trasversali in corrispondenza alle suindicate logge. I processi lateral! so- no denudat! piu o meno complelamente della membranella ccllulosa, e sono fra loro congiunti nella concatenazione da un cuscinetto limitato da linca precisa all" esterno, irrego- lare invece verso Pinterno. Lo sdoppiamento avviene anche in qucsto gencrc co- me nei precedent!. Merita osservazionc il doppio legamento — -199 — che riinane a congiungcre il lobo mediano di ambe le facce (li ciascuna cslrcmita col corrispondentc del vicino hacillo, Icgamento die nel succcssivo allontanamcnto si spczza nel mezzo niantcnendo la sua rigiditi. Ahbiamo ncH'Adriatico Ic due specie (/nirif/nelocnhiris c trilocnluris. lo rifcrisco alia sccoiida una forma a bacilli minor! c moUo allungati, che credevo dapprima una nuova specie e come talc comunicai al kiilzing, il quale la credet- te invece appartcncntc alia (ini7i(/uclocitl(tns. Nolo (juesla circostanza per far avvcrlire una importante condizione organica. Quando i bacilli sono vuoti e diafani, vcdonsi fa- cilmontc per Irasparcnza anche Ic coste della faccia oppo- sta a (luclla die si osserva, e specialmente le due estrcrae, die corrispondono alia grossezza minore e si possono(iuiodi vcderc conlemporaneamenle a quelle della faccia antcriore. Si aumcnta allora apparenteinenle di due il numero delle cosi deltc logge. Cosi avviene che la (juirKjicd ocularis Simu- la allc volte la septcmloailaris. II Kiilzing ascrive a questo gcnere come specie dub- biosa anche la Deiiticdla Fragilaria di Ehrcnberg. jN'ella (/uin(/uelocularis io vidi qualche bacillo spczza- to in corris[>ondcnza alia congiunzione delle valve laterali colla cinlura niediana, e circondalo da alcuni (4 — C) cor- puscoli policdrici di diametro uguale ad un quarto di qucllo del bacillo c di strultura cellulosa, aderenti al margine di quclla spozzalura. Finalmente non possiarao a meno di ricordare la Jsth- tula venom la quale ci sembra non diflerire dalle RidJulfic die per la figura trapczoidalc delle sue facce priraarie. 08. Zygoceros. » Ind'ividua libera ? co7npressa utr'ni» Benche, ollrc alia specie csclusivamenle lossile ( A. Stella ) omcssa dal Kiilzing, una dellcaltre due sia stata — iio'J — ilall'Elirenbcrg osservat;i anclic vivenlc {J. Veiilaslerias) c 1' allra cscUisivamente in (iiicslo slalo ( .4. Sijrius ), pure uon si ha iiUorno alia organizzazioiie di ijncsto gciicre al- cun dalo posilivo. 71 . Mesocex.v . Individua libera solitaria, annuhim » circtilarem ant ang/u/osufn, saepe splncscentetn refe- » renlia. v Non si pu() chc ripctcrc anchc intorno allc cincpie spe- cie di qncsto gcnere cio che si disse degli Ailinisci. 7'J. DlCTYOCllv. -•' Individtia reticulata spinosa libera " solitaria. » Indipendenlcmcnte dai caraltcri dislinlivi delle dioci specie (una nc aggiunsc il Kiitzing, la D. gracilis); quali me- ritano allenzione per le varietik nella forma, la grandezza, lapi'oporzione, disposizionc e perfino il m\\wcTo{l).aculeata, D. trifvncstrat(i) delle maglic, come anclie la prcsenza e lua- ghczza delle spine, gia avverlite dall'Ehrenbcrg, sono poi pre- ziosissimc Ic osservazioni dell'autorc stesso su alcune di rjuelle specie ( dculcaia, speculum. Fibula ) che pole sludiare vi- venli. llisulta da (juestc che 1' animale c moUc, ed afTallo csteriore al corpo siliceo che porta alia supcrficic, quasi fos- se uno scudo doijiale, conic I'anno Ic Arcclle del loro guscio calcare. Bencho nianchino tiiltora osservazioni per dimostraro conuine a tutta la famiglia delle Attiniscee [Jctitiiscus , Mcsoccna, Dictijocha) la organizzazione verificata soltanlo in alcune specie di questo ultimo genere, pure la si puo sup- porre tale per analogia. Di fatti non si saprebbe altrimenti inlcr[)rolare la strultura di (piegli csscri, se non che sup- ponendo csteriore il corpo dell' animalctlo. — 203 — E qiiantunquc l)cn poco si conosca dcllc DiUioclic, pure cio (}! pill chc siinicicnte a iliinosli'arc un lipo orga- nico non solo alTatlo divcrso da (jiiello dellc allre famiglic comprcsc ncl nicdcsimo ordine (Appeiuliculatc) c iiclla ine- desima tribu (Arcolatc), nia bensi dal lipo di luUe Ic allrc Diatoinec. lo credo die (lualuiujuc sia il rango che altribuirc si voglia al gruppo delle Diatomcc nella scric zoologica, la prima divisionc quella dobba esscre dclic Diatomee vcrc e delle Attiniscee. Anclic iicllo stalo allualc della scienza si possono caralterizzare le prime come complelamente lori- cate, le seconde ridotlc ncl dermosclielctro alia presenza di un semplicc scudo dorsale. E bensi vero che in al- tre classi di aniraali (p. e. ne' Mollusehi) i caralteri desunli unicamente dal dermoschdclro non lianno un cosi clevato valorc tassonomico. E fosse pure che si arrivasse a basare la classificazione anche delle Diatomee sui parlicolari del- I'intima struttura organica, ma fmo a tanto che cio non si consegua, io reputo che, almeno come provvisorio, quel carattere si debba avcre per principalissimo. L' ordine dunquc dellc Appendicolate ( Tripodisciee, Biddulfiee, Angolate, Attinisciee ) e quanto altri mai ar- tilicialissimo, cd anche come tale insussistente. Per lo stcsso litolo chc vi sono ascritti gli Zigoccri ed i Tricerazii vi si dovcvano pure ascriverc le JMphilctras e le Amphi- pentas ( se sono verc Diatomee ). Le Biddulfiee costitui- scono un gruppo naturalissimo quando vi si uniscano le Anguliferc, cscludendonc il Litodesmio, e Ic Angolate. Rc- sterebbe qualchc dubbio per il generc Odontella attesa la mancanza di areolamcnto del guscio. II Tripodisco poi re- stcrcbbe intcrmedio fra quel gruppo c le Coscinodiscee. — 20i — Inlieranicnte cscliisc finalmcntc nc Stirohljcro, ;> mio cre- dere, Ic Allinisccc. La intern Irilni dclle Areolate ( Disciformi, Appcmli- colatc ) sarebbe cosi ridolta ai trc soli gnippi ( Coscino- discee, TripoJiscco, Biddulficc), ai (|iiali realmcnte conipelc quclla deiiomina/.iono. K qui iion possiaino a inciu) di ad- diirre alcunc considcrazioni sulla organica condizionc chc vi d;\ originc. Nelle Biildiilficc la slruttura del gnscio scm- bra evidcFileincMte cellulosa. Nolle Coscinodiscce la ave- vaino supposta tale dictro ai fenomenl ottici chc prcscnta, ed il confronlo conferma (iiiclla supposizionc. Confron- tando ora la tribu dcllc areolate colic preccdcnli solto que- sto punto di vista, cd indipcndenlcmcnte dalla natura ani- nialc vegetale dolle Diulomec considerate nnicamcntc come esseri organici, ci troviamo ridolti nccessariamcnle ad un dilemma. il gnscio dcMe areolate ha nna strut- tura afialto diversa da qiicUo dclle altrc Diatonicc, o il guscio di queste ha pure una struttura composta, che sfugge all' occbio, ancbe armato del piu possenli niezzi d' ingrandimento, atlcsa la minntczza e tenuita dellc parti elementari. Alcuno forse intenderebbe cliidcre la qnestio- ne ammettcndo die (juel guscio altro non sia che un prodotlo di secrezioiio. Ma, oltre che i prodotli dclle se- crczioni sono cssi pure vivenli, cioc organizzati e suscet- tibili di iilteriori modificazioni organiche loro proprle, come superiormentc accennaramo, in qualuntiue modo e necessario amnjeltcre una organizzazionc particolare nell' organo sceernentc perche i suoi prodotli assumano con- figurazione c tessitura particolare. Sia dunciuc che s' in- tenda limitato il polcrc vitale ed organico alia sola so- stanza mollc od csteso anchc alia solida, vlene ad csserc pur scmpre la stcssa cosa, particolarita cioe di organiz- -^ L>or) — zazione. La dinTercnza si riducc tulta alia costituzione inolle solida, ne l)S — Tabellaric*, esscndo assolulamcnte falso il carattcrc dell'a- pcrliira mediana dato coiuc distiiUivo dolla scconda, colla so|Kira/.ione del iijenoro Tcrpsinoi' (\n:\\ tipo disliuto; il tra- sporlo dcllc Coscinodiscce c probabilnicntc dclle Tripodi- sccc fra Ic Mclosiroc; I'apr'^ruppamcnto dclle tre famigiie Angulifcrc, BidduHlcc c Angolalc, cscludcndone conic iiicerto il Lilodcsmio c lasciandovi il gencrc Odontella chc dimo- stra ralTinila dciriiilcro p;ruppo colic Mclosircc; finalmcntc la dccisa scparazioiic dcllc Attinisccc da tuttc Ic altrc Dla- tomee. Amniessi qncs ti nuitamcnti c conccssa lulta la eslen- sionc al principio di n(;ii accordarc assoliito valorc ad al- cun carattcrc prcso isolatamcntc, Ic Dialomee si dividereb- bcro in due sc/.ioni : le Attinisccc c !e altre tuttc che si potrcbbcro coniprendcrc col nonic di loricate, a mcno che non si riconosccsse che le prime non hanno realmcnte al- cun Icgamc di parcntcia colic sccondc, da qucllo in fuori dclia natura silicca del dermoschclctro. iXclle loricate sareb- be subito a separarsi il generc Terpsinoc dagli altri tutti, i quali potrcbbcro ridursi in olio sole famiglie: i. Eunozicc, 2. Fragiliiricc (riuncndovi le Mcridiec, le Striatcllce e le Tabellariee ), 5. Melosirec (comprcsc le Coscinodiscce, le Tripodisccc, le Anguliferc, le Biddulficc e le Angolate ), 4. Cocconoitlcc, 5. Acnantce, G. Cimbcllcc, 7. Naviculcc (con tuttc Ic Surircllcc), 8. Gonfoncmcc (in unionc alle Licnioforcc meno il gcnere Licmofora). Qucstc lamiglic poi si potrcbbcro forsc scpararc in due gruppi sccondo die la tcmnogcnesi av- vicne per scmplicc dcduplicazionc (Eunozice, Fragilarice, Naviculce, Gonfoncmcc, Cimbellce c Cocconoidce) o con re- duplicazione (Melosirec c Acnantee). lo non credo per altro che qucsta distinzionc sia cosi csscnzialc come potrebbe ap- parirc, giacchc anchc in qucsto caso mi scmbra che la cvi- — 2UD — dente complicazionc del proccsso nel secondo gruppo ma- niCesli, clie talc (^ pure rpiello iipparcnlcmentc scmplicc del priino. Di falli e pur soiupre ncci'ssario, chc si organizzino Ic due nuovc valve lalerali doi due iiulividui anche rielle pill scm|>!ici Maviculce, c 1' alloiitauaiiicnlo dcllc due [)rcesi- stenti precede sempre !o sdoppianiento. iNoii mi seinbra ipiindi che si possa inticramcntc convenire coiilllircnbcrg in oil) ch'cgli adduce a dislingucrc il proccsso dcllo sdop- piamciilo dalla rigencrazione e daila riproduzione. IVon si puo dire clie nulla manchi 1^ dove apparisce la formazione dclle nuovc valve, e che da essa sia operala la divisionc. La divisione c di lunga niano gia predisposta, c la persistenza dellc due valve esleriori non mi seuibra suHicicntcmente provare , che avvenuta non sia una lotale rigencrazione dei due nuovi individui. Ne alcuno puo dimostrarc, che non avvcnga riassorhiniento di soslanza organica e locale ripri- slinaniento di organizzazione. E poiche Ic nuovc parti che compariscono cangiano essenzialmcnte I'individuo, e punto non appartcngono al suo individuale accrcscimento, come saggiamcnle rilictte i' Ehrcnberg, da cio appunto consc- gue, chc prcviamente abbia cessato di fruire una vita in- dividuale. Sc non temessi di senibrare Iroppo trascenden- tale, io conl'ronterei il progrcssivo sdoppianiento dcllc Dia- tonicc col successive sviluppo della gemma terminale delle Sertularicc. Essa si sdop[)ia in due orgaiiismi, chc in di- niensioni niinori potrcbbcro apparire pressochc uguali; ma uno di essi gode vita individuale, I' altro invecc ulterior- niente si sdoppia e cosi indefinitamente. Per cio chc spctta e al rango cd al posto daaccordarsi allc Diatoniec nella classificaziooe zoologica, risulta dalle osscrvazioni fin qui raccolte nulla [loler.si asserire
  • cssuno ijuindi avrebbe dirillo di conlraddire alia r. 27 — 210 — i)|iiiii(iiie aulorevolissima tlcll'Elirenlierg, die 1« ascrivc alia classe (Icgl'infusorii poligastrici {\). Scliiiirit/icnti. Alia jJiKj. 4i. Senza cntrarc nella polemlca, pure per diiuostrare la graiulc sliina die profcssiamo al Kiitzing, creclianio ncccssario aggiungcre qiialche parola, afTinche non serabri o che voglianio cludcre la queslione, o che non facciamo calcolo delle ragioiii di (luell'esimio antorc. » Non >•> csistono in natura netti [scharfe) confini (ra Ic specie, le » class! e i rcgni, e I'averli teoricamente ammessi condusse » a rigiiardar como piante alcunc forme animali inferiori.. " come animali alcunc forme vegetali. La fissazione dci »> confini fra i duo rcgnl organici e tuttora un problema. " Dove cssere csclusa ogni metafisica dailo studio della na- » tura, nel quale non si puo progredirc che per la via em- -•' pirica, e quindi dobbiamo attenerci a quanlo si vede, si (i) Keceiileniente pubblici) il Kutzing (Bolanisihe Zeitung 3 aprile )8'(6, 11.'^ i4 pag. i'\'^ alcunc nuove Diatouiec scoperle dal r?iel)isson a talaise. L'n Acnantidio, un Gonlbiicina, due Naviculo, una Ceialoncis, duu Sincdie c un uuovo geneie appailenenle alia fainiglia delle Striatcllec: PLEVRODESMivit. (i Trichoma arliculalum fasciapforme. Artictili plain •■ saepc geimnaii, /asciti traiisierstili nieJia hyalina niiuni,i:v sulcis loiigilit- X diiialibus, obsolete pnnctalis {j}crf>raus?) costali; costis rii^alosis ». E cosi coriiplelalo il numcio dci seltantadue gcncri pioposli (nella prc- redenle enumerazionc il Kutzing ontlse per criore il numcro 4y), e recato ad ollre ollorcnlo ((ucIId dellr .specie. {Nrla pnsleriore). — 2\i — » osscrva e si coinprcnde. " Qucsli pensieri esprcssi dal Kiilzin^ [I'cbcr die yera'a7idlunrj di-r Infitsorlc?) in nif- dn-e Ahjtnformen: Vorn'orl) sono pienanicnlc lo;»ici. Ma non (' legittima la conseguenza che I' aulore stesso ne de- duce, doversi amnicUcre un punto cotmine di partcnza per i due regni. Se e assurdo I' animettere risoluto il problcma posilivaincnlc, lo 6 altrettanlo 1" ammeltcrlo deciso negati- vamentc. Lc contraddizioni, allc quali cgli acccnna, come prodolte dalla falsa supposizionc della csisteiiza di un limi- te fra i due regni, appartengono agli autorl o ai libri e non alia scienza. L' esempio stesso dei cigli vibratili della Suri- rella Gemma (Ehrcnhcrg) c dclle spore della f'uuclicria clavata (Unger) ha la sua risposta nellc osservazioni di Siebold. Tulte le osservazioni sulla niobilila degli sporidii delle Alghe inferiori, delle spore dclle A'aucherie, dei zoosper- rai degli Sfagni, dclle Care, delle Marchanzic, delle Fclci e pcrfino delle Fucacec altro non diniostrano se non che gli csscri vegetali, in cerli sladii del loro sviluppo ed in certe conJizioni, godono essi pure di una mobilita che siniula la animale. Che la complicata organizzazione animalc scoperta dall'Ehrenberg in niolli de'suoi infusorii poligastrici non sia riconoscibilc in alcuni, che per analogia si ascrivono al- ia classe mcdesiina, e un falto positive: lua da cio punto non deriva, che si debbano o riguardar come aniraali quegli sporidii c spore di alghe, che, oUrc al niancare di quella organizzazione, nianifcstano poi col loro successive svilup- po la evidentc natura vegelale, o negare animalit^ agli allri esseri nei quali esistc (juella complicata organizzazione. L;> raolliplicazione per divisioue, o con altre parole la temno- genesi, non c esclusiva degli animali, come credeva I'Ehren- berg. A buon dirilto la si amuiclte anche nei vegetali. Ma il processo organico pel quale essa si compie e poi lo stesso o I O _ nci due regni V Se il cirattcrc coosiderato nclla sua genera- lita lion puo servirc all.i di'^tin/.ionc, iiltro iion no doriva se non die la nocessita di sludii iiltcriori per rilcvarnc Ic par- ticolarita. I Closlerii e le Dcsmidice sono in -iijencrale piantc c non aniniali. i\elIo statu altiiale della scicnza siamo obhli- g.iii ad ainmcltcrc qiicsta proposizione. La strultura orga- nica, i fenoincni I'lsiologici, la storia dello sviluppn, i mate- ii.ili cliiinici ciit' C()ntenu;on(), nianifestano in (piegli esscri porfetta corrispondenza con allri, chc solto lulli i loro a- spetli si coniprcndono nel concetto astralto di pianla. Cio invece cij'cssi prescntano di conuine cogli esscri cvidcnle- ntontc animali non e chc una apparcnza o tulto al piu una somiglianza di forme estoriori. Ehrenberg si illuse sn (juclla apparcnza, e guidato da quella fallace somiglianza, credctte scoprire ancho nolle Dcsmidice quelle mcdesime parlicolariti organichc chc dimostrano 1' animalita di altri esscri. Cosa se nc deve dedurrc? Chc anche il piu accurate osscrvalore e r uomo di gcnio possono crrare. Nc cio polra mai scemar- nc il mcrito, o renderc nicno im[)ortanti i bcncfizii ch'cgli rese alia scicnza. 11 danno non ridondercbbe che su colore, i (juali schivi a!l;i fatica dcll'osservare, si acconlcnlano dolla autorita del maestro e nc abbracciano indifTcrcntemcnte cosi le vere scopcrte come gli errori. Grazic al ciclo l' epo- ca dell' autorita e traniontala, e chi vi si aggioga erri pure con pace, chc per (picsto la scicnza non avanzera nieno, cJ anzi da (luegli errori stcssi essa potra trarre vantaggio. Dallo studio dellc Dcsmidice e dal loro confronto cogli ani- mali dcrivarono gia nozioni prcziose sulla inlima struttura dci vegctali. Le bcllissime osscrvazioni di Flotow sull'esscrc da lui denominato JlaeMalococcus phrvialis sembrano diniostrar- — 215 — nc la natnra aniiiialc. Ke la com[)arsa di alcunc alglic ( ilic- tro ic fif^uic giiuiicate ilal Kiilzing Ulothrix tenerrima, U. tenuissima, Gloeodictyon viride ccc. ) ncl vaso ovc da (|ual- chc tempo triaccNa immcrso nell' ac(|iia il pretoso Emato- cocco, dopo qualtordici incsi di discccamcnlo, piio cciia- mcnlc diniostrarc ch'essc rapprcscntassL-ro uoo stadio di- verse di csislcnza di (picl medcsimo csscrc. Sc cio fosse converrebijc dediirnc, die, a nuilgrado di lullc Ic apparcnze di animalitA, qiiell'Kmalococco rcalmcnte allro non era chc il germe di (luellc alglic c ijuindi vcgetale. A quesla conclusione appunto guidano le ancora piii esatte e preziose osservazioni del Kiilzing sulla melamorfosi della Microglcna tnonadhiu in I'lolhrix zonata e del Chln- midoino7ias Vulviscnliai in Shjgeodoniiim stellare. Potreb- be taluno mnovcrc il dubbio, che i globicini, dai quali si svilupparono i (ili di Sligcoclonio, non fossero precisanicnle quelli stessi clie [)rim;i si nuiovevano, aveano il punlo lossoe I'appendicc cigliare; ed invecc o vi fossero previainentc me- scolali, c per la somiglianza neircslcrno aspetto con quelli si confondessero, o fossero solo postcriormente comparsi. Ma animcsso anche chc si trattasse assolulamentc dell'es- serc riguardalo dagli autori conic aniniale c deuominato ChIa7>iido}/io7iax, e chc [irccisamcntc da csso traesse la sua originc lo Sligcoclonio, le conclusioni di qucsto falto dcvo- no ridnrsi allc segucnli>: godcrc i gcrnii dcllo Sligcoclonio di movinieuli simili agli aniniali; cssere essi fornili di un pun- to rosso simile air occhio degl' infusorii; avere anche tal- volla un ciglio tcrminale; lal allra un' area diafana od una apertura colla (juale si fissano per vegctarc ; e il crc- dulo C/i/ifw/doMorms Fu/r/sruli/x allro non cssere chc il germe dello Sligcoclonio. In quanto agli allri organismi si animali che vcgctali ( Telraxporn, Palmella bnfn-n'ides, — L>|.i ~ Protococcus, Gyges, Vmidorhiu, Monas, Glococapsa ccc), chc scinl)rano avcrc del pari originc dal mcclesimo Claiiii- (lomonadc, lo stcsso Kiilzing si limita ad accennarlc come somiglianza di forme. Giiistamcntc distingue il nostro autorc i due mclodi impicgali iiello studio dcgli esseri organici : o si consideri- no gii\ completameiite sviluppati (Ijinneo) o iiel succcssivo loro sviluppo (Goethe). Le defmizioni del primo dcrivaiio da da una sintcsi cmpirica; che pcro altro non possano cs- serc chc arbitraric, in quanto che ncssun concetto cmpiri- co puo esscre definito, io non lo accordo, giacche mi scm- bra che nulla di piii noi possiamo sapcre di quanto ci viene dai sensi, e credo anzi arbitraric tuttc quelle dcfinizioni che non sono logicamenlc cmpirichc. La storia del succcssivo sviluppo di un esscre si avvicina di piu alia vera idea chc cc nc dobbiamo formarc, non perch6 quclla idea sia assolu- ta, chc nulla vi puo essere in natura di assoluto per noi che facciamo parte della natura stessa, ma perche il concetto chcciformiamo di una cosa c tanto meno incompleto quanto pill numerosi sono gli aspetti sotto ai quali la considcriamo. Ed anchc nell' csanie dei succcssivi stadii di sviluppo s' in- cianipa scmprc nell' arbitrarielA, perche il tempo non ha iutcrruzioni, e sotto a questo riguardo la imperfczione e insita alia nostra natura, perche manchiamo di misura per Ic frazioni in cui naturalmcnte dividesi cosi il tempo como lo spazio. E giusto il dire che proccder si dove alio studio della natura indipendentementc ed astrazion falta da ogni pre- concetta idea, unicamentc allcndendo ai fenomeni ; ma e pur neccssario collcgar quest! fenomeni fra loro, parago- narli, rilcvare cosa abbiano di comunc, cosa di diverso, e sa- lire cosi gradatamente alia sintcsi. Ogni idea metafisica po- — 215 — sla a priori per base di una dottrina c necessariameote ar- bitrariii. La sintesi invece logicainentc cseguita e preccdula dall' analisi dei singoli falti, die serapre ci si presentano composli cd incompieti, guida con sicurezza al consegui- mento della scicn/a. Potr;^ csscrvi crrore nella osservazio- ne nclla dcdiizionc, non niai nel nictodo. Quando il Kiitzing combatlendo il principio dclla esi- stenza di un liiuite preciso fra 1' nnimale c la pianta, stabi- lisce invece non esislcrc un tal iiniitc, altro non fa che so- sliiuirc un principio metafisico ad un altro, e si allonlana quindi dalle niassimc da lui stesso poco prima stabilite. Quando dinioslra che i movimenti, e gli organi merce i quali si cscguiscono non sono esclusivi degli animali, e Ic apparenze di occhio, di stomaco, di bocca si possono pur a- vcre nei vcgetali, combatte di per se stesso la sua teoria dclla duplicc natura animalc e vegetale dell'essereniedesimo. I fatti osscrvati sono prcziosi. Essi dimostrano la in- sussislenza delle note caralteristiche date dagli autori per distinguere gli animali dalle piante. E sia pure che anche ai pill tardi nepoti rimanga impossibile il decidere se al- cuni dali esscri possano o dcbbano comprcndersi nella idea astratta di pianta o in ipieila di animalc, cio non varra certamente a confondcre quelle due idee, perchc di loro natura empirichc c percio, relative bensi, nia uon arbitraric. La piu importanle forsc delle osservazioni del Kiitzing rclativamcntc a (piesto argomento e quella dei diversi fe- nomcni vitali ofTcrli dai piu semplici vcgetali, secondo che in essi prcvale la estcrna niciubrana gclinea (cellulosa)o quella interna die egli chiama amilidea, cd e I'otricello pri- niilivo (di sostanza quatcrnaria azotata ) di Mohl. In que- slo secondo caso si hanno i movimenti, e i cigli merce i quali si opcrann. Gli sporidii e non vascolare o fibrosa. E poi simile ai prodolli di se- » crezionc, die abbondano di cellule nucleate, non allun- )•> gate in fibre, ne sviluppate in canali^ ma con la dif- » ferenza, in parte derivata dal contalto dell' aria, in j> parte dall' azione dei vasi assorbenti, che ipicsta esterna »> sccrezione manca di liquido clomentare che tenga le r. 28 — 218 — " cellule disgrcgale, nuolanii e rigonfio; c risulta qiiindi '> (li sole cellule a>vicinate, compresse e ilispostc in istrati " inolleplici e sovrapposli. .Mi Iciigo ilunquc di mezzo " tra quelli die chiamano l' cpidcrmidc soslanza inorga- •' nica e morta, e quelli, chc la vogliono csistcnlc per sc " e viva di propria vita. Kssa ha per nie una organizza- » zione c quindi una vita, ma di ordinc basso, cd e in- " sicme prodollo di sccrezionc d' altro piii nobilc c com- » plicato elemcnlo del corpo sul quale e stesa. Qual 6 " questo elemcnlo generalore ? Neccssaria ricerca, impor- " tanlo lion menu cho curiosa c per il fisiologo e per il " medico curante. Questo elemento forma parte sicuramen- " Ic (Iclla mcmbrana legumcntarca, di cui Tepiilermide co- » stituisce I' ultimo slrato ed il vclamento piii superficialc. " Noil credo possa esserlo il follicolo o la cripta ; perch^ '> quesli piccoli organi danno muco, olio o cerumc, un li- » quiiJo insomnia atto a lubricarc ma non ad organizzarsi, " susccttibile di accumulainento ma non di concrezlone ; " perchi' una volta coperli di cpidcrmidc, non si saprebbc » conccpire conic Ic loro aperture potcssero ancora escer- >' nere insicmc scgo od altro liquldo qualunque; pcrche, » tanlo se si parii della cute come delle mucosc, la epl- '» dcrmide scarseggia dov'essi spesseggiano, cd invcce essa " prescnta la massima grossezza eve sono rari o nulli, co- » nic nclla palnia ddla niano e nella pianta del piede ; fi- " nalmcntc pcrclic moltissimc volte sotto i morbosi aumenli " della cpidcrmidc non si trovano per nulla discostati i fol- » licoli dalla loro condizionc naluralc. lo credo invcce cbe " I'organo produttorc della epiJermide, almeno nclla mag- j' gioril;^ dci luoglii e ncl piu dei casi,sia la papilla, la quale >' e troppo licca in vasi di ogni specie per potcria credere » alicna da ogni ufficio di sccrezionc. E vcramcnte si osscr- - 219 — » va, che vicinan/a ai nalnrali orifizii del corpo. Secondo poi che »i inscgnano i piii reccnli cultori di notomia patologica, e r> specialmenle il Prof. Rokitansky, I' i[)ertroria dellc pa- jj pille si trova sotto I' epidermide addcnsata nelle piii « sviluppate iltiosi c ncllc verriichc volgari. Tutti gli accn- » miilamcnti di epidermide, clic banno forma di squame, " sorgono semprc sopra papille sviluppatc in forma di ci- " lindri, di villi, di rami. Secondo Cruveilhicr anchc le corna M accidcntali sono un morboso prodotto delle papille del " derma, frequcnli cd aggruppate in corpo papillarc. Per >» allro relativamente ai peli di fisiologica e di prcterna- j> turale comparsa, non cbe allc corna, che sembrano seni- « pre formate daU'agglutinamento di peli , e d'uopo riflct- » terc che, come riescono composti di due diversi dementi, " un csterno astuccio di natura cpidermica ed una midolla » oleosa di svariato colore, cosi concorrono alia loro for- " mazione c le papille ed i follicoli. Appunto nella loro ac- « cidcntale o patologica produzione si trovano in diverso " inodo alterali c quelle e questl. » Iliguardo alia organizzazione delle ossa, se rimane an- cora dubbiosa la prcsenza di particclle saline mineralogi- camente deposte nelle pareti dei corpuscoli ossei, e per altro dimoslrato, che, e nelle molteplici laminelle concen- — 2L'0 — Iridic, che cosiituiscono Ic parcli tici canalclti ossei, c noi ttibuli iMggianti chc le atlr.iversano, c nci cor|uiscoli ossci stcssi, la soslanza calcarc c ncUc conJizioni incdesimc cJclla prolcina, alia (jualc si trova intimamcnlc unita. Recent! osservazioni hanno jnire diiriostrato cio che ragione\olnicnte si supponcva del giiscio dellc conchiglic, il (juale ha una slriittuia dccisnnicntc ccllularc, poiche la calcc insien\c alia protcioa costituisco le pareti di quelle cellule. Lo stesso sappiaino pure csserc della silice nella epl- derniide dcllc graniignc e dcgli cquiscli, c della calcc nelle Corallincc e in allrc alghc marine. Alia parj. 48. " La dcscriziono fisica del niondo, saggia- » mcntc liniitata alia realt;^, rimanc stranicra agli oscuri " principii di una sloria degli organismi, non per limidezza, " ma per la iialiira slcssa del suo soggctto c dc' suoi con- " (ini. Pcro la descrizione fisica del niondo dcve anche nota- " re chc nella corleccia inorganica della terra sono con- " tcnuli quel matcriali stcssi che cosiituiscono la trama » degli organ! animali c vegetali. Essa insegna chc in qiie- » sli come in cpiella agiscono (juellc stcssc forze chc opc- '• rano le comhinazioni e Ic decomposizioni della materia, e " la consolidano o rendono fluida nei tcssuti organici : in " cio solo diverse, che agiscono allora solto condizioni an- 5> cora poco conosciute, chc si comprendono solto la vaga " denoniioazione di forze vitali, e si aggruppano sistemali- " camente sccondo analogic piu o mcno felicemente in- " travedutc. « E quindi una neccssilA qnclla Icndcnza della nostra " mcntc alia invcsligazionc della nalura, per cui seguianio » i fcnomcni fisici stdia terra fino alio sviluppo dellc forme — 22< — " vegotali e alio sponlanco movimerUo (Jell'organismo aiii- " male. " ( lIi////bolJl, Cosff/nx, pay. .107 ). y/ZAz/^/y. -iO-Quellofra ircceiiti clic Iratlocon maggiorc profondita clei confini fia i due rcgni org.inici, mi sembra csscrc il Nagcli ( L'tber die gcgentvartige Aiif(jah( tier Na- lurgcsrhichte, inshcsondrrc drr Bolanik. II, Tli. Zeitichr. fur xvisucnschalllichc Bolanik. II, Ilcft. 1S43 ). !\Ia auchc al caraltcrc diderenziale da liii fissato della incmbraoa cel- Iiilarc Iprnaria ncl vcgelale, (juiitcrnai'ia ncU'aniinalc si puo obbicllarc: 1' olricclio primilivo della cellula vpgctale per- nianenle nolle alglic ( ainilidca di Kulzing ), c forse alle volte non accoinpagnato npppurc d;illa nienjbrana ternaria (ge- linea di Kiit/Jng), il ijtiale, come il nuclco, ciii scmprc e connesso, coiista di sostanza qiiaternaria azotata; il coin- pcnetrarsi la cellulosa slcssa di materia iiitrogcnala ( Payeo, Kiitzing ) ; fmalmcnte la prescnza di una copiosa sostanza ternaria isomera all'aniido neH'organizzazione di esseri ani- mali ( Schmiilt, Loi-vig, Uollikcr ). II pcnsiero del Nageli, cbe la causa prima della sensibilila c mobilila animalc ri- sicda in qiiella caratteristica (iiialil;\ (quaternaria, azotata ) della parctc cclhilare, scmbra confermato dalle preziose osservazioni surrifcrite del Kiilziiig riguardo alia niobilitA delle alghe infcriori, degli sporidii, dclle spore, degli spi- rilli. Ma qnando anclic si ammctla qucsta idea, dai falti fi- nora conosciuti non si potra dcdurre che il seguente prin- cipio. Lc cellule vcgetali primordiali ( otricello primordiale, interno o nudo ) hanno al pari delle aniniali la parete co- slituila di sostanza (Hiaternaria azotata, e possedono una mobilita simile alia animnle. Rim.mgono per altro dcllc dif- fercnzc materiali nel contcnulo. Ma se anclie cio non fosse, anche se la osservazione non potcssc rilevare fra i primor- OOC2 (lii dei due regiii ;ilciin;i niatcri.ile dilTcrouz;i, ncssiino sa- rchbe per ci6 autorizzato a sostcnerc, cl>o (|H(*lla diirorcii- r.i\ non csista. Qiiamlo coiifronlianio fra loro i priinordii dcllc piantc o qiiclli dcgli animali, troviamo noi material! difTercnzc, che giustifichino quelle prcssoch6 infinite varielA di forme e di organizzazionc clie col succcssivo svilnppo rcaimenlc consoguono? E necessario ripctero, chc i nostri scnsi lianno un limite, e se noi vogliamo colla forza dclla indiizionc S|M(>gcrci oltrc a quel confine, non possiamo far- lo altrinicnti cho sulTappoggio di altri (atli csattamcnlc os- servati. Approfittando dei casi ove la portata dei sensi giun- gc piu innanzi, possiamo argomcnlare di (luclli ove e piii circoscrilla. Cosi riguardo ai primordii dcgli esscri organi- ci I'osservazionc del succcssivo loro sviluppo dimostra die, quando anchc in quei primordii non si manifeslino ai nostri sensi nialcriali dilTcrcnzc, pure esse vi csistono. Dobbiamo poi in ogni maniera essere sommamentc cauti nel dedurre cosa alcuna da (juellc osservazioni, clio senibrano dimostrare I'animaliti^ dei gcrmi vegetali, anche se cseguitc con molta esatlezza, in quanto die sc ne posso- no ad esse contrapporre altredi esattezza almeno eguale chc le contraddicono. Tali sono appunto quelle del Nagcli salla sua Conferva rj I ovie rata var. marina, e sulla Achlya proli- fera. Nclla prima spccialmenle egli pote seguire lo sviluppo cntofito del Bnho viridis, die ad una certa cpoca si rende pressochc eguale agll sporidii, ma punto non partccipa ai successivi mutamenti da essi ofi'erti nel la lore germinazione. Alia pag. 30. Lo stesso Niigcli opportunamentc rac- colse quanto spetla ai mo\imcnti vegetali. La prima sciie di movimenti 6 quella die intimamente si coUega aU'accrc- scimenlo, c riguardo ad essa mancliiamo dl dati sufiicienti — 2^3 — per istabilirc una generulo differenza fra i due rcgui orjja- nici. La scconda e rifcribile alia diversa posizione chc as- suinono i varii or^ani delle piaiite solto I azione degli eslcrni agcnli, e (|uesti rnovimciili si spiegano coll'accu- niulamento dci sacchi da cpicgli agcnti provocato in de- icrminali tcssuti, c colla clasticita dolla incnibraiia cclliilare. Anclie i niovimeiiti delle singole parti di ccrti organi soiio mcccanicainciito pro Jolti dal diseccamenlo od inlurgidimen- to dci varii tcssuti. !\Ia la questione riiuane ancora prcssochc uella sua inlcgrita rispctto alia locoinozionc delle alghe in- feriori, dcgli sporidii, delle spore e degli spiriili. La inipul- sione cagionata datia endosniosi ed esosmosi ha certamente gran parte in (juei fen:)mcni; ma, se altro non fosse, riniane it falto dci cigli vibralili, die scinbrano prender parte u ipiei niovinienti. Jlla par/.h^l. il Frotococco e la Gregarina sono gli csseri cbe presentano alio stato pcrinanente la maggiorc scni|)licit;^. Bcnche fino dal 1842 io abbia limitato il gencre Frolocuccus a quel soli esscri vegetali die offrono realmen- le la inaggior possibilc scniplicita, pure gli autori, ed in particolare il Kiitzing, continuano ad ascrivervi S()ecie, la cui organizzazionc e piu compiicata; iie [)rovicne quindi confusione ogni qualvolta si cita (|ueiresempio di organica scu)plicita. Io non animcllo nel gencre Protococco se non quei vegetali che sono, rclativamente ainicno ai nostri mezzi di osservazione, ridolti ad una semplice ccllula, Giunta I'cpo- ca della riproduzionc, o sia riassorbita o si laceri la parete di quclla ccllula, il contcnulo di essa si versa aU'esterno, e vi compariscono i priniordii dei nuovi individui, chc non sono gianiniai discernibili in grcmbo alia ccllula materna. I-o OO J. sviliip|)o (lei nuo\i individui ha principio iiivecc iiolla cel- liil.i inatric.ile nci Clorococchi e nei,'li Ein;it()coccIii. II geiiore Ginjarina c stalo [)iO|)()Slo dal Diifoiir od egregiamcnle dcscrillo da Siehold. II Kdlliker ne csamino sei specie {Die Le/irv von drr thierisclien Zcl/c Zcitschr. fiir tv/.\'.scfisc/ia/'//. Jiofan. II. IleO. p. 4(i). Sono sen)plicr collule cuotenciili minulissimi granelli, goccioline di grasso c una vcscichetla ccntralo plena di un liquido trasparcnlo con qu.dche gocciolinu oleosa e un micleo oscuro rotoiido. Si imiovono incrce 1' cspaiisione e la contrazione dclla parete celliilare. La loro ri|)roduzione si cffettiia per formazioiie cclliilarc endogena. 11 contenuto si separa in due porzioni globose, chc si accuniulano intoino a due vesciclielte nu- cleari nuovamente comparse, si forniano le membrane in- lorno ai due globuli, e si hanno cosi Ic sue cellule filiali, die, dope la ridissolu/.ione della ccllula malricale, si separa- no e cominciano a Iruire della loro vila individuale. L' au- tore stesso sospelta che alcunc specie di Bobo, Monas, Spi- rilliau. Vibrio etc. possano ugualinente spellare a rpiesta nuova famiglia di bifusorii unicdlulari, ma non si hanno dirette osservazioni che lo dimostrino. Alia pag. 35. Raccoglicndo insieme (pianto fu linora osservalo intorno all.i prima origine delle cellule, il concet- to chc ce nc possiamo formare c il scguente. I primi ele- menli organici chc ci e dato vedere , sono i cosi delti gra- nelli cicmentari ncgli animali, granelli mucosi nelle piante. Sono minutissimi corpuscoli solidi di soslanza ipiatcrnaria azolala, suscetlibili di accrescimento, ma non di moltiplica- zionc ne di ultcriore sviluppo. Framezzo a quesli compa- riscono nellc piante i nucleoli. Intorno ad ogni nucleolo si adunano i granelli mucosi, formandovi una specie di cortec- — 225 — cia. II corpo chc nc risulla ('• iin nucleo, ossia iin ciloblaslo. Inlorno ad csso coinparisce ima mciubranclla pure di so- stanza (|uatcrnai'ia azolala, cd c il cosi dello otricello pri- mitivo. Sulla cstcrna supcrficic di questo si organizza allora la mcinbrana di soslanza Icrnaria non azotata, cd c la vera parctc cellularc, che sola sussistc anclie dopo la scomparsa dt'H'olricollo primitivo c del nucleo. Qualuu'|ue sia il modo in cui avviene la comparsa dellc iiuove cellule, si puo asse- rirc con fondanienlo essere scmpre costante la previa for- niazionc del nucleo , sussogucnle all' otricello priniilivo e conscguentc della parcte cellulare. Le incertezze e le varieti si riferiscono alia prima formazione del nucleo, al contenulo die rimane iinprigionalo o successivamentc si I'orma fra il nucleo e l' otricello primitivo, ed al nicc- canismo della formazione della parete cellulare. Sc (|ue- sta origine dellc cellule sia esclusivamente cndogena o possa essere anche esogena, non e ancora deciso. Gli stu- dii recenti sulla formazione del fermenlo ( Hugrocrocis, heptomiius ccc. ) sembrano provare che i soli nuclei, o forse i soli nucleoli possano isolatamente dare origine alle cellule. I grnnclli mucosi sarcbbcro in lal caso stra- nieri alia nuova pianta, e contribuircbbero iinmediatanien- te alia sua formuzionc; i nucleoli ne sarebbero i germi. Ognun vede le difTicolta che s' incontrano in tiueste ricer- che, le cautele che si devono impicgare nol traire deduzioni dai singoli fatti osscrvali, e la necessila di [trogrodire scm- pre dal nolo all' ignoto. Nel dcnominare quindi gli dementi organici die si lianno sott'occhio, non convicnc cominciare da (juello die apparisce il piii scmplice, ma bensi da qudlo che e decisaraente organizzato e chiarameiUe caratlcrizzato. Negli animali ollre ai surriferiti granelli elemcntari so- lidi, si lianno vcscichclle incapaci di ulteriore accrescimcnto V- 29 — 220 - f riproJiizinno. Sono scmplici gocciolinc olcosc incliiusc in uno sliatci'cllo di albuminn coagulata, c si possono simularc anclie arlilicialnicnto. Allrc vcscichcltc sono capaci ili ac- crcscimcnto, iion di moltiplicazionc. Contcngono alhumina li(]uiila una o piu gocciolinc olcosc ; come per csrmpio Ic vcsciclicUo vitelline. IFanno forsc ii loro analogo nci glo- I)nli (li Clorofilla dellc piantc o in (jviclli di amido. 1 nucleoli sono vcscichcltc simili alio [H'cccdcntij sono cosliluiti da un contcnulo di sostanza grassa c da un invo- liicro di protcina. Sono susccllibili di accrcscinicnto c di niolliplica/ionc, c qucsta avvienc per divisionc. La loro originaiia lorniazionc c ancora ignota. I nuclei sono vcsci- clieltc formate da una nicmbrana di alhumina o di fibrina forsc di [)iina conlcnente, oltre al niiclcolo, un liquido alhunnnoso, gocciolinc olcose c granclli clemcntari. La formazionc dei nuclei e lultora arcana, ma semhra di- moslralo chc non possa avvcnire scnza la prccsistenza dei nucleoli. 1 nuclei si moltiplicano cndogenamcntc e conse- guentemenle alia moltiplicazionc dei nucleoli. II contenuto del nucleo si raccoglic intorno ai nucleoli originati dalla divisionc de! nuclcoln primilivo, compariscc il loro parzialc invoglio, c si rcndono lihcri per il riassorhimenlo dclla ve- scichctta malricale. I nuclei non solanicntc sono capaci di uniforme accrescimcnto c di moltiplicazionc, ma suhiscono anclu" mol'.cplici modillcazioni, fra le quali spccinlmcntc la conversionc in fd)re. Lc cellule hanno parele soluhile ncl- Tacido acetico, c (piindi cosiituita da una combinazione di protcina. semplicc o cotnpcnetrala di sostanza cornea, colla, condrina, sali calcarci cc; c contcngono, oltrc al nucleo, acqua, alhumina, grasso, sostanze estraltivc, sali ed altri composti parlicolari nci varii organi. Sia cndngcna od c'ogona la formazionc dcHn ccllula 2'2i aniniiilc*, csso csi^o la prccsislcnza del nucloo, sul quale to- niincia a coinparire la mcmluan;i, olic poco a poco se in' allontana dilatandosi, avvolgendolo c inanlcnerKJoio ado- rente ad tin punto delta interna sua parete. Pill raramcntc avvienc la foiinazionc dclla ccllula in- loino ad un accrvnio di granclli clie inchiudc un niicico ncl suo ccnlro. La soslanza gelalinosa, die avvolgc supcrficial- mcnte V accrvnio, o die insiemc nniscc cd amalgama i gra- nclli, si coagula, per cosi dire, c si consolida in incnibrana cellularc. Qiicsti particolari sono desunli principalincnte dal ci- tato lavoro di Kiillikcr, nel (juale si trova pure una crilica analisi delle tcurldie fisidic e chiniidiCj proposte dagli auto- ri per ispicirare gli addolti fatti. J/ia par/. 5G. Nageli da una ingognosn spiegazione del pcrolu'. la molliplicazione dclle cellule sia semprc endogcna nellc pianle ed anchc csogcna negli aniniali. Egli siippone die la sostanza quaternaria azolata agisca cataliticamente sui matcriali circostanti per delerniinarne I'organizzazione. La parete (juindi ccUuIare degli animali agisce anclie sui matcriali cslracclliilari, mcntre ncl vegetal!, una volta for- niata la lonaca gclinoa tcrnaria, P azione catalilica dclla parte nitrogenata riniane limitata all' interno dclla cellula sicssa. Dohbiamo a Mold la scopcrta dclla previa formazio- nc dcir otriccllo priniitivo, dohbianio a kiitzing la scopcrta di cellule die rimangono perniancntemcnlc limitate a f|ucl- la sola iiionibrana (cosi delta aniilidca), e possiamo cosi Irovare una spiegazione, consona a iiuolla teorica, cd anclic ai fatti recenlemente osscrvati sullo sviluppo del ferniento Quanfo e vcro clic le distinzioni sistcinalidie sono S(Mii[)re snientite dalla natura (piando sono appoggiate alia — L'L'8 — iiKiU'iijIila ilei carallcii |>rosi assolulanjcntc, altrcltaiito e vcro cho Ic loggi j^cnciali non hanno inai cccczioni, die una sola basleroI)I)C a dislriipgorc (juclla gcncralita; c I'appa- rcnza di cccczioni provicnc lialla complicazioiic, solto alia ipialc ci si prcsentano i I'atli della natura, complicazionc cho moltc voile spariscc quando, in luogo dci carattcri as- solutamenle considcrati, si abbiano di mira Ic condlzioni or- ganiclio e Nitali die vi danno oi-igine. .111(1 parj. GO. II Tabascliir delie Baiiibusc, clic »'^ pres- so die inlioramonle fornialo di pura silice, senibra un proJotlo ili scniplicc escrczionc c (juindi di sua natura in- organico. Ma in tulli gli altri casi ovc e nianifcsta la prc- senza delia silice nelle piante, come nella epidermide (Id- le gramigne, ddle palnic e dcgli equiseli, e inncgabile la parte ch' essa prcndc alia formazione della parete ccllulare. IMcritano parlicolarc allcnzionc Ic cellule stomatichc dcgli cciuiscli, e per la silice che conlcngono, e [ler Ic slrie trasversali che offrotio siilla loro faccia interna. Questa so- miglianza col giiscio dcllc Diatomee polrebbe far crctlere, die lo si dovcsse rigiiardarc come uii argomento a soste- nere la vegetalita di (pieslc ultimc. lo non credo dovermi occuparc di una simile obbiezione, che voili solamente av- verlire, pcrche non si credcssc cli' cssa mi fosse o la fin- gessi ignota. Bensi mi sembra imporlante sotto all' altro aspelto, deir 3[)[)arcntc complicazionc cioe die puo assu- nicre la semplicc parole ccllulare compcnotrata dalla silice. Jlla par/. 62. Awieue S[)Csso di coulondcre nclla dc- scrizione delle Diatomee lo valve colic facce. Lc facce sono cgrcgiamente distinto dagli addolti carattcri in primario e sccondaric. iVcllc dcscrizioni mi sembra opportune ammet- — 229 — tere per brcvita la clenominazionc di faccia per Ic primarie, di lato per Ic sceondarie. Mi\ Ic valve non corrispondono sein- pre csaltanicnle allc facce. Lc valve lalcrali non inancano mai, cd alle voile esse sussistono sole come nelle Pissidiciilc c nclle Podosirc. In moltissiini casi poi, e principalmcntc nel- le Acnantce e nolle Melosiree, Ic valve lalcrali si ripiegano si curvano a far parlc dellc facce primarie. Lc valve inveco, che dircllamcnlc corrispondono alle facce primarie, sono raramentc dislinte, c forse anche dove si ha uu canlo aciilo a limilarlc, come nolle .\aviculee, non si puo asserirc die vi sia vera disgiunzione. Nella maggior parle dei casi Ic due facce primarie, e (juindi le valve cor- rispondi.'nti, si fondono in un piano conlinuo con curva ricntranlc. Iinporlantissima poi c la distinzione dclle facce lerminali, cvidenlissime principalmenle nellc Surirellee. Al- lorchc vi sono facce lerminali dislinte, risullano ben limi- tale le facce primarie. Wa esse facce lerminali possono ap- parlenere alle valve primarie come allc secondarie o lalc- rali. Se consitleriamo le Eunozicc, semhra evidente che le cslremila piu o mono acute od otluse apparlengano allc valve lalcrali, e (juindi le due primarie rimangano alTalto disginnlc. IMa nellc Surirellee esse scmbrano invece spet- larc alle primarie, c partccipare con esse al proccsso dello sdoppiamenlo. J/Za parj. G5. Le solide produzioni, che a giiisa di in- completi diaframmi sporgono nella interna cavila delle Bid- diilfic c del la Terpsinoo, apparlengono allc valve lateral!, rs'iilla posso dire delle Climacosfcnic;. ma anche nella Isih- »ii(i nervosa nc abbiamo di consimili quanlunque nieno sviliippale. Mi sembra che vi si possano del pari riferire anche i selli degli Atlinoplichi. Forse per ([uel caraltere — 230 — I.I rcr|)sinoo sarcMu- il.i porrc accanto alio niiidiiirio nrlla faiiiitrlia dollo Mclosiree. La principale loro (liOVroDz.i tlalic viltee la dirozioiic Irasvcrsale an/icli6 longituilinale. Lc \iUe poi appartcngono, oUrcclu'! alle facce, anchc allc valve prima- ric. (^uostc particolarila di slriiUura sono ccrlaiiionlc iin- porlanlissiino, pcrclu' si (lovoragioncvolincnlcainincltcii;clio nbbiano ilirctta currclazionc colla intiina Ol'g;ani/.^a^ione di (lucsli csscri. iMa so consiJcrianio che ncllo stosso gcncrc (Is/lniiin) abhiaino due specie somiglianlissinie fra loro, una dcllo (|ua- li ofTrc costantcmonlc (luegli incomplcti diafrainmi, mcntre I'altra nc o coslantcinente pi-iva, siamoncccssariaincnto cou- dolti ad cscluderc quel carattcrc dulle basi dclla classifica- zionc. J//a par/. G^. La membranclla incolora, che iiisiomc lega lutli gli organ! intern! delle Dialonicc, costiluiscc la parte principale del lorocorpo, come egrcgianiente lo acccn- na in piii luoghi rEhrenhcrg. La sua dialancit;^ impciliscc di vcdcrne I' organizzazione. Sombra in (luclla soslanza siono dircllamonte scavate le vescichello che vide in (pialclie spe- cie r Ehrenberg, e furono da lui crcdutc apparlcnenli agli organ! ses5uali inascbili. La loro dilatazione o contraziono scmbrano piultosio acccnnare ad una funzlone respiraloria. Ugualmcntc scavato !n quella soitanza e senza mombrana propria io credo esserc il tubo, cbc corrc longiludinabnente da una estrcmita all'altra de)Ic Navicule, c rappresenta forsc il loro organo digcrente. Alia pay. -150. Nclla Ccraloneix Fasciola I'Ehrenbcrg descrive e figura una dislinla aperlura mediana ncl ccntro dollc facce latcrali. — 231 — /ilia pay. \ 40. Kiilzing ncWa P/iijcoloi/la germanica as- scgiKi allc Naviculc del IfJicro?/?rf/a pa//idnm,iu\ccc c\\C '^, ;„(lilinca— 0,054'". P'inila la leltura del prof. Mencgliini, I'l. R. Istilu- lo si riducc in adiinanza segrela per Iraltarc tli afTari inlerni. Ginsia (piantu prescrivc 1 articolo 3i del Rego- lainonlu inlerno, cssendo prossimo a compiersi ii pe- riodo di tempo per eiii dura in carica il Vicesegretario, si procede a fare una lerna di tre membri effellivi da essere rassegnala a S. M. I. R, —••©»«« i-i«m«>« ADUTfAWZA DEL GIORItO 29 dicejibue I8i5. II Segrelario legge latto verbale dell'adunanza I. dicembre correnle ch'e approvato. L'Aleneo di Brescia con lettera del 20 otlobre passato fa conoscere il programma che a termini dello slaluto accademico Iia proposto ai dotti di ogni nazio- ne pel premio biennale da conferirsi nel 1847. ^' '^" voro chieslo e un 3Iariuale per le scuole tecnicha-ele- mentari. I concorrenli dovranno: I. Delerminarc i v;iri rami d'insegnamenlo leorico e pr;ilico, tranne il leggcre, lo scriverc e il conleggiare, da somminislrarsi al popolo per lesercizio delle arli e del ino- slicri. slabilirnc rcslcnsione c i liiniti, c additarne io noriiie convenicnti. II. Per I'accenuato insognamento coinpono un nianiia- le inlorno agli clcincnli dcUe arli del discgno, dclla geoine- Iria c did discgno geninctrico, della meccanica, doll.i cliimi- y. 50 — 234 - C.I, ilolla fisic;!, tiolla stoii.i natiiralc o di (luaiU'allro si repii- tasse nccossario: il tuUo applicaln alio arli ed ai iiicslicri. II niaiuialo ilovra osscio nolio varic materie compilalo col nicloilo esposilivo per aforisnii, tla impiiincrsi facilnicn- Ic neirintcllello dci giovancUi, c accoinpa'-Mialo da note ciio vaijliano alio sviliippo lazionalc dcllo varic dolUine. Alia fine poi di ogni traltazionc si dovra porrc una se- rie di inlcrrognzioni che liastino ad csaurire le materie c- sposlc. II Segretario Pasini porge ulteriori ragguagli sul pozzo artesiauo che si sta lorando nel giardino della Reggia di IXapoli, c siill increiiiento della tempcralu- ra osservalo in detlo pozzc, ragguagli desunii da scrit- li inedili del sig. cav. Melloni e del sig. iiig. Cangiano, direllore della Irivellazione. II foro lu principialo all' altezza di 80 palini (melri 20, 97 ) dal livello del mare, c dopo 58 palrni di tcrrcno di alluvione si ha Irovato il Info vidcanico giallo e bigio-vcrdiccio della potenzadi paliui 3 20. AI liifo scguono varii slrati di rocce frammenlarie incj;li iiomini d arte, c possa otionere in ogtii j)ailr il convenicnte sviliippo. L in;j;eL;iKTC Casoni, lascialo di pailare iloi piru- scall ill lorro inlrodolli come rimiircliialori sul Tove- rc, (Iclla loio forma, dclla forza dollo niaccliiiio f^ia adoltale e del punlo il piu opporhmo [ler la loro col- lorazione ccc, cose pioiiamciil'* risolnte dall'aiilore, e lacondo anclic de' lavori die apparlongono al fiume stesso, rernui la sua allcnzione sul progelto della cliiu- sa di scarico per la bocca di Fiumicino, sul proluiiga- nieiiLo degli altiiali giiardiani o nioli csterni alia foce slessa, e sulla llada arlifiziale ossia porto di rilugio da porre diriiDpeUo. Ed in quanio alia cliiusa clie il Cialdi cliiama di spurgo c di scarico, Tingegnere Casoni opina, che ri- fereudosi al flume in istalo d' accpia media ed al ma- re in calma, posto die si abbia qneirostacolo al libero corso dell'acqua, essa in prima rallenlera inano a ma- no la sua iiaturale velocila, quindi s' innalzera per el- iello di espansioDc del gonfiamento fino al punto di li- vello,. ollre ctii succcdera il rigurgilo, poi la (juiele, e finalmente I'acqua del tronco massimo da sopra Capo- due-ranii proronipera tulla nel canale d'Oslia fino al riaprirsi della cbiusa ; al qual punto succederanuo qua- si conlrarii movimenii, c per alcimi istanti I'acqua nel ramo di Fiumicino. per fal modo innalzala, correra con velocila maggiorc di (jiu-lla odicrua. die c di ceu- — 255 — liiiielii 47 P*"''" "liiiiilo secondo, ed assislila da non j^randi ne conlinuali escavi arlifiziali, varra a tener sgonibro quell' alvco dalle nuove dcposizlonl, in die sla a|)pun(o la soinina dcgli cUbtti che si lia prefisso di consoj^uire 1' aulore. Malgrado la sola dislanza di tre miglia da Capo- due-rami a Fiiitniciiio, e la inciiiiazione dell' ajveo eir e di cenlinietri 20 per iniglio, 1 ingegnere Caso- ni, iu forza della cadente e della velocila iniziale, che a! punlo della diversione, come teste si disse, e di ceiitimelri 47 per inimilo secondo, attenendosi alie massime dello Zendrini sui ritardamenti per eflelto di rigurgilo, e siigl' impedimenii clie si fanno al cor- so de' fiiiuii, come pure aile dollrine del Venluroli riguardanti le resistenze locali ed i rigurgiti, opina, che 1* eflicacia di quest' ingegnoso provvedimento della chiusa servira aU'efletto di procurare una maggiore profoudila alia hocca del fiume ed alia foce esleriore, seoza bisogno di ricorrere a modificazione alcuna del parli-acqua ossia passonata a Capo-due-ran)i, riducen- dula in lassatore o pescaia. L'aulore confida appunlo di non do8 — ararc u peicorrere, fingegnere Casoni Iroverebbe III He cosa. clio vi si collocasse uno o due grossi gavi- lelll delti da gegorno, amarrali in terzo, con cate- ne Ire ancorc o corpi raoiii, ad una sola presa, I'ulilita dc'quali, per soccorso de navigli, in sito fo- raneo, ma )iiossini() ad una spiaggia bassa, e percio pericolosa, noii ha bisogno di essere dimoslrata. II lavoro del chiarissinio Cialdi e materia d'uu grosso volume di oltre 35o pagine arricchito di pro- spetli, di ragguagli e di sei tavole, fra le quali una rappreseula la costruzione dell'ancora a vite di Ales- sandro Mitchell e la descrizione grafica del movimenlo delle aequo del Tevcrej in allra si ha delineate Tidro- grafia del nnovo porto Gregoriano ed il progelto di sistemazione della foce di Fiumicinoj in una terza si rappresento la forma e la maniera di costruzione dei frangi-onde galleggianii di Tayler col sistema pel loro ormeggio 3 due oflrono piante e spaccati della pirodra- ga 5 finalmente I'ultima ofTre I'aspelto pittoresco dell' anzidetto nuovo porto di rifugio ossia rada, ed in- sieme da un'idea dell' efficacia e degli effetti dei fran- gi-onde rispcllo al mare in burrasca. Al primo volume ne va dietro un secondo ric- co di oltre 200 note, concernenli vari punti di scien- za, ricche di rrudizionOj e falunc imporlanti per la novila delle narrazioni e per 1 ulilila degli csempi. — 259 — L'ingegoere Casoiii fmisce col lai' voli perche siano favorevolniente accolte, e dopo i coiivenienti sviluppi sollecilainente posfe in eflbllo le proposizio- ni del comineiidutore Cialdi a vanfaggio de naviganli ed a maggior incremcnto dc coimnerci nello Stalo Pontificio. Poscia il niembro eflfettivo prof Bcllavilis pre- senla una scconda parte di quel sue lavoro sull' ope- razione aritmetica, di cui inlraltenne aUra volta I'lsli- tiilo, la quale risolvc le equazioni del terzo grado npl case irreducibile con altreltanta sicurezza e cou tnag- gior coniodita, di quelle che le note formule risolvano il case riducibile. E considcrando, che la dimoslrazione di quella operazione conduce in iiiodo brevissimo ed elementare a tuUa quella parte della teorica delle equa- zioni che e necessaria o giova alia loro risoluzioue, egli crede che sarebbe vantaggioso di esporre questa teorica colla maggior semplicila di cui puo esser su- scetlibile, ed e per tal motivo ch'egli presenta queste nuove ricerche, che si collegano con quelle trattate nella Memoria letta nello scorso marzo. Seinbra al prof. Bellavitis che, generalmente par- lando, non si debba fennarsi a ricercare le radici ra- zionali delle equazioni ; nulladimeno egli mostra come facilmente queste si trovino, anche risparmiando la lunga determinazionc di lulfi i divisori degli ultimi — 2G0 — ifrniiiii, e ila ijuiilclie rcgola anclie per la piu ilinicilo licerca del Tallori razionali del secondo grado. Una licerca mollo ]iiu iinpocfanle, ma anche niol- l(t difficile, e (jiiclia dello radici iinuiaginarie, ossia dei I'll tori reali del secondo grado. Egli crede che il mezzo inigliore sia (jiiello dolla Iripla falsa posiziooe, e per guidare lo successive posizioiii suggerisce la coslrii- zione grufica delle curve di errore. Molli malciuatici si occuparono della decomposi- zione delK; forinulc razionali frazionarie, e vi impie- garoDO anclic il calcolo sublime ; 11 prof. Bellavitis crede che 11 mclodo effettivainente piu comodo sia quelle che si appoggia a principii aflalto elemental!, e eh' egll sviluppa in alcuni esempii numerici. Finila quesla lellura I'lslituto si riduce in adn- nanza segrela per tratlarc di aflfari interni. Si assoggeltano alle deliberazioni dell' Islituto i conti di amminislrazione delle spese gia fatte a lulto novembre i<^4'^3 ^ ^^ quelle da farsi nell'anno pros- simo. Poscia sono elelti a Socil corrispondenti dell'Isli- Inlo i signori : Amici Cav. Gig. Battist.v, di Fireuzc A!VTi>'ORi CoMM. VmcENZo, lU Fivcnze- — 2G1 — BoTTo l*ROF. Giuseppe Domenico, di Torino. Bertoloni Prof. Aktonio, di Bologna. BoNAFOUS Cav. Matteo, di Torino. BuFFVLiM Cav. Maurizio, di lircnze. HuoiVAPAnTE C. L. Principe di Canino, in Roma. Dalle Chiaje Prof. Stefaxo, di Napoli. DucA DI SERRA DI FALco DoMENico, in Palermo. Galluppi Bar. Pasquale, di Napoli. GE?iE Cav. Giuseppe, di Torino. GioRDANi PiETRO, di Pamia, GioRGiM Cav. Gaetano, di Firense. LiNARi Prof. Santi, di Siena. Giulio Prof. Carlo Ignazio, di Torino. Mello'i Cav. Macedonio, in Napoli. MARIA.NINI Cav. Stefano, in Modena. Matteucci Prof. Carlo, di Pisa. Moris Cav. Giacinto, di Torino. MossoTTi Cav. Ottaviaxo Fabrizio, di Pisa. Orioli Prof. Francesco, di CorfH. Paoli Conte Dojiemco, di Pesaro. Pareto Marciiese Lorenzo, di Genova. Parlatore Prof. Filippo, di Firense. PiANciAM Prof. Gio. Battista, di Roma. PiLLA Prof. Leopoldo, di Pisa. PiRiA Prof. Raffaele, di Pisa. Plana Co.mm. Giovanni, di Torino. PucciNOTTi Prof. Francesco, di Pisa. Kepetti Prof. E.mmanuele, di Firenze. Ridolfi Marciiese Cosimo, di Fireuze. Savi Cav. Paolo, di Pisa. ScAcciii Prof. Arcangelo, di Napoli. — 2G2 — SisMONDA Cav. Angelo, di Torino. Spiivola March. Massimiliano, di Genova. TEivoRE Cav. Michele, di Napoli. ToMMASiNi Cav. Giaco.mo, di Paiina. Venturoli Cav. Giuseppe, di Roma. Finalnienle si propone e si ammette iin'aggiunta agli statuli interni per cio die concerne le commissio- ni permanenti. ADUriAIVZA DEL GIORNO 25 GENNAIO 1846. II Segretarlo legge I'alto verbale dell' adunanza 3o noveinbre, ch'e approvalo. Si annunziano i seguenti doni fatli all'I. R. Istiluto. I . Dal membro efiellivo nob. G. Freschi. 1 mtvicri 59 al 42 del giomale intitolato .- L' Amico del Contadino. 2,. Dal socio corrispondenle dott. G. Namias. Giomale per servire ai progressi del I a Patologia e del la Terapeutica, agosto, seltembre e oltobre I8i5. 3. Dal coote Annibale Ranuzzi, Istitutore delliiffi- cio di corrispondcnza geografica in Bologna. — 2G.i — Annuario geogni/ico italiano pel 1815. Bologna, in 8. !\. DjI proi. Giovanni Senimola di Napoli. Breve disamina della Ciaiiorina. Napoli, di pag. 4, in 4. 5. Dal sig. Giovanni Codemo di Treviso. Descrhionc gcor/ra/ica della Monarchia anstriaca, in quadri sinottici. Vcnezia, ^845. 6. Dal sig. Carlo Zamara, direltore delle sciiole ele- mentari in Yicenza, la sua operetta intilolala: Aritmeiica tconco-pratlca. Patlova, 1845, in 8. 7. Dall'ab. Gaetano dott. Sorgalo di Padova. Meworia surjU spcttacoli c suite feste di Padova. Pa- ilova, 18i5, in 8. 8. Dal sig. Giuseppe Caregnato di Padova. De universa vaporis in viis ferratis ct navibus utili- tale. Carniina Alcaica. Patavii, d845. II Segretario partecipa la mancanza a'vivi avve- nuta recentemcnte di duo Socii corrispondenti dell'I. R. Istiliito, il sig. colonncllo rav. Carlo di Birago di- — 2G5 — moranle in Vienna, e mons, Pietro Bettio biblioleca- rio della Marciana. II membro effetlivo ing. JappcUi legge uno scrit- to: Sulla maniera pin economica ell costrulre una galleria sotto un canale od un Jiume. Alcuni dise- gni ed un modcllo sono posti sotto gli occhi dell'Isti- lulo. Con questo suo modo di coslruzione 1' autore non intende d'introdurre alcuna uuova pratica di ar- chilettura idraulica, ma di giovarsi delle pratiche gia in uso ; disponendole pero in un certo ordine, die agevolerebbe alcuni generi di coslrutture, e princi- palmente pei canali e per le gallerie subacquee. Indica poscia come egli intenderebbe di costruire una galleria o viadotlo sotlo un cauale, la cui linea d' acqua fosse p. e. di metri 5o, e die ne dovesse raantenere met. 2, 5o per uso della navigazione. II metodo consisterebbe nello scavare nel fondo del canale ed alia proi'ondita conveuiente, servendosi del cavafango a ruote, la nicchia in cui dovrebbe es- sere costrutla la galleria j nellinfiggere su queslo fon- do il necessario numero di pali, recidendoli coi noti congegni tutti ad un livello ed alia profondila occor- renle-, e nel farvi calare e fermar sopra, direlta da ormeggi, e colic opportune caulele, una zallera imper- mcabile all' acqua, lunga e larga come la galleria, so- — '266 — jiia lii (|iial /allcra nel sciiso ilclla liiiighezza si an- (Irebbc a iiiano a mano costruendo le muraglio di pielrc colle con cemculo di pozzolana, e posoia le vol- te •, cd i lali ininori si chiuderebbero con pareli di legno parimeuli imperraeabili. Cos! si ollerrebbe, col- la progressione del lavoro, la lenla e progressiva sua immersione nelle acque, ed il siio adallaniento sopra la base di pali infitli c recisi gia prcparala. L' aiitore da avverlenze speciali per ogni parle del lavoro, e inelle in fine della memoria alcuni calcoli per dinio- strare la praticabilila e I' econoinia del suo melodo. II membro effettivo cav. Fapanni legge poscia il Prospetto di un'opera che sla conipilando ed e intitola- ta: Istituzioni di Ginrisprudenza Agraria secondo il diritto roinanu e secondo le leggi vigenti nel Regno Lonibardo-f eneto. Dopo accennata la convenienza anzi la necessita di un peculiare codice agrario, in cui sia ordinatamen- te compilalo, chiaramente esposto e ragionevolmen- (e dedotio quanto piio avere relazione cogP interessi dell' agricoltura; dopo riferito quanto a queslo pro- posilo si ha ideato di fare in Francia, od in allre par- ti dEuropa. e ricordalo i lavori eseguiti presso allre naziuni da bencmeriti giurisperiti ed agrononii, che vollero ill qiialche inodo riparare alia inancanza di un forniale rodice agraiio. I' aniore, querelandosi che in — 2G7 — Italia non vi sia iir una raccolfa generale per uii inle- ro stalo, ne parziale per qiialclic provincia, die ne ab- hracci le rispctlive leggi agrarie, si e avvisato di ovvia- re a questa lacuna, c di rorupilaro un opera la quale presenli in un sul corjio lutla la vigenfe legislazione ranipestre. E sicconie il dirilto roniano lii sempre riguar- tlalo qnal diritlo comune di quasi tufte le nazioni in- civilite, e la migliore sorgente da cni si possa Irarre la scienza delle leggi; cosi fa precedere alia esposizio- ne delle leggi agrarie vigenli nel noslro Regno, I'espo- sizione dei priocipii d' equifa e di ragione, che nellc analoghe niaterie servirono di base alle ordinazioiii conteniite ncll' intern corpo del diritto romano. La prima parte del lavoro del cav. Fapanni pre- sentera T intera sforia della Giurisprndenza Agraria divisa in sei epoche principali, e porgera anche la Bi- bliografia degli autori che di questa scienza hanno Irattalo ex-professo. Nella seconda parte, la parte teorica. 1' aulore ha raccolto le regole costituenti la base del diritto geor- gico, die si trovano sparse nell' universo corpo del diritto roniano, e nc ha dedotto i principii della scien- za, disponendoli con qualclie canglamenlo secondo la lecentc opera di Fournel SuIIe legs^l rurali della Francia nel loro ordine naturale. La terza parte, la pratica, deve contenere I espo- _ OG8 — si^ionc dulle leggi agrarie, che suao allualinente in vigore iiel Regno Loiuhardo-Veiieto, ed oltengono |)resso ni)i una parlicolare osservanza. E quesle Icggi o disposizioni, sparse in varii e disparali volimii, sa- ranno coordinate sccondo i principii esposli nella parte teorica, e potranno in cerlo modo suppliie per ora presso di noi alia niancanza di un Codicc rurale. Prima di compierc la finale coordinazionc di lulli i inateriali appronlali per la sua opera, il cav. Fapanni vuole assoggettarnc il Prospelto al giudizio del pubblico, per trarre giovamenlo dagli altrui lumi e consigli. Una lunga esperienza gli ha provalo, che V esatta conoscenza delle vigenli disposizioni preserva da molesti litigi i proprielarii e i coloni, e giova mol- lissimo al miglioraraento morale delle classi agricole. Infine si legge la seguente Memoria del niembro efTellivo conte Scopoli. Sopra due recenti opinioni del sig. Letronne relative alia storia delV Egitlo. Del conte G. Scopoli. II sig. Letronne, giiislamcnte annovcrato fra i migliori archeolbgi niodcrni, pubblico non ha guari nclla Reviic des deux Mondr.s una sua Memoria , cui dicdc il titolo tli Sludii storici sull'antico Egilto; nclla quale memoria — 2G9 — due cose inten(Jc di provarc, I' nun die Ciimbisc c i siioi successor! non (liinncfrgijrouo, qiiiinto fu semprc crcduto, quel con(|uistalo paesc: I' allra die i Greci solto il Farao- ne Psaniniclico diedero un utile impulso a grand! opere idrauliclk' c monumcntali in Egilto. Piacciavi esamlnare nieco sii (piali fonJamenti il dolto francese appoggia gli argomcnti suoi. Camliise fu certamente un principe di carattere vio- lentissinio, fors' anclic perclio fitj da' primi aoni afdilto da cpilessia ; ma non era fuor di senno, ne quando restitui la vedova d' Aniasi al padre, fosse re o uno dei primali di Circno, c cosi il tenne diviso d.igli Egizii; ne allorclie si pro- euro r alleanza degli Arabi, chc gli apersero la via dell' Egitto. Opero contro i deltami dclla patria religionc facen- do ardere il corpo d'Amasi tolto dal suo sepolcro, per ven- dicarsi dell' ingauno soffcrto , quando da quel re inve- cc dcila flglia sua ehbe cpiella d' Apries per moglic, ed offesc pure le Icggi persiane , quando voile sposarc le proprie sorelle. Ad un dcspota tutto e perniesso, cosi il segnarc il cuor d'un fanciullo al suo arco, come il far morire un fratello, sospcttandolo di sc piu forte. Pero il furor di Cambisc non si mostro contro gli Egizii e la propria famiglia e i sudditi, se non se dopo Ic infelici sue spcdizioni in Etiopia, c all' Oasi d' Ammone. Ritornan- do cgli a Memfi, trovo la citt;^ csultante per la scoperta d'unnuovo Api, c crcdcndo (juella pubblica gioia derivante dalle fallite sue imprese, ferisce di sua mano il sacro ani- male, cbe poco dopo sen muore; c fa uccidere i sacerdoli chc il veneravano. Ma osserva Lelronne, chc nulla or;i ci ma- nifesta aver esse atterrali i moDumcnti egizii, o sciolte o guaste le istituzioni religiose c civili del paese. Sappiamo ami che consulto l' oracolo di Buto, il quale gli annun- — L>70 — cio la niorlc in Kcbatana , c presto fodo al valicinio -, avvennc di falto, che pcrisse I'crito dclla pro[iria spada in Kcbalana di Siria. Si conoscc oggi cio die sta scrillo in una specie d'cdicoia sostenuta da una figiira cgi/ia naofora , la quale rapprcscnta un sacerdotc , chc di- ce « come Cambise venne a Sais alia diviria dimora di « Neitli, e al pari di tutti i re presento una ricca offerla » a Neith divina niadro degli Dei principali di Sais, f'a- « cendo tulte le ccrimonic, c instiUiendo la cclehrazionc » dellc libazioni al Signore dell' etcrnita nel tcnipio di » Neith, come i re anleriori ". Qucsto fatto vcramenle non si cond)ina coll' incendio ordinato da Cambise dcllc imagini nei tempii di Vulcano o de' Cabiri; ma osservo io, die quell' incendio non si applico probabilmcnle se non se a quelle imagini, die si portavano periodicamentc so- pra scabelli nelle procession!, come si legge nella celebre iscrizione di Rosetta. II signor Lelronne, in prova che Ic arti cgizie non dis- piacessero a Cambise, riportacomeTolomeoEvcrgete restitui all' Egitto i500 stalue, die il re Persiaim avea trasportatn nelle sue citt^, quando vi mando andie artefici egiziani per innalzare do' palazzi in Persepoli, Susa e allrove. Quelle rapine di cose care al paese, devono naturalmente aver da- le motive al credere, che il figlio di Giro devastate avessc quanto di grande sorgea sulle due rive del Nile, onde Slrabone e Diodoro scrisscro , che uso del ferro c del fuoco per eperarne la rovina ; ma dice il sig. Lelronne, chc I' Egitto non fu mai boschifero, e di selve estesissimc avreb- bcsi abbisognato per calcinarc le arenarie c i granili dei monumcnti faraonici. Nelle rovine di quelli nulla appare che indichi un'ignea distruzione, conservandosi le pittnre stessc, e gli incisi caralleri, i quali doveano soffiire prin- — 271 — cipalmeiilc dalla coiiibiistione. Scnza ferro c senza (uoco, so (>ainl)ise avcssc voluto annienlare of^ni regia o religio- sa memoria ogizia, parmi die avcsse potuto bastare lo smuovcre con cunei hagnali Ic pietrc colossal! ; c pareti e volte precipitavano. E dilFalto con tall cunci si scavarono (Iiielii immcnsi nionoliti, chc si aminiiano tuttora. Ma a sosienere I'opinione {lell'eruclito franccse valor dcvc, a inio avviso, piii d'ogni dato storico di scrittori posteriori ad Krodoto , il politico interesse del persiano Jominatorc, il quale lego a' stioi successori il possesso del- r Egiltn, e non potea cssere cosi pazzo da volerc in poclii nicsi csaurirc per senipre una ininiera di ricchczze pel suo impero. Ed csaurita certamente T avrebbe, se avessc sconvolto (iiiell' ordinc civile c religioso del paese, nel (juale inlimamente collegavasi ogni economico provvedi- inento. Dovea egli sapere del vasto coiumercio degli Egizia- ni coll' intcrno dell' Africa e fuori ; ne i^norava, chc gli Eliopi vicini tenevano avvinti i loro prigiooi con catene d' oro in mancanza d' altri metalli, ond' e chiaro che voile inovore guerra ad essi per solo desio di rapina, desiderio di cui gli slessi Etiopi si avvidcro. Dario I, die regno dopo Cambisc, lii non solo favore- vole agli Egizii, ma nc protcsse il culto a segno, die giunto a I\Ionili ofTri cento talenti d' oro a chi avesse trovato un allro Api in luogo del defnnto poco prima. Dario ebbe pero il titolo di divino dai saccrdoti, c gli si dcvono magnifiche costriizioni nclla grande Oasi, come I'altcsta il suo nomc in molte di esse scoljiito. Sul finire del regno di Dario vi lu una sollevazionc in Egitto, cbc Sersc domo prestamanlc, mandando governa- tore del paese suo fratcllo Aclicmcnc ;. sc non die dopo la batlaglia di Salamina. sparsasi la voce della morte del re, 272 una miova sollevazionc scoppio iCS anni prima dell' era nostra, e anni due prima del viaggio d'Krodolo. Inaro re della Lidia, c Amirleo di sangue realc cgiziano col soccor- so degli Atenicsi sconllsscro l' armala persiana, uccidcndo lo stcsso Achcnienc. Pcro itu niiovo cscrcito pcrsiano so- praggiunsc, c i lihclli fiirono vinti, inaro crocefisso, e Aniir- tco coslrctto a salvarsi nolle paludi del Delta, ove come re pole resisterc alia slranicra dominazione. K (jui sorprcndc, come Artasersc I invece di inficrirc contro I' Egitlo, rcndcs- se prima la Libia a Thannyras figlio d'Inaro, poi a Pausiri Petosiri figlio d'Amirlco quel territorio clie il padre a- veva occupato. Cosi durarono le cose fino a Dario II, epoca nella qaa- le Manelone intcrrompc la dinastia |)ersiana, alia quale suc- cedono tre indigene, la Sai'tc, la Mendesia e la Sebenitica. Ma finchc si mantennc la persiana nulla fii niutato nelle i- stitu/ioni cgizic, e sorsero anzi niiovi monumenti a leslimo- nio della henevolenza dei re di Persepoli. Come Erodoto trovassc 1' Egitto niagnilico vcdcsi dalla sua storia. Qui pero il sig. Lctronnc confcssadi non intendcrc co- me Artasersc II tollero il riconiparire dei re egiziani indi- pendenli. Sebbene abbia avuto a combaltcre contro il fra- lello Giro, pure quesla guerra non fu di lunga durata, e vinto 1' cmulo, era piu forte, e mezzi non mancavano per sottomcttere di nuovo 1' Egitto, se rivoltoso. Ma io ardisco pensarc, die il figlio di Petosiri, die assunse il noiuc del suo avo Amirteo, pote procurarsi dallo stesso Artasersc con uti- li doni c sussidii la podcsta regia su tulto 1' Egitto, libero anche da pcrsiane guarnigioni, a litolo di vassallo tribula- rio. Comunijue sia, vi fu certamcnte pace, per cpianlo ne consta, fra la Persia c I' Egitto duranti le dette tre dina- stic. e i Persian! non ricntrarono in Memfi, die sollo Dario - L>73 — Oco, il (|iKile fii iigli Kgizii piu infcsto di Canibisc. Pcro qiian- (lo Alossandro intcrrogo il saccrdote di Kliopoli, I'Egillo non era caiigiato, e collo sue leggi e i suoi tempi! il Irova- rono c il lasciarono i Lagidi, che di novellc e splendide fab* bridle il dccorarono. lul ora, giusla riputando la difesa clie fa il sig. Le- troune dci re di Persia contro 1' accusa ad essi data di di- strultori dell' Egitto, faro cenno di due vasi d'alabastro con iscrizioni ieraticlie e cucieirormi. Uiio di (jucsti vasi csiste ncl gabinello dellc anlichita a Parigi col nome di Serse, I'altro e Del tesoro di s. Marco con quelle d' Artaserse, il qual Arta- serse vuoisi il Longiniano da Letronne, c il Wnemone da Longpericr. Dichiara il Letronne, che i delti vasi iudi- cano la sovranita dci re pcrsiani in Egitto, ed una certa (jual fusionc nelle costunianze fra i due popoli, finclie v'era un solo signore. Pero senza ammctterc che quel re avcssero suppcllettili a loro uso in Meinfi o altrove, non possono que' vasi cssere un nicro dono degliEgizii senza alcuna alterazio- nc di coslumanzc?Si sa che Amasi mando in dono agli Spar- lani una corazza, nella (juale crano impresse le caccie del re con oGO aniniali, ed una simile ne dedico a Minerva nel tempio di Lindo. Non sarA altronde strano il sospcltare, chele iscrizioni cuneiformi siano segno di maggiorc aniicizia o d' omaggio, e gli Egizii aveano interprcti in varie linguc, come si dira in seguilo, c interprcti pcrsiani furono assolu- lamcnte necessarii llnche I' Egitto fu sottoposto a Cambisc e a'succcssori. Forsc anche i Persian! avranno avuto inter- pret! de' caratteri egizii. Trapasso alia scconda opinione del sig. Letronne, al- r influenza cior che escrcitarono i Greci suUe grand! opc- ro idrauliche e monumental! del vcccbio Egitto. Per sostene- rc talc opinione rauion-.i oili; l.'^'di alcune colonic grccbc che — 274 — slahilisfc ill EgiUo ; L'." .loqli inierpreli d.iii il.i I'saiii- inclico ;ii CJreci suoi aiisiliari ; o." del carialo apcrlo da iNc- ol)o Ira Slier e il iNilo ; 4." della navii,M/.ionc intonio all'A- frica ordinatn dallo slesso Nccho. Non vi disgraJi di csser giudici fra me e lo scrillorc franccsc, jiercliL', (juanlnnfiuc io rispetli Ic moltc sue cogni/Joni iiella storia dcU'Egilto, sono nullameno di parerc conlrario al suo, relativamenlc all' influenza grcca in qiielln mirabile regionc. E primioranicnle, parlando dclle colonic, convicnc ri- cliiamare alia inemoria che, cessata la dinaslia ctiopica, I' Egillo si divise in 12 principal!, ogniino do' (|iiali cbbe la sua casta sacerdotalc e la njilitare, liuche Psainmetico con l' ainlo dc'Grcci, vinti i compelitori, regno solo sopra tulfo r Egillo. Quci grcci crano « Jofus et Cares pracdatidi f/ra- tia iiarigantcs }■> die poi « necessilas compullt opplicare ad Aeijyptum » ; cosi Erodolo nell' Euterpe. Pochi vcra- menle furono qtiei prinii sbarcali in un ramo del Della, c dovctlcro chiamar conipagni da ogni parte dell'Asia lilora- le c insulare, ovc crano stabili le colonic grocbc, ond'cs- serc in numero laic da riuscir utili a Psammetico. Goniin- cia pero da queslo Faraone la difl'usionc de'C.rcci in Egillo, a\cndo cssi ollenuto dellc Icrre frultifere nel dislrelto Pc- lusiaco, slazione in Abido e nella grande Oasi ; ollrc che pare fosscro parte anche cssi della guardia reale. Ma so considero la distanza da Pclusio a Memfi, e da ipiesta cittA all'Oasi di Tebc, veggo cbiaranicnle, che le grecbe schiere furono polilicamente sparpagliate. Siccome poi non lulta I'cgizia casta niilitare potea aver abbandonato Psaniinetico, pcrche rpiclla casta avea lerre, c la nazione non dovca es- scr lulta nemica a colui che diede maggior forza al regno uncndone le parli ; cosi mistc e altcrnc furono Ic slazioni do' grcci soldati e degli cgizii. Qucsti crano o Calasirii — 'J 7 5 — o Ermotihii. I [>rimi, Cosscro i piu giovani o litMcmcnte armati, asccndevano al niimcro di 250,00() ; i socoiidi, o velerani o di {^ravc armatnia, crano Jfi(),000, slando alia storia d' Krodoto. Cosi sc anclic 2i0,000 avcssero cmi- grato in Fliopia, in un' isola sopra I\lcroc conic narra Strahonc, (116 si sa co:nc potosscro csscrvi ricevnti dal re Tahraca c provvcduli di campi frntlifcri, siipposlo anclic chc fosscro tulli cclihi) no rimancvano ancora in Egitlo i 70,000. Si da una grande iinportanza ad uno slabilimenlo di Grcci in Naiicrati : ma ccco come Erodoto ne paria : '< yimasis porro , quoniam GraccorufU (rat sludiosus , cum alia in quosdum Graecos officia contulif, turn iis qui in Aegyplum concederent dedll facultateyn ISaurralim nr- bem incolendi ». Erano dunque i Greci di Psammetico mi- lizie assoldatc, collocate in guarnigioni, c i Greci d'Amasi mcrcadanli. Lo slcsso Amasi poi non dovoa esscr niolto amico dei Greci, che in numcro di 50,000 sc gli opposero con Apries in Memfi. I Grcci in IVancrali ebbero probabilmente un domi- cilio separato, come i Genovcsi in Costanlinopoli ottomana, e se reggeansi con rcligione e leggi proprie, vanno as- somigliati ai Portoghesi in IVlacao. l\Ia Erodoto aggiunge che altri stranicri doveano concenlrarsi in Naucrati, se involonlariamcnte fossero approdali a qual si sia spiaggia d'E- gillo : " na7n, emporium erat sola Naucratis, praeter hoc ill Aerjypio aliiid nullum. Quod si quis ( straniero ) in aliud aliquod Aili osf/tim applicuisset, is necesse habc' hat drclarare se renisse invitu)n, datoque jureiurando ea- dem navi ad Canopicum navi;jare : cf si id ??ii?/us, per rotilrarios venlos posset, onera /lurialihus navigiis clrcum- arjerr luslrando Delta, doner pen enirent Naurrafiui >•. -_ 276 — Voile AoKisi ^;llll;l^,'t;i;^•c ii coinmercio, ma non iiminiso uno slain indipendi'iilo ncl suo ri';^iio ; focc ;iss!j1 accordando ai forcslieri chc avcsscro consoli c probi viri, i tifnou fiior di quelle non era lecito nc ai dipintori ne ad altri " maestri di fujnre o di (/HaluTK/ite artificio introdurrc al- 5; cuna cosa di nuovo, ne di pcnsare ancora ad altre, fuori " che a (juelle della patria ; ne oggidi egli e lecito far cio » od inlorno a (juoste cnse a tutta la musica. Laonde se >' lu osservassi, quivi ritroveresti le cose dipinle 10,000 an- " ni addietro, in qualun(|ue modo formate, ( nou dico ji 10,000 il) modo (Ii [)arlaro. ma vcramente ) non osserc " nt' pill l>elli\ III' di quelle piu brutle, che si difiingono al — 280 — J) prcsenic, in.i colhi medesimji ;ii le rornilo. •' Uillc Iviji/i dial. 2. I oh/. (/{ I). Bemho. K come lavolLiva IMatone, paria a noi Rosclliiii, di- condo : " iVcssuna stranicra inducnza o di Persiani o di Gro- " ci di Koniani poto niai, in* anclic in nicnomn parte, >' mutare lo slilo dolle arli antico c |)ropri<) ilell' Kgillo. — " E poiclj6 non mi e mai avvenuto di vcdere alcun' opera » cgi/.iana dollo arti, clic possa no pur per oinbra dimo- " slrarc liinitazione di iino stile stranicro, pcrcio fcrmissi- .'5 niamcnle penso, chc ncssun arteficc cgiziano avcsse mai » ncppurc il dcsidoiio di f'anic prova. iiMoti. civ. /. 2. /a-102. Le opinioni, stdle (jiiali vi Irattcnni, sianvi espostc in attcnzionc del ritorno del dott. Lcpsius spedito dal re di Prussia a far nuove scopcrte in Egitto. La storia della clas- sica valle del iNilo avra maggior luce da (|ueir acute os- servatorc. Finita qncsla lelliira TlstiUilo si ricluce iu adu- iiauza segreta per Iratlare di aflari inleroi. L' I. R. Governo chiede il parcre dell Islitulo sulla convenienza : che sia coiiipilato e p»ibi)licato iiu Catalogo e sinonimia dell opera manoscrilta di storia naturale Adriatica del defuoto ab. Stefano Chiereglii- iii di Chioggia, che era conservasi nella Biblioleca del- n. R. Liceo di Venezia. (Conimissari : prof. Calullo, CO. Conlarini, seg. I'asini, prof, de Visiani e [irof Me- negliini relaloro). VDINVNZI DEL r.lOR\() 'J(i r.E\NV.I() |S4(). II Segrelario legge 1 alio verbale dell adunanza •^9 dicembre i845, ch'e approvalo. Si ymiiinziano i seguenli doni fafli all' I. R. Isti- lulo. I. Dal socio corrispondente cons. A. Quadri. Descrizione fopografica di Venezia, fascicoli W e 12. .>. Dal sig. Antooio Colla, Diretlore dell'Osservalo- riu tli Parma. CennI so/jru la Cometa sr.o/jcrta hi Purma nel giorno !i giugno iSio (Jalla Raccolta Scientifica di Roiua ). 3. Dal sig. Anlouio Apollouio dell Islria. ^uoro iniHato di Mncmouica , ossin metodo prr r. 57 — 282 — isiilnpjxiir f riu/urzair la ///rmon'd. Nciie/.iii iNiri, fascico- li 1 e 2. II inciiibro efrdlixo prot". Bella vilis le^^o [)u,s(Ma la segiieote INola : Sopra an Oligocrononiclro^ ossia slruin/.^itlo per ini- snrare il tempo r.on inolla prccisionc. Del j)rof. G. Bella\itis. Fra' vari striimoiUi ilestinati a supplirc all' iniperlo- zionc de'nostri scnsi hanno una spccialc iinpoitau/.a (|uclli che servono a misurarc iin elemcnto die piti o ineno es- senzialmenlc entra in tutti i feaomeni, voglio tlire il tem- po. Sarcbbe cosa inutilissima raminentare ciaanti progressi dell' Astronomia e della Nautica sieno dovuti alia costru- zione dci cronometri, che con perseverante uniformity di movimento danno il modo di esattamente luisurare lun- ghi spazi di tempo, ed e pur facile pcnsare ai molli van- taggi che si otterrebbero mediante un uso piu comunc di strumenti destinati a misurare con gi-andissiina ()reci- sione i piccoli tempi nci (juali si compiono alcuni feno- meni : strumenti i (juali siano rispetto al tempo, quelle ch' e il microscopio rispetto all' estcnsione. Fra i prinii fisici che si applicarono ad iramagina- re alcuno di tali strumenti, cd a recarne ad elfelto la costruzione c 1' uso, si fu il prof. Dal Negro, che si de- gnamente occupo la cattedra di fisica della Universita di I'adova. Egli muni un nrologin a pendolo d' ingegnosis- simi ordigni, mediante i quali esso si pone in movimento, si arresta al principio cd alia fine di quel tempo che — 283 — por t;il triiisa rimane misiirato, od a tale slrumcnto diede il lioiiK! (li Olii^ocronomclro. Qiiantunqiio io noii ii^noras- si clio in (ali inaleric sia trnppo facile iniinaginare dcf^li ai'lificii, clio apparcntemcnlc opportuni a rag^iuiigcrc Io scopo, riescono poi IncUi (|uandu sono sottoposli alia pro- va (UH'csperienza , pure nel fascicolo 7-4." di <]iiel Gior- nalo cho nel 1827 si stampava in Trcviso , io pubbli- cai alciini pensieri intorno a due niiovc manicre di Oli- gocrononielro. Un' idea alFallo simile al scconilo dei niiei ()li;^ocronometri la vidi menzionata in una rcclamazione del celebre lisico \n'^\ese\\h 7nai 4845). Scorgcndo cosi chc la niia idea ha poluto csscrc ulilmentc realizzata, non credo inopportune di farvene iin breve ccnno, e di additarvi inollre un' ag^'iunta chc mi scmbra acconcia a rcnderc piu facile e precise I'uso di (piell^ Oligocronometro, o Cro- noscopio, come con mcno esalta dcnominazione vicne ora chiamato. Io pcnsai di applicare al tempo quell'artificio, die sollo il nonic di vernier o nonio serve tanto utilmente alia misura delle piccolissime lunghezze. Tutti sanno chc il nonio consiste in scale di parti uguali , stabilmente unite alle due estremita, della hinghezza die vuol misurarsi. Una dellc scale e divisa (dicasi in via di esempio) in milli- mclri, e 1' altra scala e foimata dividendo in dieci par- ti uguali la lunghczza di nove niillimetrij dal chc viene che se la estremitA di questa sopravanzi ad un segno della prima di un sdIo decimo di millimctro, cio sara falto pa- lese dalla perfetta coincidenza dei due prossimi segni delle due scalej che se invecc le estremita delle scale sieno discoste di due dccimillimetri, saranno coincidenti i secondi segni delle loro due scale, e cost di seguito. In tal maoicra, — ^8i — mediante scgni frji loro hcDissimo liisccrnibili ad occhio mi- ilo, si viono a)tizia, valendosi del poco die ne fu scrillo dai Hoinani edai Grcci, o appoggiaii- dosi ai monmiienli, die aiicora iiilaltl ci rimangono, rautore poiia opinione die debbasi prima di luUo esaininare la terra nostra nella sua coslituzioiie geolo- gical in secondo liiogo osservando i bisogni delle pri- mitive societa ed infineconsiderando qual era di quelle la religione, poiclie sociela vera non apparisce die la dove comincia ad innalzarsi nn ara e intorno ad essa si adunano i sacerdoti. II contc Scopoli passu in ras- segna sol to quesli diversi punii (Ji visia le principali nolizie c moniiuienli die si hanno dclPanlica Italia. Finalnicnte, in noma della Commissione die diri- ge il Gabinello tecnologico deirislituto, edecomposla uUre die del Presidente, del Vicepresidenle, del Segre- tario e del Vicesegretario, dci sigg. iag. Casoni, prof. (>onti, ing. Jappelli, cav. Paleocapa, cav. Santini e nob. Minotlo, e lello da quesl'nllimo un rapporto in nii soiu) osposti i prinripii c lo visfe die fiirono di giiida alia Cfniimissione ncl lorniare il Gabinelto, — L'!).". — »• soiKJ iiidicjfi gli iisi c l.i jiu^sihiL' vaiiliigj^iosa jp- |>li(a/.iuiit' alli- iiosli't; proximie dcllo luaccliiiie e (.L-i iiiudclll (Iiioia coslrulli, o do (jiiall si e falla 1' ordi- nazionc per V anno corrcnle. I'oscia I fstifuto si riduce in aduiiaiua segiela per Irallare di aflari interni. LaConiinissione coniposta de'sigg. prof. CaJullu, CO. Contaiini, doll. INardo, prof, de Visiani e prof. Meiieglilui relaloro, ed incaricala di proporre in qual uiodo abbiano ad essere pubblicate le 3 2 tavole rap- prescnlanli oggelli niarini adrialici lasciate dal prof. Renier, Icgge un rapporto le ciii conclusioni sono dal- I' Istituto approvate ed ammesse. I nieiubri eflellivi prof Cuuli e prul". Menegbiiii >ouu incaricali di dare un ragguaglio delfopereUa del sig. eap. Krieger, ed il piuf (^i)iili del I nillalo cli - incnlarc di (iritniclica del prof. Zainara. Si la la nomiiia di allit^ roinmissioni. I ADUITAISZA DEL GIORNO 22 FEBBRAIO 'I 846. II Segretario legge I'alto verbale delfadunanza 2.5 gennaio, ch'e approvato. Si legge il dispaccio 4 febbraio col quale 1' Eccel- so Governo partecipa che in seguito alle proposizioni fatte dall' Istituto, S. M. I, R. con veneratissima Sovra- na Risoluzione 1 3 gennaio passato si k graziosissima- mente degnata di nominare Membro effetlivo dell'Isti- luto, in sostituzione del defunto conte Nicolo Da Rio, il dolt. Giacinto Namias di Venezia, Si anuunziano i seguenti doni falti all' I. R. Isti- lulo. I . Dall'Accademia Reale di Agricoltura in Torino. Atiuaii dtWAccademia Reale di Agricoltura di To- rino. Vol. IV, dispensa prima. V. S8 — 29R — 2. Diilla Sutticlu Agiariii di Bologna. Mcnioriv lii-lla Societa. Volume IF, fascicolo G. 3. Dalla Sociela Medico-Chirurgica di Bologna. Ihdlctlino dvUc scirnzc tnedichc. Fascicoli di luglio, agoslo-settembre-oltobrc c novcmbre - dicembrc ^845. 4. Dal niembro effellivo nob. Gherardo Frescbi. / unviiiri 45 al 40 del Cwiornalc inlitolato: L' Aiuico del Contadino. 5. Dal mcmbro efTeltivo e Segretario Pasini. Dc svptiino italico cuUorwm scieniiarum Congressu habito IScapoU anno 1845. Jtibri Quatuor, Quhitini Guau' ciali. iNeapoli d845. Doctancnti inediti riguardanti il P. Campanella, raccolti cd annolalt da Tito Capialbi. Napoli '1845 di pag. 76, in 8. L. Grlmaldi. Sludii statistlci svlU industria agricola c manifulluriera delta Calabria Ultra 11. Napoli 1845. Un volume in 4. 6. Dal niembro effeltivo prof. Zantedeschi. Haccolta fisico-chi/nica italiana, sia Collezione di Memorie originali edite ed incditc di fisici, chimici e na~ tnralisti Italiani del prof, aha Ic Zantedeschi, fascicolo I. del vol. 1. Venezia LSiG. 'J. Dal niembro cfTotlivo cav. Paleocapa. Schnahn, Jnleitung zum Ban der Fl usz- Bagger- jVa- .Thinoi. Hcrlino 1852, in 4. - LM)9 — 8. Dal canonico licllani, membro efleltivo dell J. H. Istitulo Lombanlo. Polemica snlle avvertenzc circa la acelta del colori iiei vefttimenii (Dal Giornale Agrario Lombardo-Veneto , novcmbre 1844 ). Cenni storici delle Parrucche (Dal Giornale suddelto i845). Sulla priorita di alcune osscrvazioni cd espericn- ze (Dagli Annali di fisica del prof. Maiocchi, fascicolo 52. - 1845 ). R/'/le.mo?i/ sulla Memoria del doll. L. Balnrdini ?'«- titolata: Delia Pellagra del grano turco. Rlilano 1845, di pag. 12, in 8. Alcune riflessioni ed applicazioni riguardo alle spe- rienze di Boiitlgnij sui feno7neni presentati dni li(/nidi rersati snpra corpi solid! roventi (D;igli Annali di fisica, fa- scicolo 58-59 ). Lucerna snpposfa fumivora ( Dal Giornale Agrario Lombardo-Veneto, aprile 1845 ), y. Dal socio corrispondeule sig. cons. Einmaniiele Cicogna di Venezia. Cenni hiografici intorno a Monsignor Canonico Pit' tro Beitlo, Bibliotccario della Marciana. Venezia 4846, di pag. IG, in 8. lo. Dal socio corrispondenle cav. Cesare Canlii, di Milano. Letture giovanili, 4 volnineiti in 8 piccolo. Mila- no 1843. — :ioo — Sfonu delta citta e delta diocesi di Cotno, volumi 2 in <2.", Como d 829-31. DixcoHrs pr('tiwi7iaire stir le Moyen aye ( Estralto dal Tonio 7. dolla traduzionc franccsc dclla sua Storia 7i7ii- rcrsalc. Parigi i845 ). Sittla Storia lo7nt)arda del secolo XJII. — Ragiona- racnto per commcnto ai Promcssi Sposi di Alcssandro Man- zoni. Un volume in 4. Milano 4842. I I. Dal sig. Giacorao Zanardi di Venezia. VArtiere^ foglio scltimanale di Chimica, Fisica c Sto- ria naturalc applicatc alle arti cd al commercio. Venezia 1846, dal n. 1 al n. 7. II membro efletllvo cav. Santini porge ulteriori notlzie inlorno alia Cometa di Biela ed alle singolari apparenze osservate in essa in questi ultimi giorni. Nell'adunanza del 28 dicembre egli avea esposto come gia la cometa periodica appellata di Biela fosse ritornala verso la parte inferiore della sua orbita, e come bene avessero corrisposto i calcoli astronomici fondali sulla teoria della gravitazione universale alle immediate osservazioni, giacche fra le posizioni asse- gnate dalla sua effemeride pubblicata nel primo volume delle Memorie deiristituto, e quelle direttamente os- servate eravi una tenuissima diflerenza, e tale che non si polea forse desiderare una maggiore coioci- denza. In fatto il cav. Santini congetturava che la dif- ferenza sarebbe andala crescendo, perche in quel suo — 301 — lavoro non tennc a calcolo che le perlurbazioni pro- dotte dalle azioni di Giove c di Saturno, e lascio da parte quelle di Marte e di Venere, che sono somma- mente piccole, e non possono produrre una sensibile alterazione, e quelle anche della Terra, sebbcne aves- se gia prevedulo che dovevano avere una sensibi- le influenza. In fatti di questa egli avea gia tenulo conto nei due periodi fra il 1826 ed il 1889 nel- la Memoria pubblicala negli Atti dell' Accademia di Padova ; ma pel periodo compreso fra il iSSg ed il 1846 credelte di poterla abbandonare, perche la co- meta trovavasi dalla terra sempre molto lontana, e non poteva il suo movimento venirne grandemente alte- rato. Solo avverli, che al principio del 1846, niolto avvicinandosi la cometa alia terra, sarebbe stalo iudi- spensabile di mettere a calcolo I'azione eziandio del noslro pianeta j ma avverli parimenti che la cometa sarebbe allora stata visibile, e che dimostrate vere dal fatto le precedenti congetture, si avrebbe potulo ri- prenderne con piu agio lo studio, ed altendere con maggiori parlicolarita a perfezionare la teorica di que- sto corpo celeste singolarissimo. II fatto ha confermato le congetture ancoper que- sta parte, imperciocche la coincidenza delle effeme- ridi colle osservazioni non e piu cosi grande, come lo era nei mesi di novembre e di dicembre j ed ora il luogo osservato difl'erisce dall'efl'emeride di circa i/3 di grado. 502 — II cav. Sanlini spera che in seguilo, qii;iiRlo si abbia la serie coiiiplola delle osservazioiii faltc in quc- sfa riapparizione, cgli polrariprendere il calcolo delle perlurbazioni, cd aggiiingcre alia toorlca della come- ta la parte maucante, collo scopo di appareccliiarc gli elemenli pel peiiodo futuro. Inlanlo Irova di dover brevemente accennare un fenouieno sommamente sin- golare e nuovo, che si e prescntato agli astronomi os- servatori nel corso di quesla riappari/ione. Primi nel contineate ad osservarlo sembrano essere stali i chiarissimi astronomi Encke in Ber- liiio, c Valz in Marsiglia, i qiiali nella sera del 27 gennaio scorso videro il corpo della comcla diviso in due nuclei scparati e distinli, circondati ognuno da tale nebulosita da presenlare V aspello di due comete diverse entro il cauipo del cannocchiale a piccolissiaia dislanza angolare fra loro. II sig. Encke venne dappriiua in questo pensiero, che per una forluita e rarissima combinazione si fossero nella sera 27 gennaio riunite due comete in modo, che aveudo una diversissinia distanza lineare dalla ter- ra, si trovassero nella stessa direzione, ed in con- giunzione sulla sfera celeste rapporlo al nostro oc- chio. Ma da questa opinione credetle di dover rece- dere la susscguente sera 28 gennaio, vedendo che la loro scambievole posizione era rimasta inalterata. Ei prese le misure della scambievole loro distanza, e — 303 — tiovo che il nucleo piu luminoso aveva i/ il:^' di AR di piu del ineno spleudcnte, ed era 2' a6" piu au- strale. Nolo cziandio una qualcho traccia di coda ai due nuclei, e la giudico perpendicolare alJa linea con- giungente i loro centri. Nell'Inghilterra, Airy a Green- wich, G Challis a Cambridge osservarono lo stesso lenomeno, ed il sig. Hind di Londra, al quale si de- ve una esaltissima effenieride, calcolata fino ai decimi
  • — rica sulla valvula di sicurcKza . I'oicio lini) da princi- pio csposi il (Icsiderio die il torchio da coslriiirsi do- vcsso avcrc un mnuometro(irafo , uno slroincnto cioe, il i|iialc segnasse il |)rogredirc dclla ()rcssionc, cd il limitc sommo cni vonnc spinla. Avcvasi scritto dappriina a Parigi per la costruzione del torchio. ma era difficile ottencrnc i nuovi congegni, e specialmcnte il manomctrografo del qua- le il celebre ninccliinisia Pixii rispoiidev;i non conosccrne la cnslruzionc. Sorta intanto fra noi una grandiosa oflicina in Mcslre pel servigio della Strada ferrata Lomhardo-Ve- iieta, si ottcnne di potcrne coinmctterc ivi il lavoro, cd iiivigilarne resccuzione, la (jualc, dielro le cure dell' abi- lissimo ingegnere sig. Collalto, si Irova ora compiuta per quanto al torchio, chc vcnne gia csperimenlato capace di agiresenza pericolofino alia pressionc di oOOatmosfere.Cio che manca solo a compimcnto dell' opera si e appunto il manonielrografo, ed e intorno al modo da nie immaginato per costruirlo che dcsidero intcrrogare il parerc de' luiei colleghi, accio vcdano sc debha corrispondcre , siccome spcro, se abbiano qualchc inigliore artifizio da sugge- rirnii. Nulla cerlamente vl ha di piii seinplicc e facile a co- struirsi quanto un maiiometro a leggere pressioni, meii -- clie, faccnilo girare la niola, sollcvcrcMie <|iicsto peso, il (|ualo allontananilosi ilal ccntro a inisura chc s'innalzassc, per la forma spiralc tlella gola della carnicola, opporrch- 1)C resislonza grailatamentc crescentc sccomlo clic potcssc occorrere. Rc^'olamlo la forma ddla spiralc, ciascun giro potrcl)bc misurarc 50, 100, o 200 almosforc c con gra- duazionc uniforinc , sicche lo spazio percorso dall' in- dice per una atmosfera sarehhc sempre ugiiale, cosi nclle piu basse conic ncllc piu altc prcssioni. Un allro indi- te, mobile solo a sfregamento e spinlo dal primo, ren- dorcbbc grafico quel congegno. La complicazione pcro dogl' ingranaggi neccssarii, la possibilita die la inesaltczza di qucUi nuocesse alia prccisionc dcllc indicazioni, c la nccessila di far pcrcorrcrc una corsa un po' hiiiga alio slantufl'o indicalore, donde sarebbc veniito il